Abatantuono dopo la vittoria contro lInter: lidea di scudetto e le parole su Allegri

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Abatantuono dopo la vittoria contro lInter: lidea di scudetto e le parole su Allegri

Diego Abatantuono, attore milanese e tifosissimo del Milan, ha commentato con toni diretti l’attuale fase dei rossoneri dopo la vittoria ottenuta domenica contro il Verona. Nel parlare del momento del club, ha messo al centro prestazioni, scelte tecniche e identità della squadra, collegando l’andamento recente alla conduzione degli allenatori e alle prospettive future, con un riferimento costante alla corsa verso la Champions League.

diego abatantuono e il milan: analisi del dopo verona

Abatantuono ha collegato la situazione del Milan a un percorso che, a suo giudizio, è cambiato in modo significativo dopo alcune tappe dirigenziali e tecniche. Il punto di partenza è la ricostruzione seguita alla stagione che ha preceduto l’arrivo di Allegri, descritta come un periodo di gestione da lui considerata poco comprensibile per il pubblico. Nelle sue parole emergono criticità sulle scelte di mercato e sulla direzione complessiva della squadra, con un passaggio in cui viene evocata la cessione di Kalulu alla Juve come esempio di una strategia che non avrebbe garantito equilibrio sul piano degli investimenti.

Il giudizio si concentra anche sul ruolo di chi ha guidato la società: quando viene citata la partenza di Maldini, l’attore parla di un effetto ritenuto negativo per tutti. Pur riconoscendo che i tifosi continuano ad affollare gli stadi, Abatantuono richiama l’aspetto economico legato all’abbonamento, sottolineando il senso di frustrazione legato alla continuità della partecipazione nonostante i risultati percepiti come altalenanti.

allegri e la fase difensiva: punti e rendimento altalenante

Secondo Abatantuono, con l’arrivo di Allegri il Milan avrebbe trovato un’impostazione più funzionale, soprattutto sul piano difensivo. La squadra viene descritta come capace di puntare a non subire gol, ottenendo risultati che, pur accompagnati da partite definite spesso noiose, sarebbero serviti a mantenere la rotta in classifica.

equilibrio difensivo e partita spesso poco spettacolare

Il racconto dell’attore cita una fase in cui le partite vengono giudicate bruttine o poco esaltanti, con eccezioni rare. Allo stesso tempo viene riconosciuto che, nel corso dell’anno, i giocatori risultano discontinui nel rendimento. In questo scenario, la spiegazione proposta è che Allegri avrebbe privilegiato ciò che conta: i punti. Da qui deriva l’idea che, finché il Milan porta a casa la classifica, non ci sia spazio per contestazioni sul metodo dei risultati.

champions league: speranza e lettura del momento

Abatantuono lega la propria valutazione anche alla prospettiva della Champions League. Alla domanda sulla conquista virtuale, la risposta esprime un desiderio esplicito: l’obiettivo viene trattato come un traguardo da sperare con convinzione, in un contesto di risultati altalenanti che include anche sconfitte come quelle contro Lazio e Udinese.

Un passaggio centrale riguarda l’interpretazione di alcune partite: dopo la vittoria contro l’Inter, Abatantuono avrebbe creduto a una possibile lotta per lo scudetto. Da lì, però, il percorso subisce frizioni che ridimensionano lo slancio, mantenendo la Champions come obiettivo principale a cui aggrapparsi.

dirigenza, tempistiche e scelta del ds

Nel parlare della dirigenza, Abatantuono mette in relazione le sue aspettative con la figura del DS Tare, che definisce tra i profili migliori che il Milan avrebbe potuto cercare. Il punto critico viene individuato nelle tempistiche, ritenute sbagliate, sostenendo che un dirigente con capacità simili andrebbe ingaggiato prima. Il confronto con altri contesti calcistici viene introdotto tramite l’esempio di Gasperini

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