Abete chi vedo come ct dell’italia nessuno per ora c’è baldini poi deciderà il presidente

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Abete chi vedo come ct dell’italia nessuno per ora c’è baldini poi deciderà il presidente

La corsa verso le elezioni per il nuovo presidente della FIGC entra in una fase decisiva e si concentra sui passaggi chiave che riguardano Nazionale e organizzazione federale. In vista dell’appuntamento elettivo, due candidati hanno partecipato a un confronto televisivo su Sky Sport 24, presentando riflessioni sul futuro del calcio italiano e delineando gli elementi centrali dei rispettivi programmi. Al centro del dibattito compaiono la visione sul movimento, la ripartenza tecnica della selezione e l’assetto normativo necessario per costruire un percorso condiviso.

elezioni figc e confronto tv: priorità e clima della corsa

La campagna elettorale viene descritta come atipica e impostata soprattutto su dinamiche a blocchi, più che sul confronto diretto con il singolo elettore. Questo tipo di impostazione viene collegato a un sistema di pesi e contrappesi che rende meno lineare la discussione sui programmi da mettere in pratica. Nel ragionamento emerge un riferimento a un presidente con consenso molto elevato, che però non avrebbe trovato una traduzione immediata in una visione condivisa sui contenuti operativi.

calcio femminile: crescita costante e progetto da rendere attrattivo

Il quadro del calcio femminile viene presentato come un movimento in crescita costante, con un percorso definito lungo e basato su tappe progressive. Il professionismo viene indicato come una spinta rilevante, accompagnata dalla necessità di rafforzare la parte di base del movimento. Restano, inoltre, considerazioni legate alla dimensione dell’attività: viene sottolineato un numero di tesserate limitato, elemento che impone di intervenire per consolidare il sistema.

La prospettiva delineata riguarda un progetto che ripartirà e che dovrà diventare vincente, con un focus specifico su attrattività e compatibilità economica. L’obiettivo non si limita alla performance sportiva, ma include la sostenibilità e la capacità del modello di risultare credibile anche dal punto di vista dei costi.

nuovo ct italia: ripartire con un progetto tecnico e un commissario tecnico

Sul tema del CT dell’Italia, la posizione viene espressa in modo prudente e legata alle fasi successive. Al momento viene indicato che la figura presente è Baldini e viene precisato che la valutazione per la scelta del futuro commissario tecnico spetterà alle decisioni del presidente che verrà eletto. La logica indicata ruota attorno alla volontà di non creare problemi a soggetti coinvolti nella gestione del passaggio.

ripartenza dopo le elezioni: da ct e commissario tecnico al progetto tecnico

La priorità individuata è individuare il commissario tecnico. In questa fase, viene richiamato il ruolo della federazione come supporto al processo in attesa del rinnovo delle cariche federali. La ripartenza, secondo la linea esposta, non si esaurisce nella scelta del tecnico: serve avviare un progetto tecnico con una struttura definita per il nuovo ciclo.

Nel ragionamento compare anche un riferimento al tempo necessario per arrivare a eventi importanti, evidenziando l’attesa che sarebbe stata necessaria per una partita di livello mondiale fino al 2030. Il punto centrale resta il bisogno di un avvio ordinato, con passaggi che portino a una programmazione concreta e realistica.

quadro normativo e necessità di intese tra componenti

Accanto alla dimensione tecnica, viene indicata la necessità di lavorare sul quadro normativo. Il contesto attuale viene definito ingessato e viene segnalato che, anche con un presidente eletto con 98% del consenso, non sarebbe stato possibile raggiungere un’intesa fra le componenti. La ripresa proposta insiste su questo doppio binario: scelte elettorali e poi cambiamento normativo.

cambiamento elettorale e normativo: dall’impianto dei programmi alla loro attuazione

La transizione viene sintetizzata in una sequenza precisa: il cambiamento dovrebbe essere prima elettorale e successivamente normativo. L’idea di fondo è evitare che i processi di decisione restino separati dalla trasformazione delle regole e delle modalità operative. Il confronto tra visioni e blocchi, secondo quanto esposto, rende più complesso il passaggio dai consensi alla definizione dei contenuti del programma, richiedendo un percorso che segua una logica di attuazione ordinata.

personaggi citati

  • Abete
  • Baldini
  • Gravina
Giancarlo Abete

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