Ap u udine mirza alibegovic ritiro a udine fino ai 42 anni e oltre
Mirza Alibegovic racconta la propria stagione e il ritorno in Serie A con la Apu Old Wild West Udine, descrivendo un percorso costruito su maturità, scelte e opportunità arrivate nel momento giusto. A 33 anni, l’atleta parla con lucidità del futuro, della motivazione che lo tiene ancora in campo e del legame speciale che lo lega al popolo bianconero.
mirza alibegovic e la stagione con apu old wild west udine
Il ritorno in massima categoria segna per Alibegovic un punto di grande intensità. Con la maglia Apu Old Wild West Udine, il giocatore sottolinea come, nonostante l’età, stia attraversando il periodo più alto della propria carriera. In un’intervista al podcast Sul Parquet, inserito nel progetto PianetaBasket, afferma con convinzione: “Ho 33 anni” e indica l’obiettivo di continuare a giocare ancora a lungo.
Parlando del prolungamento della propria presenza in squadra, dichiara l’aspettativa di arrivare fino a 42 anni, mettendo in evidenza anche la serenità legata alla scelta fatta. Il riferimento non riguarda solo l’attività sportiva: emerge un aspetto personale rilevante, legato alla vicinanza della famiglia.
obiettivo: giocare fino a 42 anni, con udine al centro
Alibegovic lega la volontà di restare a Udine a due elementi concreti: il benessere attuale e la possibilità di continuare a costruire con continuità. Racconta di avere ancora due anni di contratto e di sentirsi molto bene nel contesto in cui lavora. La vicinanza ai genitori diventa un punto di valore quotidiano: per la prima volta nella propria vita sostiene di essere a circa 10 minuti dai familiari, con un impatto positivo anche per loro.
famiglia, società e feeling con il popolo bianconero
Nel parlare del rapporto con la realtà udinese, Alibegovic evidenzia come la società riesca a mantenere un confronto continuo e regolato nel tempo. Sottolinea che, anche con rinnovi pluriennali, dopo ogni stagione il dialogo con le figure di riferimento riparte: allenatori, GM e presidente vengono coinvolti in un confronto che permette di trovare la quadra.
Il giocatore attribuisce un significato particolare a ciò che definisce un amore profondo e anticipato, maturato già prima del suo primo minuto in campo. Secondo Alibegovic, Udine si è distinta per un sentimento che sembrava pronto ad accoglierlo: descrive l’idea che la città stesse aspettando il ritorno di uno della famiglia Alibegovic, con un clima percepito come autentico.
la traiettoria della carriera: la metafora dei treni e lo sciopero
Alibegovic affronta anche la prospettiva sulla propria carriera, scegliendo una metafora legata ai treni e allo sciopero. Il racconto descrive un percorso in cui le occasioni si presentano, ma il momento giusto richiede presenza e tempismo. La carriera viene paragonata a una giornata alla stazione: i primi treni partono in modo regolare, ma lui non arriva in orario e non prende quelli corretti. Il tempo passa e la possibilità di cambiare direzione sembra sfumare.
La svolta, nella metafora, avviene restando lì ad aspettare. Se avesse rinunciato all’attesa, tornando a casa con l’idea di riprovare il giorno dopo, sostiene che l’opportunità non si sarebbe mai presentata. Da questa narrazione emerge il nucleo del suo pensiero: il ritorno in Serie A è arrivato al momento giusto.
ritorno in serie a: arrivato nel periodo migliore
Alibegovic afferma di essere rientrato con maturità, competenza e una conoscenza più solida della pallacanestro. Indica la propria convinzione che il ritorno sia coinciso con un momento favorevole, non solo dal punto di vista personale ma anche in termini di adattamento al sistema di gioco. Nel raccontare altre possibilità avute negli anni, precisa che le proposte ricevute sarebbero state spesso costruite in modo politicamente corretto, lasciando opzioni come “se vuoi venire, vieni; altrimenti prendi un altro alla stessa cifra o ruolo”, con l’obiettivo possibile di completare gli organici.
Il punto centrale per lui è voler entrare “dalla porta principale” e rientrare con un senso. Conferma di aver avuto opportunità che, a suo dire, non sono state sfruttate al meglio. Conclude ribadendo la convinzione che la metafora della stazione valga sempre: aspettare il treno giusto porta a risultati; se si torna a casa, l’occasione non arriva.