Altobelli duro su Italia e federazione: perché Marotta dovrebbe essere presidente federale

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Altobelli duro su Italia e federazione: perché Marotta dovrebbe essere presidente federale

La sconfitta dell’Italia nella finale playoff contro la Bosnia ha acceso un acceso dibattito, con Alessandro Altobelli tornato a parlare della situazione azzurra. L’ex attaccante dell’Inter ha espresso profonda amarezza per quella che definisce la terza clamorosa esclusione consecutiva dell’Italia, collegando la delusione sportiva a responsabilità, scelte tecniche e attese mancate dopo gli incontri più critici.

Alessandro Altobelli sconfitta Italia Bosnia playoff: la delusione per la terza esclusione

Altobelli non nasconde l’insofferenza per l’andamento del percorso della Nazionale: a suo avviso non emerge una vera capacità di apprendere dagli eventi precedenti. Nel commento viene richiamata l’assenza di segnali concreti dopo le eliminazioni accumulate, presentate come circostanze che avrebbero dovuto portare a un cambio di rotta.

le eliminazioni precedenti e la mancata “lezione”

Secondo Altobelli, il confronto con quanto accaduto nelle partite precedenti non ha prodotto l’effetto necessario. La fase conclusiva, descritta come il martedì più grave di tutte, viene collegata a una preparazione dichiarata comunque adeguata e alla convinzione che fosse chiaro cosa evitare. Il risultato, invece, ha generato un nuovo “disastro” sportivo.

conferenza stampa e scuse mancate

Oltre al campo, Altobelli collega la reazione pubblica al modo in cui la Nazionale ha comunicato al termine della partita. Viene riferita l’aspettativa di scuse a tutta la nazione da parte di Gravina, Gattuso e Buffon. Nel racconto dell’ex attaccante, dalle parole emerse in conferenza stampa si sarebbe insistito sul fatto che l’Italia avesse giocato bene e che, anche con l’uomo in meno, avesse retto. Per Altobelli, però, in partite di questo tipo conta soltanto il risultato.

dimissioni e responsabilità: la lettura di Altobelli su Gravina, Gattuso e Buffon

Altobelli collega le conseguenze di un fallimento così netto a una questione di responsabilità interna. La sua posizione mette in primo piano la natura del progetto tecnico e l’idea che, davanti a insuccessi rilevanti, debbano essere gestite le responsabilità con atti concreti.

chi ha “pianificato” il progetto tecnico

Nel commento viene richiamato un passaggio diretto: se un progetto è stato impostato con un piano preciso, allora le responsabilità ricadono su chi lo ha costruito. Altobelli afferma che Gravina avrebbe scelto Buffon, e che Buffon avrebbe scelto Gattuso, impostando così una catena decisionale che rende coerenti, nella sua visione, le dimissioni.

non un problema economico, ma una responsabilità sportiva

Il ragionamento prosegue con la negazione dell’idea che la questione sia legata a motivi economici. Altobelli sostiene che non sarebbe necessario presentare la mancata presa di responsabilità come un problema economico. Gli stipendi vengono indicati come parte che, in ultima analisi, deriva anche da risorse della collettività, rafforzando l’attesa di un passo formale dopo l’esito del campo.

progetto futuro e ruolo di Giuseppe Marotta presidente federale

Altobelli indica la necessità di un nuovo assetto, ponendo al centro il ripristino del rapporto tra la Nazionale e il pubblico. L’ex attaccante sottolinea che la distanza creata negli anni dalla Nazionale avrebbe reso la delusione ancora più forte e, per questo, auspica un cambiamento rapido sul piano tecnico.

riavvicinare la gente e rilanciare entusiasmo

Nel suo ragionamento, prima di tutto serve riavvicinare la gente alla Nazionale. La prospettiva di un nuovo progetto tecnico viene descritta come funzionale a riportare energia e entusiasmo, in un contesto in cui la delusione resta troppo elevata.

Giuseppe Marotta come presidente federale: competenze e percorso

Altobelli esprime la propria preferenza per Giuseppe Marotta come presidente federale. Il punto principale è la sua conoscenza del calcio e la capacità di “sapere cosa fare”. Nel commento viene anche tracciato un percorso considerato graduale: esperienze in contesti differenti come Varese, Monza, Como, Ravenna, Venezia, Sampdoria, Juventus e Inter. L’idea è presentata come un naturale approdo dopo una carriera di massimo livello.

problemi del calcio italiano: giocatori, stranieri e formazione dei talenti

Altobelli rifiuta l’idea di fermarsi ai singoli episodi o alle responsabilità individuali isolate. Pur riconoscendo che chi scende in campo decide spesso l’esito delle gare, afferma che i giocatori portano con sé anche il resto del contesto, rendendo più ampio il problema.

oltre i singoli: il peso di un sistema non risolto

Nel suo ragionamento, nonostante il calcio italiano sia in una fase di complessità lunga nel tempo, i problemi non sono stati risolti. Viene richiamato un quadro che si sarebbe evidenziato già dopo una precedente vittoria dal 2006 in poi, con la tendenza a peggiorare invece di stabilizzarsi. L’assenza di un freno viene indicata come uno dei punti chiave.

stranieri e politica di inserimento degli italiani

Altobelli affronta poi il tema dei troppi stranieri, chiarendo che il problema non sarebbe nemmeno quello, o non solo quello. La proposta centrale ruota attorno al lavoro di base: mettere giocatori italiani nelle migliori condizioni fin da piccoli, così da arrivare pronti anche al livello della Nazionale. L’obiettivo dichiarato è far sì che il territorio possa tornare a produrre calciatori forti e completi.

personalità citate

Alessandro Altobelli, Gravina, Gattuso, Buffon, Giuseppe Marotta.

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