Beretta ricorda Manninger: aneddoto e commozione per la morte, chiacchierava poco ma faceva tanto

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Beretta ricorda Manninger: aneddoto e commozione per la morte, chiacchierava poco ma faceva tanto

La scomparsa di Alex Manninger ha lasciato un vuoto profondo nel mondo del calcio, raccontato con parole cariche di emozione da Mario Beretta, suo ex allenatore. A distanza di pochi giorni dalla tragedia avvenuta in Austria, il tecnico ha ripercorso incontri, abitudini e dettagli che descrivono la personalità del portiere, tra dedizione assoluta, ricordi legati al Siena e un legame umano rimasto saldo nel tempo.

Le testimonianze ricostruiscono un rapporto costruito prima e rafforzato dopo gli anni in cui Manninger ha vestito la maglia del club, con la consapevolezza che la sua figura continuerà a essere ricordata anche da chi lo ha affrontato sul campo.

mario beretta e il dolore per alex manninger

Mario Beretta ha espresso il proprio sgomento dopo la morte dell’ex portiere, avvenuta due giorni prima rispetto alle dichiarazioni. Il tecnico ha raccontato di essersi rivisto in un momento recente dell’estate, a Salisburgo, dove il rapporto personale aveva continuato a esistere con regolarità anche oltre l’esperienza in comune.

Secondo quanto riportato, la notizia è stata percepita come un colpo durissimo, soprattutto per il legame mantenuto nel tempo. Beretta ha sottolineato come il contatto non si sia interrotto con il passare degli anni e come la scomparsa abbia colpito in modo inatteso.

l’ultimo ricordo a salisburgo e il rapporto dopo gli anni al siena

Tra i passaggi più significativi, Beretta ha ricordato l’incontro di quella estate: ci si era visti a Salisburgo e Manninger aveva prenotato l’albergo per lui. Dopo gli anni al Siena, il rapporto sarebbe proseguito, mantenendo un filo diretto fatto di contatti e presenza reciproca.

La ricostruzione rende evidente come, oltre al ruolo di allenatore e calciatore, restasse un elemento personale che affondava le radici in esperienze condivise.

alex manninger: il dovere al centro di tutto

Beretta ha descritto Manninger come una figura profondamente legata al dovere, con la convinzione che ogni aspetto dovesse essere eseguito con precisione e attenzione totale ai dettagli. La sua impostazione, secondo il racconto, non riguardava soltanto l’allenamento o l’impegno tecnico, ma l’idea stessa di responsabilità.

Pur senza cercare di mostrare in modo evidente il proprio spessore umano, il portiere avrebbe rappresentato un esempio positivo, riconosciuto anche dai compagni, grazie a un comportamento riservato e orientato all’azione.

il siena e l’aneddoto in ritiro invernale

Un ricordo legato al periodo al Siena riguarda il ritiro invernale svolto in Liguria. Beretta ha citato la presenza di Ficagna, noto per il suo modo di imitare gli altri: l’atmosfera, in quei momenti, sarebbe stata attraversata da battute e scherzi continui.

Nel racconto, Ficagna avrebbe imitato più persone e, proprio per questo, Beretta ha ricordato come il gruppo fosse esposto quotidianamente alle prese in giro.

come venne imitato manninger: barriera e accento austriaco

L’imitazione che colpiva di più, secondo le parole di Beretta, riguardava il modo in cui Manninger piazzava la barriera nelle situazioni su punizione. L’elemento tecnico veniva riprodotto insieme a un riferimento preciso allo stile di origine: veniva rimarcato l’accento austriaco e aggiunto anche un tratto ritenuto un po’ rude nello schieramento.

Beretta ha poi ricordato la reazione della sera in questione: Manninger avrebbe riso a lungo quando Ficagna lo prese in giro a tavola, trasformando la scena in un momento ricordato per la leggerezza.

la scelta di non tornare nel calcio e la vita privata

Un ulteriore passaggio riguarda il futuro dopo il ritiro: Beretta ha riferito che Manninger non avrebbe mai pensato di tornare al calcio, neppure vivendo in Austria. Terminata l’attività, avrebbe mantenuto come priorità vivere bene con moglie e figli, indicati come ancora molto piccoli.

La tragedia viene quindi collegata a un impatto familiare profondo: Beretta ha espresso il proprio pensiero per la moglie e per i figli, con la consapevolezza che la perdita comporterà anche la mancanza di una figura paterna.

un legame forte con beretta e la continuità di stima

Secondo quanto raccontato, Manninger riconosceva in Beretta qualcosa di specifico, un elemento che il tecnico ha definito come lusinghiero, soprattutto perché si sarebbe basato su una stima personale profonda. Beretta ha ricordato però anche che Manninger aveva avuto allenatori eccellenti nel corso della carriera.

Il tecnico ha citato esempi di figure come Klopp, Wenger e Ranieri, sottolineando che avevano ottenuto risultati importanti rispetto al suo percorso. In mezzo a queste considerazioni, la sostanza del legame resta la costanza di un rapporto mantenuto da Manninger con attenzione e gentilezza, anche in occasioni speciali.

invito per gli europei del 2008: visita a vienna

Per gli Europei del 2008, a Vienna, Beretta ha ricordato un gesto concreto: Manninger avrebbe invitato Beretta e sua moglie per permettere una visita della città. Questo dettaglio diventa un punto chiave nella ricostruzione del rapporto personale.

manninger nei ricordi di campo: video, serietà e parate decisive

Beretta ha richiamato anche immagini diffuse in rete che rappresentano la determinazione del portiere. Tra i riferimenti, compare il video legato a Francesco Totti, nel quale il capitano tenta di prendere il pallone per battere velocemente un calcio d’angolo, mentre Manninger lo ostacola mantenendo la presa sul pallone. Beretta ha definito Manninger come una testa dura e, nello stesso tempo, come una persona seria che non avrebbe offerto nulla per compiacere.

Nel racconto è presente anche un ulteriore episodio che rafforza la memoria sportiva: Beretta ha citato l’Inter di Mancini e il 2008 a Siena, quando Manninger avrebbe parato un rigore a Materazzi, episodio che avrebbe inciso anche nella fase successiva del contesto legato allo scudetto.

La descrizione finale del portiere, secondo Beretta, mette in risalto un tratto distintivo: la sua posizione non era legata a gesti di favore o a comportamenti di scena, ma a una presenza solida e autonoma.

episodi citati: totti, materazzi e l’inter di mancini

Le ricostruzioni includono tre riferimenti principali: il tentativo di Totti sul pallone durante una fase da corner, il rigore parato a Materazzi nel 2008 a Siena e il legame con l’Inter guidata da Mancini, richiamati come momenti in cui Manninger ha mostrato carattere e continuità di rendimento.

personaggi citati

  • Mario Beretta
  • Alex Manninger
  • Ficagna
  • Francesco Totti
  • Roberto Mancini
  • Massimo Materazzi
  • Jurgen Klopp
  • Arsene Wenger
  • Claudio Ranieri
Beretta MG5 9589
Categorie: Calcio

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