A gigantista: la rinascita di Asja Zenere dopo il dolore al ginocchio
Nel superg femminile della Val di Fassa, gara valida per la Coppa del Mondo 2025-2026, Asja Zenere, con il pettorale 33, ha chiuso al terzo posto: una prestazione che ha sorpreso pubblico e contendenti, dimostrando determinazione e affidabilità su un percorso themico e tecnico altamente competitivo.
asja zenere conquista il podio nel superg val di fassa 2025-2026
La prova è stata caratterizzata da un tracciato impegnativo, con curve serrate e sezioni dove la precisione hanno fatto la differenza. Zenere ha interpreto la gara con una gestione accurata della velocità e una chiusura di manche incisiva, centrando un risultato significativo per la stagione.
«Si può fare bene a quanto pare: è incredibile. Avevo letto ottava, poi non vedevo a quanti centesimi, ho guardato di nuovo: terza! Ma come?!» ha commentato la marciatrice azzurra, esprimendo incredulità e soddisfazione per il podio conquistato.
Non al massimo della forma fisica, Zenere ha raccontato di aver dovuto fronteggiare difficoltà legate al ginocchio. «In questi giorni dopo Andorra mi sono fatta male all’altro ginocchio, l’unico sano che mi era rimasto, e quindi ero zoppa, anche ieri prima di partire mi si è bloccato ed ho detto “Adesso non riesco più a sciare”». Stamattina si è rialzata con migliore efficienza e ha cercato di guidare la corsa mettendo in mostra il lato da gigantista che contraddistingue la sua tecnica di sciata.
contesto tecnico e reazioni post gara
La prestazione di Zenere evidenzia una risposta positiva in una stagione in cui la preparazione ha dovuto confrontarsi con imprevisti fisici. L’approccio orientato all’esecuzione tecnica e alla gestione della velocità ha permesso di valorizzare le potenzialità nel contesto di una gara strutturata come un gigante trasformato in superg lungo tratti crudi e cambi di ritmo.
Il risultato del podio sostiene la dinamica italiana nel panorama della Coppa del Mondo 2025-2026, offrendo spunti di valutazione sul livello di competitività e sulla capacità di rispondere alle sfide internazionali anche in condizioni non ideali.
persone nominate nel testo
- asja zenere
- carlos d'ambrosio
