Bagnaia MotoGP ora sono competitivo con serbatoio piccolo ma fatico con il grande è difficile
Il MotoGP riparte dopo le settimane segnate dalle tensioni in Medio Oriente e lo spostamento del Gran Premio del Qatar a fine stagione: mentre il calendario si riorganizza, i piloti tornano a concentrarsi sulla pista. Arrivando a Jerez, la voglia di tornare a competere è evidente, con riflessioni tecniche che ruotano attorno a ritmo, grip e gestione della gomma, temi emersi soprattutto dopo Austin.
gran premio di spagna e ritorno in pista a jerez
Quasi un mese dopo Austin, il passaggio da un impegno all’altro riporta l’attenzione sulla stagione. Nella giornata di giovedì, che apre il fine settimana del Gran Premio di Spagna, diversi piloti hanno manifestato impazienza di essere nuovamente in sella e di misurarsi con le sensazioni raccolte nelle tappe precedenti. Le prime gare hanno fornito segnali contrastanti, con un avvio che si colloca al di sotto delle aspettative e con indicazioni più chiare emerse nelle fasi di gara.
pecco bagnaia tra attese e problemi in gara
Tra i più motivati a tornare a correre c’è Pecco Bagnaia, che ha descritto l’allenamento svolto in modo specifico, citando l’attività con Ohvale e la moto da flat track. Il pilota ha anche indicato come la routine in palestra sia stata parte integrante del lavoro in vista della ripresa delle gare.
All’analisi dell’inizio di stagione, Bagnaia ha chiarito che le difficoltà attuali non coincidono con quelle della stagione precedente. Nel corso delle prime tre gare, il weekend era complessivamente positivo, ma a incidere sono stati errori in qualifica che hanno costretto a rincorrere posizioni nella fase di gara. Il quadro descritto riguarda una competitività più evidente fino al sabato, mentre la difficoltà si concentra nel momento in cui si disputa la domenica.
calo di prestazione e consumo gomma al posteriore
Secondo Bagnaia, fino al sabato la squadra riesce spesso a stare nella top 5 delle sessioni, elemento che non si ripeteva con la stessa frequenza l’anno precedente. L’aspetto determinante diventa la gara, dove emergono difficoltà più difficili da interpretare: dopo una prima fase di rendimento, la prestazione cala. Ad Austin, in particolare, è stato individuato un problema di grip al posteriore piuttosto marcato.
Il pilota ha spiegato che durante il weekend, il venerdì, sono stati effettuati molti giri mantenendo un ritmo molto costante. In gara, invece, dopo circa otto giri la gomma posteriore risulterebbe consumata in modo completo, creando una rottura rispetto all’andamento visto nelle sessioni. Da qui l’esigenza di comprendere la causa e di mettere in campo modifiche per il weekend successivo.
serbatoio e sensazioni diverse tra sabato e domenica
Bagnaia ha aggiunto un ulteriore elemento legato alla differenza di sensazioni tra sabato e domenica, sottolineando che in passato la domenica era il suo punto di forza. Ora, con il serbatoio più piccolo, il livello di competitività aumenterebbe, mentre con il serbatoio grande emergerebbero maggiori difficoltà. La situazione viene descritta come complessa da decifrare, ma con l’obiettivo di adattarsi e spingere al massimo in base alle condizioni.
bagnaia gp25 e gp26: feeling più sincero e percezione del limite
Il racconto tecnico prosegue con un confronto diretto tra la GP25 e la GP26. Bagnaia ha indicato che la GP26 offrirebbe un approccio più chiaro all’anteriore, rendendo più immediata la percezione di ciò che la moto sta chiedendo e di quanto si può spingere. Il punto centrale riguarda la differenza nella sensazione di controllo del limite.
Rispetto alla stagione precedente, la GP25 avrebbe permesso di alternare giri più lenti e giri molto spinti senza riuscire a capire pienamente perché il comportamento risultasse altalenante. In quei momenti, la percezione sembrava suggerire una spinta costante, ma i tempi finali evidenziavano uno scarto non immediatamente comprensibile, in particolare all’uscita del testo di riferimento del T1. Con la GP26, invece, abbassare i tempi renderebbe il feeling più coerente, permettendo di sentire maggiormente il limite.
direzione comune in ducati: difficoltà condivise e lavoro di squadra
Bagnaia ha riportato che anche altri piloti della Casa di Borgo Panigale mostrerebbero difficoltà simili, aprendo la possibilità di seguire una direzione comune nel lavoro tecnico. Il confronto all’interno del team e con gli altri centri Ducati diventa parte integrante dell’analisi.
diggia, alex marquez e marc marquez: sensazioni e adattamento
Il tre volte iridato ha fatto riferimento a Diggia, osservando come l’anno scorso ci fossero lamentele analoghe, mentre Alex Marquez avrebbe potuto contare su una GP24 descritta come una moto capace di vincere ancora oggi senza particolari problemi. Marc Marquez, invece, avrebbe trovato un setup più efficace rispetto alle criticità incontrate da Bagnaia, almeno fino all’Indonesia, quando avrebbe manifestato problemi analoghi. Nel weekend di Mandalika anche Marc risulta essere stato in difficoltà.
Per la stagione attuale, Bagnaia ha indicato un quadro generale in cui tutti sarebbero più o meno allineati sul feeling: forse Diggia starebbe migliorando leggermente grazie all’adattamento alla moto e all’aiuto della stabilità. Per Marc e Alex il nodo principale riguarderebbe una questione legata alla maggiore difficoltà nel fermare la moto, elemento collegato a sensazioni simili a quelle percepite da Bagnaia lo scorso anno. Nel passaggio al presente, l’esperienza di un anno intero di adattamento avrebbe aiutato a rimuovere parte delle difficoltà pregresse, pur restando un lavoro continuo per capire come intervenire.
scambio di informazioni e richiesta di interventi a ducati
La collaborazione tra piloti emerge anche nel modo in cui vengono condivisi i punti da migliorare. Bagnaia ha ricordato che, sia ad Austin sia a Goiania, si sono tenuti colloqui con l’obiettivo di capire che cosa chiedere a Ducati per perseguire uno sviluppo coerente. L’intento è allineare le indicazioni per far sì che l’azienda riesca a seguire una direzione comune.
sviluppo 850cc e focus sulla gp26 con buleğe tester
Alla richiesta di eventuali conseguenze dell’avvio dello sviluppo della 850cc sul lavoro della moto attuale, Bagnaia ha risposto in modo rassicurante. L’indicazione centrale riguarda il contributo di Bulega come tester, elemento che permetterebbe al gruppo di concentrarsi più a lungo sull’obiettivo di migliorare la GP26. In parallelo, il lavoro legato alla 850cc verrebbe affidato a Nicolò, secondo quanto spiegato.
ospiti e protagonisti citati
- Pecco Bagnaia
- Francesco Bagnaia
- Alex Marquez
- Marc Marquez
- Ducati Team
- Gresini Racing
- Bulega
- Nicolò
- Diggia
