6 evans comanda nel poker toyota solberg rallentato cervo

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6 evans comanda nel poker toyota solberg rallentato  cervo

Una prima tappa ad alto livello, segnata da pioggia, asfalto in continua evoluzione e tratti insidiosi, ha definito i primi equilibri del Rally del Giappone. Il leader del Campionato mondiale, Elfyn Evans, ha messo insieme ritmo e gestione del rischio, costruendo una posizione di testa solida e, al contempo, costringendo il gruppo a misurarsi con condizioni che cambiano rapidamente ad ogni passaggio.

elvyn evans firma la partenza perfetta al rally del giappone

Elfyn Evans ha conquistato la leadership della prova su asfalto grazie a una performance descritta come impeccabile nella prima tappa, disputata in circostanze difficili e mutevoli. Il vantaggio principale è arrivato dal fatto di partire per primo, elemento determinante quando la traiettoria e lo stato della pista tendono a peggiorare con il passare delle auto.

La pioggia caduta durante la notte ha trasformato le prove speciali del venerdì mattina in un susseguirsi di tratti bagnati capaci di mettere in difficoltà gli equipaggi. La seconda fase del rally ha visto Evans alternare momenti di controllo a passaggi decisivi per ricucire e consolidare il distacco.

asuke e il tunnel di ise gami: tappe chiave del giro

La corsa si è accesa con la prova speciale di apertura Asuke, nuova nel contesto dell’evento: Oliver Solberg ha preso il comando iniziale vincendola. La risposta di Evans è arrivata nella SS2, la prova del tunnel di Isegami, dove è stata registrata una prestazione straordinaria che ha riportato Evans davanti.

Nel corso del tunnel, mentre le temperature ambientali restavano calde e umide, le condizioni della strada si sono deteriorate progressivamente dopo il passaggio di ogni auto, con la comparsa di un lungo tratto fangoso a metà percorso. In quel momento il confronto tra i due compagni di squadra Toyota è diventato particolarmente critico.

distacchi decisivi e lettura del vantaggio in pista

Evans è riuscito a essere più veloce di Solberg di 7,5 secondi prima di chiudere con la vittoria della prova finale del giro. Il risultato complessivo ha portato Evans a un vantaggio di 17"7 sul compagno di squadra svedese.

Interrogato sul valore della posizione in pista, Evans ha indicato che il vantaggio emerge soprattutto nella parte centrale del Tunnel di Isegami, dove la strada si fa più stretta, con deviazioni che incidono sulle condizioni e, di conseguenza, sulla velocità di chi segue. Secondo l’interpretazione del pilota, uno scenario del genere porta chi è dietro a perdere tempo.

solberg paga prudenza e cervi: penalità di fiducia nella ss2 e nella ss3

Oliver Solberg ha riconosciuto di essere stato troppo prudente nella SS2, scelta che ha contribuito alla perdita del comando a favore di Evans. Il quadro si è complicato ulteriormente nella SS3 Inabu/Shitara 1, quando non è stato possibile evitare la perdita di tempo.

Durante la prova, Solberg ha dovuto rallentare per evitare dei cervi comparsi sulla strada. Il vincitore del Monte Carlo ha spiegato che si è trattato di un rettilineo lungo e molto veloce, con una situazione imprevedibile all’uscita da una curva: dopo aver frenato e provato a leggere il comportamento degli animali, si è trovato nella necessità di correggere più volte la traiettoria.

Il risultato è stato un calo prestazionale stimato in circa sei secondi, accompagnato dalla perdita di sensibilità nella guida. L’attenzione successiva è stata rivolta alla possibilità di recuperare tempo, con un obiettivo di stabilizzare il feeling dopo l’episodio.

sébastien ogier in recupero parziale dopo penalità

Solberg ha completato il giro mattutino con 0,5 secondi di vantaggio sul vincitore del Rally del Giappone dell’anno precedente, Sébastien Ogier. Ogier ha scontato un contesto di partenza complicato, partendo sesto, e ha poi dovuto confrontarsi con un peggioramento della strada nella seconda prova.

Il distacco dopo la prima prova era di 9 decimi di secondo rispetto al leader, mentre nella seconda parte Ogier ha perso 16"7 rispetto a Evans a causa dell’evoluzione negativa delle condizioni. La lettura di Ogier ha messo in evidenza che, sull’asfalto, recuperare tempo non è semplice: resta un percorso breve rispetto all’intero rally, con la necessità di spingere al massimo nelle fasi successive.

thierry neuville sorprende: primo pilota hyundai in classifica

Thierry Neuville ha dichiarato di essere rimasto sorpreso dalla propria posizione in classifica: è stato indicato come il primo pilota Hyundai in graduatoria, davanti alla Toyota di Takamoto Katsuta, al quinto posto assoluto. Il campione del mondo del 2024 si aspettava un Rally del Giappone più arduo dopo uno shakedown frustrante, ma ha trovato un feeling giudicato discreto alla guida della i20 N.

Neuville ha sottolineato che non era atteso un equilibrio così favorevole e che l’idea di trovarsi in una piccola lotta con le Toyota non rientrava tra le previsioni. Ha inoltre precisato che non ha effettuato cambiamenti dopo lo shakedown, dichiarando di essersi sentito a proprio agio dopo la prima curva, scegliendo quindi di mantenere l’impostazione.

sami pajari e takamoto katsuta: gestione degli imprevisti e difficoltà sulla partenza

Sami Pajari ha raggiunto il servizio di mezzogiorno in quinta posizione. Nel resoconto del turno di apertura è emerso un aspetto legato alla fortuna: il pilota è riuscito a evitare una foratura dopo aver colpito un tombino allentato durante la tappa iniziale.

takamoto katsuta: scivolata, foratura e perdita di fiducia

Per Takamoto Katsuta l’avvio non ha rispettato le aspettative. Un errore nella tappa di apertura si è rivelato determinante: il pilota giapponese è scivolato largo in una zona umida, urtando un terrapieno e provocando una foratura alla ruota posteriore sinistra.

La foratura ha comportato un tempo perso di 6"7 nella tappa, ma ha innescato un effetto a catena. Katsuta ha dovuto sostituire la gomma morbida danneggiata con una dura anche in condizioni di bagnato, arrivando a perdere 25"9 nella SS2 e a perdere fiducia nelle note di percorso.

Questa dinamica si è riflessa anche nella SS3, quando c’è stata un’uscita di pista sull’erba, dalla quale Katsuta è comunque riuscito a riprendersi. Katsuta ha indicato che si tratta di uno dei giri peggiori in assoluto e ha spiegato di non aver previsto una curva scivolosa, con conseguente foratura. Ha aggiunto di non essere riuscito a fidarsi delle note e di essere andato fuori strada nell’ultima prova, sottolineando che la situazione consente ancora di restare in gara, anche se il recupero sui primi sarà complesso.

adrien fourmaux e scelta gomme: assetto aggressivo e terreno umido

Adrien Fourmaux ha ammesso che l’assetto risultava troppo aggressivo per condizioni di asciutto. Nei tratti caratterizzati da umido, l’impostazione non ha permesso di sfruttare al meglio le prestazioni, facendo emergere una discrepanza tra il setup e lo stato reale delle prove speciali.

Fourmaux ha preso avvio nella prova pomeridiana in settima posizione, con Hayden Paddon indicato davanti come compagno di squadra. Anche Paddon è rimasto coinvolto in una scelta non ottimale: l’opzione adottata ha riguardato pneumatici a mescola dura in un contesto in cui la pista non risultava completamente asciutta, con impatto sul rendimento.

m-sport-ford jon armstrong e josh mc(er)lean: pneumatici duri e condizioni non ideali

Allo stesso modo, i piloti della M-Sport-Ford Jon Armstrong e Josh McErlean hanno pagato lo scotto della decisione legata ai pneumatici duri. Anche per loro, l’assetto gomme ha inciso in circostanze che non erano del tutto asciutte. I due risultavano posizionati rispettivamente in nona e undicesima posizione, inquadrando il leader della WRC2 Nikolay Gryazin.

Personaggi e protagonisti menzionati:

  • Elfyn Evans
  • Oliver Solberg
  • Sébastien Ogier
  • Thierry Neuville
  • Takamoto Katsuta
  • Sami Pajari
  • Adrien Fourmaux
  • Hayden Paddon
  • Jon Armstrong
  • Josh McErlean
  • Nikolay Gryazin
Oliver Solberg, Elliott Edmondson, Toyota Gazoo Racing WRT Toyota GR Yaris Rally1

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