Bergomi e il consiglio allItalia: come fermare Dzeko e cosa fare se la partita di Bergamo delude
Beppe Bergomi, ex difensore e capitano dell’Inter, interviene in vista di Bosnia-Italia, finale dei playoff Mondiali in programma domani. Il parere dello “Zio” arriva dall’intervista concessa a Tuttosport, con un’analisi focalizzata sul momento della Nazionale di Gattuso, sulle chiavi tattiche e sui singoli aspetti da tenere sotto controllo contro la Bosnia.
italia-bosnia: bergomi racconta la paura e la svolta
Bergomi individua un passaggio decisivo nella partita che ha preceduto l’appuntamento playoff, descrivendo la sensazione che si era creata e il cambio di ritmo legato al gol. Secondo lo “Zio”, il momento in cui è arrivata la rete ha portato una liberazione, dopo un primo tempo percepito come più complicato e condizionato da un certo peso emotivo.
Nel ragionamento dell’ex difensore, la Nazionale ha avuto difficoltà a trovare rapidamente le soluzioni in avanti, con una necessità di aumentare la velocità nel coinvolgere le punte. In particolare, con il 3-5-2 l’ostacolo rappresentato dall’uomo da affrontare non si supera facilmente, se non attraverso inneschi mirati e scelte che permettano di arrivare prima agli attaccanti.
La lettura si completa con l’indicazione che, nella seconda parte della gara, si è visto un assetto diverso: “l’hai vinta” diventa il punto di sintesi, perché le correzioni tattiche hanno inciso sull’andamento complessivo.
pio esposito e gli esterni di centrocampo: l’impatto indicato da bergomi
Nel valutare l’organico e l’impostazione offensiva, Bergomi mette al centro Pio Esposito. Il parere è netto: quando entra in campo, il giocatore “si accende subito”, con un effetto che va oltre la singola presenza, perché migliora l’intero reparto.
Lo “Zio” collega il contributo di Pio Esposito anche a una qualità di movimento e a un atteggiamento percepito come maturo. Sul piano delle possibilità di sostituzione o cambi, Bergomi individua anche i due esterni di centrocampo, richiamando Dimarco e Politano per il lavoro e le corse accumulate. In ogni caso, Pio Esposito viene indicato come elemento da considerare sempre per la squadra.
bosnia vs galles: bergomi sceglie il ritmo e punta sulla tecnica
Il confronto con le caratteristiche della Bosnia viene espresso attraverso una comparazione: Bergomi afferma di ritenere “meglio Bosnia che Galles” e collega la scelta al profilo diverso degli avversari sul piano del ritmo, dei duelli e della fisicità. Nel suo ragionamento, il Galles presenta elementi più spinti in quei settori, simili per intensità anche a quelli attribuiti all’Irlanda del Nord.
La strategia indicata per l’Italia ruota invece su tecnica e qualità. Bergomi riconosce però che la Bosnia gode di un vantaggio in termini di esperienza, con la consapevolezza che la partita si gioca in casa loro e con riferimenti a calciatori come Muharemovic, Kolasinac e Dzeko. Il punto di equilibrio, nella sua lettura, è che l’Italia deve sfruttare la propria capacità di interpretare il gioco con maggior precisione.
come fermare dzeko: anticipare, attenzione alle palle da fermo
Edin Dzeko viene descritto come un giocatore di grande esperienza, pur con il dato che ha disputato novanta minuti e che, in base all’indicazione riportata, avrebbe 40 anni. Per Bergomi, la chiave è anticiparlo, con attenzione particolare alle palle inattive.
La cautela riguarda la capacità del centravanti di incidere sugli episodi: Bergomi sottolinea che, se messo nelle condizioni giuste, può fare gol soprattutto su situazioni da fermo. In parallelo, l’attenzione non deve concentrarsi soltanto su Dzeko: viene citato anche Demirovic, oltre al riferimento al calciatore classe 2007 che ha eseguito l’ultimo rigore. Anche questi elementi, pur non essendo indicati come rapidissimi, vengono considerati per la difesa e per la capacità di presidiare contro l’Italia.
il valore del gruppo e la gestione della pressione secondo bergomi
Un aspetto centrale dell’intervento riguarda l’impatto della partita precedente e la lettura dell’Italia dopo il risultato. Bergomi afferma che Bergamo ha mostrato la forza della Nazionale e collega la vittoria a una possibile riduzione della pressione sui giocatori. Pur mantenendo l’obiettivo invariato, la prospettiva per lui è che l’atteggiamento possa diventare più leggero, lasciando spazio a prestazioni più libere.
Nel quadro più ampio, Bergomi collega le ambizioni future alla capacità di riportare l’Italia a giocare il Mondiale, indicando che i protagonisti del percorso devono essere i giocatori chiamati a garantire il salto successivo.
italia al mondiale: comparsa o protagonista? bergomi valuta le vie del percorso
Quando richiama i grandi nomi del calcio internazionale, Bergomi usa l’esempio di Argentina, Brasile, Inghilterra, Spagna e Francia, sostenendo che la loro condizione tenderebbe a far immaginare un ruolo diverso. In ottica di playoff, però, il punto diventa: una volta arrivati lì, il percorso si gioca comunque sul campo.
Nel ragionamento emerge anche il riferimento alla Croazia, che nel 2018 ha raggiunto la finale partendo dagli spareggi. Bergomi non esclude che anche l’Italia possa costruire un cammino simile, con la condizione di andare avanti e vedere gli sviluppi partita dopo partita.
scelte tattiche e cadenza dei mondiali: bergomi parla dei 3-5-2 e del lavoro
La valutazione prosegue con una distinzione tra la fase attuale e l’eventuale competizione finale. Bergomi riconosce che oggi le scelte di Rino si orientano su un 3-5-2, mentre al Mondiale, a suo modo di vedere, si possono aprire alternative perché c’è più tempo per preparare e per formare un gruppo, anche in funzione di esigenze diverse rispetto a quelle del ciclo immediato.
Nel suo riferimento ai grandi appuntamenti, Bergomi ricorda di aver vissuto quattro mondiali, evidenziando che gli allenatori, in quella cornice, hanno portato giocatori che poi hanno saputo incidere.
nessun processo a gattuso: bergomi giustifica l’arrivo in corsa
Chiude l’intervento la difesa del lavoro di Gattuso. Bergomi sostiene che non sia necessario prendersela con Rino in caso di risultato negativo, perché l’allenatore è arrivato in corsa, ha guidato le partite disponibili e non ha avuto un tempo di preparazione esteso. Nel quadro citato, non viene concesso uno stage dopo l’ultima partita contro la Norvegia.
Secondo Bergomi, la performance di Gattuso va letta anche sul piano della gestione del gruppo: viene evidenziata la capacità di creare un insieme coeso e di riportare un senso di appartenenza che non era presente con continuità.
nomi citati da bergomi in vista di bosnia-italia
Tra i riferimenti presenti nelle dichiarazioni risultano:
- Beppe Bergomi
- Gattuso
- Tonali
- Pio Esposito
- Dimarco
- Politano
- Muharemovic
- Kolasinac
- Dzeko
- Demirovic
