Aston Martin in crisi batterie: solo due rimaste e nessuna scorta in arrivo

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Aston Martin in crisi batterie: solo due rimaste e nessuna scorta in arrivo

Il weekend australiano presenta una prova di resistenza per Aston Martin, impegnata con una Power Unit Honda che continua a imporre limiti significativi al chilometraggio in pista. Le vibrazioni registrate e i problemi di collegamento tra batteria e centralina hanno costretto il team a operare con estrema cautela, accentuando la complessità operativa e la necessità di soluzioni mirate per la durabilità delle componenti. L’attenzione è focalizzata sull’affidabilità della Power Unit e sulla disponibilità di scorte, elementi decisivi per definire la strategia di gara e la prosecuzione del fine settimana.

power unit honda ra626h e affidabilità aston martin in australia

scenario di affidabilità nelle prove australiane

Durante la sessione FP2 i piloti Fernando Alonso e Lance Stroll hanno complessivamente completato 30 giri, un dato che mette in evidenza un rendimento inferiore rispetto alle rivali. Motivo di preoccupazione condiviso tra i team è la combinazione tra problemi di affidabilità e la carenza di pezzi di ricambio, elementi che hanno limitato al minimo le uscite in pista. L’ingegneria di Adrian Newey ha riconosciuto la necessità di gestire con estrema cautela la Power Unit durante tutto il weekend, viste le condizioni attuali.

problemi di vibrazioni e impatto sulla batteria

Le vibrazioni anomale, particolarmente intense, incidono sull’integrità di componenti diversi e finisce per danneggiare anche la batteria. Già in Bahrain era stato necessario ridurre il chilometraggio nell’ultima giornata per la carenza di pezzi di ricambio. A Melbourne la situazione resta critica: dal Giappone non sono previste ulteriori unità di scorta, quindi una eventuale rottura di una batteria lascerebbe una monoposto fuori gioco per il resto del weekend. In FP2 i commissari hanno notato una gestione conservativa delle batterie, ma il problema di fondo resta costituito dalle vibrazioni che limitano di fatto la durata delle sessioni. Il dialogo tra batteria e centralina è stato oggetto di nuove verifiche, indispensabili per consentire l’accesso in pista almeno per una quantità utile di giri.

gestione e sviluppo della power unit

Per fronteggiare l’emergenza, la squadra adotta una gestione conservativa della Power Unit, con una conseguente riduzione della potenza erogata. Newey ha spiegato che l’obiettivo principale di Honda è ridurre le vibrazioni generate dalla PU, un obiettivo che richiede interventi di bilanciamento e smorzamento e che non si risolve in breve tempo. Una volta stabilizzata la questione delle vibrazioni, l’attenzione potrà spostarsi sull’incremento delle prestazioni. È altresì previsto un orientamento al 2027, con una focalizzazione su un salto di potenza del motore a combustione che richiede investimenti sostanziali e un piano di lungo periodo. Per attenuare le vibrazioni, la vettura è stata fatta girare con un livello di carburante elevato, ma questa scelta comporta un compromesso: limita la capacità di ottenere dati di confronto affidabili nelle condizioni di basso consumo, disallineando la quantità di informazione ottenibile dai test.

conseguenze sui dati e sull’andamento del weekend

La necessità di preservare le batterie e la riduzione della potenza erogata, unite alle vibrazioni persistenti, incidono sulle possibilità di raccolta dati utili per validare le simulazioni di Sakura e confrontarle con la realtà in pista. Il quadro resta complesso: la gestione del fine settimana è orientata a mantenere in uso le due batterie disponibili, senza possibilità di ulteriori pezzi di ricambio dal Giappone, per evitare di dover fermare una delle monoposto.

tra le figure chiave coinvolte nel contesto, spiccano:

  • Fernando Alonso
  • Lance Stroll
  • Adrian Newey
Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Categorie: Formula 1

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