12 solberg e pajari in controllo con percorso netto e leadership

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12 solberg e pajari in controllo con percorso netto e leadership

La seconda tappa del Rally di Croazia ha messo in evidenza un forte cambio di scenario nella parte conclusiva della giornata: dopo gli imprevisti della vigilia, Oliver Solberg è riuscito a ripartire in modo incisivo, trasformando una situazione compromessa in una serie di prestazioni che hanno definito l’andamento della mattinata. Tra percorsi insidiosi, tempi ravvicinati e alcune scelte decisive in pista, la classifica ha iniziato a delinearsi con maggiore chiarezza.

Oliver Solberg Rally di Croazia: prova di forza e recupero decisivo

La mattinata della seconda tappa ha raccontato il ritorno di Oliver Solberg dopo una giornata precedente che lo aveva fermato sul nascere. Nelle prime fasi di ieri, il pilota Toyota non è riuscito a completare neppure la prima prova speciale, uscendo di traiettoria con un impatto dopo appena 5 km. Di conseguenza, le sue possibilità di lottare per la vittoria finale si sono azzerate in modo immediato.

Oggi Solberg è tornato in gara con un obiettivo preciso: mantenere un ritmo competitivo in vista della possibilità di accumulare punti tra la Super Sunday e la Power Stage. La strategia è stata accompagnata da risultati concreti, perché il percorso ha avuto un ruolo centrale. Il tracciato è diventato molto insidioso a causa della ghiaia portata sull’asfalto dai tagli delle vetture, condizione che ha favorito chi ha saputo gestire meglio la guida e la trazione.

Sotto questo aspetto, Solberg ha fatto la differenza: ha segnato il miglior tempo in ognuna delle quattro prove disputate oggi finora. Un recupero netto che mette in risalto quanto la partenza di ieri, caratterizzata da un’eccessiva irruenza nei primissimi chilometri, abbia sottratto una possibile occasione importante.

leader di classifica e strategia senza rischi: evoluzione dopo l’uscita dei big

Con Oliver Solberg fuori dai giochi ieri e con Elfyn Evans a sua volta costretto a fermarsi nelle prime fasi della tappa inaugurale, i piloti di vertice hanno impostato la mattinata con una logica di gestione. Il focus principale è stato quello di restare lontano dagli errori e limitare le conseguenze delle condizioni difficili della strada.

In questa fase Sami Pajari ha gestito con efficacia la leadership, mantenendola quasi invariata rispetto a quanto emerso dalla conclusione della prima tappa. L’equilibrio si è misurato nei margini: Pajari entrava nella PS9 con 13”7 di vantaggio sulla Hyundai di Thierry Neuville e, al termine del giro mattutino, ha conservato 12”4 di margine sul campione del mondo 2024.

Thierry Neuville e Takamoto Katsuta: sorpasso e tempi sotto pressione

La progressione è rimasta dinamica anche perché, nella PS10, Thierry Neuville ha subito il passaggio di Takamoto Katsuta. L’attacco del giapponese della Toyota è stato condizionato dalla vicinanza del risultato finale: nonostante la spinta, Katsuta ha sfiorato il successo di speciale, riuscendo però a mettere la propria vettura davanti di 1”2.

PS11 decisiva per Takamoto Katsuta: ritardo pesante sulla prova più lunga

Nella PS11, la più lunga della giornata con 22,48 km, la situazione per Katsuta si è capovolta. Nella prova ha faticato in modo marcato, incassando un ritardo di 44”3 rispetto al miglior tempo di Solberg. Questo ha prodotto conseguenze dirette sulla sua posizione: non solo si è visto riprendersi la piazza d’onore da Neuville, ma Katsuta ha anche visto ridursi le chance di lottare per la vittoria.

Il quadro dopo la PS12 risulta ancora più stringente: Katsuta si trova a 25”1 dalla GR Yaris gemella e deve recuperare anche 12”7 sul belga della Hyundai. La specificità delle prove lunghe ha quindi giocato un ruolo determinante.

lotta quarta posizione e conseguenze tecniche: sospensione danneggiata

La mattinata ha acceso anche la competizione per la quarta posizione tra le due i20: da una parte Hayden Paddon, dall’altra Adrien Fourmaux. Nel corso della sessione, Fourmaux aveva ridotto il divario nei confronti dell’australiano, passando da 39”6 a 19”. L’allineamento dei tempi sembrava promettere ulteriore pressione, ma a pochi chilometri dalla conclusione della PS12 la situazione è cambiata.

Adrien Fourmaux ha danneggiato la sospensione posteriore sinistra della sua Hyundai, con la necessità di alzare bandiera bianca. L’episodio ha quindi spostato gli equilibri, aprendo spazio a sviluppi anche sugli altri fronti.

classifica Rally2 e nuovi riferimenti: Lancia in posizioni di vertice

Il risultato tecnico di Fourmaux ha favorito ulteriormente l’ascesa delle Lancia, che hanno costruito un controllo solido nella classifica della Rally2. Le vetture della scuderia si trovano in quinta e sesta posizione assoluta, con un vantaggio significativo.

In particolare Yohan Rossel precede di 36”7 Nikolay Gryazin. Nella terza posizione di classe, invece, compare Leo Rossel: il pilota paga oltre un minuto sul fratello ed è stato anche protagonista di un episodio fortunato, evitando per un pelo un albero dopo un testacoda.

rientri e prove positive: Jon Armstrong e problemi su Puma

Un rientro efficace è arrivato anche da Jon Armstrong, che ha proseguito quanto di buono aveva mostrato ieri prima dell’uscita dai giochi. Nella PS11, la prova più dura della giornata, Armstrong ha ottenuto il secondo tempo, confermando un recupero di ritmo importante.

Nel frattempo, da segnalare un problema tecnico legato alla Puma di Josh McErlean. Nella PS10 il mezzo ha manifestato una criticità tale da richiedere anche l’utilizzo dell’estintore nell’abitacolo. Nonostante l’episodio, il pilota irlandese è riuscito comunque a proseguire in gara.

piloti e protagonisti citati

  • Oliver Solberg
  • Elfyn Evans
  • Sami Pajari
  • Thierry Neuville
  • Takamoto Katsuta
  • Hayden Paddon
  • Adrien Fourmaux
  • Yohan Rossel
  • Nikolay Gryazin
  • Leo Rossel
  • Jon Armstrong
  • Josh McErlean
Oliver Solberg, Elliott Edmondson, Toyota Gazoo Racing WRT Toyota GR Yaris Rally1

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