Baldini convoca solo Under 21 per le amichevoli Italia contro Lussemburgo e Grecia

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Baldini convoca solo Under 21 per le amichevoli Italia contro Lussemburgo e Grecia

Silvio Baldini, ct ad interim dell’Italia, ha tracciato una linea precisa in vista delle amichevoli con Lussemburgo e Grecia. La scelta, legata al momento di transizione della panchina, punta a trasformare le partite in una verifica concreta: non un semplice passaggio di consegne, ma una fase pensata per misurare il livello dei giovani e dare continuità a un progetto costruito attorno all’Under 21.

silvio baldini ct ad interim: convocazioni under 21 per lussemburgo e grecia

Nel corso di un intervento legato al Premio Maestrelli, Baldini ha spiegato la decisione che accompagnerà le due amichevoli internazionali. Il tecnico ha annunciato che, con la propria responsabilità di allenatore dell’Under 21 e dopo le dimissioni di Gennaro Gattuso, convoca solo giocatori dell’U21 per i match contro Lussemburgo e Grecia.

La motivazione viene presentata come una scelta ragionata: il prossimo ct, indicato come designato dopo il 22 giugno, dovrà conoscere direttamente la consistenza di questi ragazzi. L’idea di convocare molti elementi, inclusi calciatori che non hanno centrato la qualificazione al Mondiali, viene collegata alla necessità di evitare riduzione di motivazioni e calo di intensità, con l’obiettivo di avere un gruppo in grado di reagire al contesto.

l’indicazione al presidente gravina e l’obiettivo di valorizzazione

Baldini ha raccontato anche la dinamica che ha portato all’accordo: al presidente Gravina ha espresso la disponibilità alla collaborazione, ma con una condizione chiara, ossia “porto l’U21”. L’intento dichiarato è valorizzare il proprio lavoro e rendere evidente l’identità del gruppo giovanile seguito fino a quel momento.

under 21 come progetto: identità, regole e disciplina

Il focus non riguarda esclusivamente la selezione dei calciatori. Baldini ha posto al centro il tema della costruzione di un gruppo e del passaggio culturale necessario per trasformare il talento in continuità e mentalità. Secondo il tecnico, i giovani devono comprendere che la completezza del giocatore passa dal gioco per il collettivo e dalla capacità di essere parte di una squadra.

In questa prospettiva, le regole non sono descritte come imposizioni, ma come strumenti di disciplina e coesione. Il messaggio è legato a un equilibrio difficile: nel discorso pubblico si invoca spesso il coraggio e la valorizzazione dei giovani, ma poi viene considerato determinante soprattutto il risultato immediato. La conseguenza indicata è la difficoltà a conciliare l’esigenza di crescere con la richiesta di vincere subito.

il nodo del risultato e la crescita dei giovani

Baldini ha richiamato l’idea che, nel linguaggio comune, se non si vince “il percorso non conta”. Il tecnico ha sottolineato quanto sia arduo insegnare a perseguire l’obiettivo senza ridurre tutto alla prestazione finalizzata esclusivamente alla vittoria. La sua valutazione ruota intorno a un punto: per far crescere i giovani serve un impianto che permetta di accettare anche momenti in cui la partita non risulta “bella”, mantenendo però direzione, disciplina e lavoro di squadra.

percorso personale e coerenza professionale

La riflessione finale riguarda il cammino personale e la coerenza del suo metodo. Baldini ha parlato del proprio percorso come di una storia costruita nel tempo, evidenziando un atteggiamento di cautela maturato sin da giovane, fino a diventare una scelta concreta quando le condizioni non risultano compatibili con il suo modo di vivere e interpretare il lavoro.

La frase centrale è legata all’idea che, quando emergono “certe situazioni”, emerge anche la parte più intensa di sé, con la conseguenza che a quel punto diventa preferibile andarsene. In questo modo viene ricondotta al vissuto la logica delle decisioni, anche quando risultano drastiche.

Con la nomina del nuovo presidente della FIGC e del futuro ct fissata per il 22 giugno, le sfide contro Lussemburgo e Grecia assumono la funzione di test per capire se il futuro dell’Italia potrà contare sul lavoro svolto con i talenti dell’Under 21.

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