Ataman yannay e la mentalità che impedirebbe la vittoria anche con 100 milioni
“SHUT UP AND TALK WITH YOUR TEAM”
Ergin Ataman FIRES BACK at Hapoel Tel Aviv owner Ofer Yannay 🔥
“I don’t know his name.
You’re very disrespectful.
I heard you’ll have 75M budget. Even with 100M, with this mentality you’ll win NOTHING.
You’ll never come to my level.” pic.twitter.com/rT8oTBqqtv
— Eurohoops (@Eurohoopsnet) May 15, 2026
Le critiche ricevute dopo la sconfitta con il Valencia in gara 5 dei playoff di Euroleague hanno innescato una risposta immediata e senza filtri. Ergin Ataman, coach del Panathinaikos, ha replicato in modo molto diretto alle osservazioni formulate dal proprietario dell’Hapoel Tel Aviv, Ofer Yannay, contestando sia il tono usato sia la legittimità di quelle dichiarazioni.
errogazione delle critiche: ataman risponde al proprietario dell’hapoel tel aviv
La reazione di Ataman prende avvio con una premessa secca: la presenza di Ofer Yannay nello sport non è stata, per il coach, un elemento già noto con continuità. Ataman ha dichiarato di non conoscere il nome del proprietario, sottolineando che si tratta della prima volta che lo vede nell’ambiente legato all’EuroLeague. Al tempo stesso, ha ribadito la propria esperienza diretta, evidenziando il periodo trascorso in competizione: 25 anni, tre vittorie e cinque Final Four disputate.
ataman: “mancanza di rispetto” e invito alla gestione interna
Nel cuore della replica, Ataman ha puntato il dito sull’aspetto relazionale delle critiche. Secondo le sue parole, Yannay mancherebbe di rispetto verso altri club e verso altri allenatori. Il coach ha chiesto di concentrarsi sulla propria squadra e sui propri giocatori, insistendo sul fatto che, essendo legato a una presenza iniziale nel contesto europeo, non avrebbe il diritto di parlare direttamente di lui.
Ataman ha inoltre richiesto che eventuali informazioni o accuse raccolte in precedenza venissero portate allo scoperto in modo chiaro e aperto. La motivazione indicata riguarda la gestione delle reazioni nei confronti degli avversari: secondo la linea espressa, non è accettabile che vengano alimentate risposte indirette o non trasparenti, mentre deve prevalere un rapporto basato sul rispetto.
budget e ambizione: ataman contesta l’approccio
La risposta si è poi estesa anche a una parte economica. Ataman ha riferito di aver sentito che per la prossima stagione l’Hapoel Tel Aviv disporrà di un budget di 75 milioni di dollari. Pur lasciando intendere che anche un incremento fino a 100 milioni non cambierebbe il risultato, il coach ha collegato il tema economico a un giudizio netto sulla mentalità di gestione.
Il passaggio centrale è la convinzione che, con quella impostazione, non si possa ottenere vittoria o raggiungere il livello necessario. Ataman ha ribadito l’idea di un divario: anche con risorse maggiori, secondo la sua dichiarazione, non arriverebbero comunque al suo livello.
linea finale: silenzio, focus e rispetto
La replica di Ataman si chiude con un invito estremamente pragmatico: per il coach, la priorità dovrebbe essere il lavoro sulla propria squadra, evitando dichiarazioni che alimentino conflitti. La sintesi della posizione espressa è che, anziché amplificare il confronto, sia meglio restare in silenzio e pensare alla propria squadra, mantenendo un quadro di rispetto verso gli avversari.
persone citate nella replica
Nel confronto diretto emergono chiaramente i nominativi seguenti:
- Ergin Ataman
- Ofer Yannay