Berruto contro elezione di durigon nella lega volley sembra uscita film horror

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Berruto contro elezione di durigon nella lega volley sembra uscita  film horror

L’elezione di Claudio Durigon alla presidenza della Lega Pallavolo Serie A maschile sta alimentando un acceso confronto nel mondo dello sport, con reazioni che puntano il dito contro i confini tra politica e gestione delle realtà sportive. La nomina, formalizzata nel corso del tradizionale appuntamento Volley Mercato a Bologna, è stata accompagnata da commenti critici firmati da Mauro Berruto, responsabile nazionale del Partito Democratico per lo Sport e già commissario tecnico della Nazionale italiana di pallavolo maschile.

claudio durigon presidente della lega pallavolo serie a: la nomina e la reazione immediata

Durigon, senatore della Lega e sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dell’attuale governo, è stato eletto alla guida della presidenza della Lega Pallavolo Serie A maschile. Il passaggio è stato presentato e reso ufficiale durante Volley Mercato, evento di riferimento per il settore, e ha subito attirato l’attenzione per la natura della figura chiamata a ricoprire quel ruolo.

Nel commentare l’accaduto, Mauro Berruto ha descritto l’episodio come qualcosa di fortemente destabilizzante: “Sembra più che altro uscita da un film horror”. Il punto centrale della reazione, secondo quanto riportato, nasce dal fatto che la prima risposta alla proposta di incarico sarebbe stata incredulità, interpretata come l’impossibilità che non si trattasse di una situazione fittizia, per poi arrivare alla consapevolezza che si fosse trattato di un fatto reale.

mauro berruto: interferenze della politica e autonomia delle istituzioni sportive

Attraverso una nota diffusa dai canali ufficiali dei deputati del PD, Mauro Berruto ha richiamato con forza il tema della politica che invade lo sport. Il ragionamento si concentra sulla decisione dei club della serie A maschile di affidare la presidenza del consorzio a un esponente politico in carica, evidenziando l’assenza, nel quadro descritto, di competenze specifiche e di una conoscenza del mondo della pallavolo.

Berruto ha collegato la scelta alla visione di un fenomeno più ampio: lo sport non dovrebbe essere “un terreno di caccia e di occupazione politica”, né uno spazio in cui cercare corsie preferenziali nei rapporti con Governo e Parlamento. Secondo la linea espressa nella nota, le istituzioni sportive dovrebbero invece mantenere autonomia, indipendenza e una guida fondata su esperienza, competenza e conoscenza del movimento.

incompatibilità tra ruoli politici e incarichi sportivi: il riferimento alla proposta di legge

Nella nota viene ricordato un passaggio precedente: circa tre anni fa Berruto avrebbe depositato una proposta di legge volta a introdurre l’incompatibilità tra cariche politiche e di governo e ruoli in Federazioni o enti di promozione sportiva che ricevono direttamente denaro pubblico, nonché in Leghe che, tramite provvedimenti ad hoc della politica, ottengono contributi considerati “milionari”.

La posizione viene sintetizzata con un’espressione netta: non si tratterebbe più solo di “conflitto di interessi”, ma di una vera e propria “apologia di interessi”.

la critica allargata: il “dream team” sportivo della destra citato da berruto

Per rendere l’impostazione della critica più ampia e riconoscibile, Berruto richiama una serie di figure collegate, nel suo racconto, a organismi sportivi. L’elenco viene presentato come un “dream team sportivo” della destra, includendo incarichi in differenti ambiti federali e di promozione.

Secondo le parole riportate, vengono citati: Claudio Lotito, senatore e presidente della Lazio; Marco Mezzaroma, indicato come presidente di “Sport e Salute”; Barelli nel ruolo di sottosegretario alla federnuoto; Casasco alla federazione medici sportivi; Costa alla federazione pallapugno; Pella alla lega ciclismo; Barbaro all’ente di promozione sportiva ASI; Geronimo La Russa all’Aci. A questa lista viene aggiunto Claudio Durigon con il riferimento alla lega pallavolo di serie A.

ruolo dell’abodi e durata del mandato secondo la nota

Nella ricostruzione di Berruto, viene citato anche il ministro per lo sport Abodi, descritto come “capitano osservatore e non giocatore”, con l’aggiunta che il suo mandato, secondo quanto riportato, “passerà alla storia” per aver consentito ciò che viene rappresentato come un insieme di dinamiche contestate.

possibile effetto domino nel volley: voci sull’episodio non isolato

La discussione attorno alla presidenza della Lega Volley Serie A maschile viene presentata anche come un fatto potenzialmente destinato a non restare isolato. L’attenzione riguarda la possibilità che quanto accaduto possa diventare un precedente, con voci già circolanti sul fatto che la situazione potrebbe estendersi anche in altre circostanze legate al settore del volley.

figure citate: gli attori menzionati nella critica di berruto

  • Claudio Durigon, senatore e sottosegretario; eletto presidente della lega pallavolo di serie a maschile
  • Mauro Berruto, responsabile nazionale PD per lo sport e in passato commissario tecnico della nazionale italiana di pallavolo maschile
  • Massimo Righi, presidente uscente menzionato nel contesto del passaggio di ruolo
  • Claudio Lotito, senatore e presidente della Lazio
  • Marco Mezzaroma, presidente di “Sport e Salute
  • Barelli, sottosegretario alla federnuoto
  • Casasco, indicato alla federazione medici sportivi
  • Costa, indicato alla federazione pallapugno
  • Pella, indicato alla lega ciclismo
  • Barbaro, indicato all’ente di promozione sportiva ASI
  • Geronimo La Russa, indicato all’Aci
  • Abodi, ministro per lo sport
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Categorie: Serie AVolley

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