Binaghi non le manda a dire derby tennis non si sposta calendario serie a fatto con i piedi

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Binaghi non le manda a dire derby tennis non si sposta calendario serie a fatto con i piedi

La programmazione dei grandi eventi sportivi torna al centro della scena, con un confronto acceso che intreccia tennis e Serie A. Angelo Binaghi, presidente della Federtennis, interviene sulle polemiche nate attorno alla coincidenza del calendario calcistico durante gli Internazionali d’Italia, aprendo un dibattito su tempi, priorità e coordinamento tra discipline diverse.

binaghi contro la programmazione della serie a: derby di roma e coincidenze

Nel commentare le recenti tensioni relative al derby di Roma durante gli Internazionali d’Italia, Angelo Binaghi esprime il proprio disappunto per la sovrapposizione di appuntamenti. Il riferimento nasce dall’intervento dopo la vittoria di Jannik Sinner contro Andrey Rublev, occasione in cui il presidente della Federtennis collega la questione del calendario a un tema più ampio: il rapporto tra eventi del calcio e quelli del tennis.

Binaghi sottolinea che in passato il tennis si è sempre adattato agli orari degli eventi calcistici, trasformando la necessità di coordinamento in una prassi consolidata. Il nodo, secondo la sua ricostruzione, riguarda la gestione attuale della programmazione, con l’idea che le coincidenze creino difficoltà e mettano in discussione l’equilibrio tra sport diversi.

il riferimento a andrea butti e le critiche sulla gestione del calendario

Il presidente Federtennis concentra poi le proprie contestazioni sulla figura di Andrea Butti, indicato come responsabile dei calendari in Serie A. Le parole utilizzate ruotano attorno a una presunta mancanza di attenzione nella costruzione del campionato, con l’accusa di aver organizzato la stagione senza adeguata considerazione delle ricadute sul contesto sportivo più ampio.

La discussione, così come impostata da Binaghi, porta inevitabilmente al tema del rispetto dei diritti e delle esigenze degli altri sport, evidenziando una tensione tra calendari che rischiano di sovrapporsi nei momenti più rilevanti.

binaghi sulla corsa al finale: spazio a un epilogo straordinario

Oltre alla polemica sulla programmazione, Binaghi inserisce anche un passaggio dedicato alle attese per il torneo. Nel commentare lo scenario di un potenziale finale tutta italiana, esprime la preferenza per un italiano in finale e indica la volontà di lavorare per arrivare a un esito capace di generare grande valore sportivo, prospettando un epilogo definito straordinario in un contesto di grande visibilità.

Il presidente Federtennis richiama anche la presenza di avversari di livello elevatissimo, citando Medvedev e Ruud come esempi di giocatori che in passato sono stati numero 1 al mondo, sottolineando così la difficoltà del percorso. Nel quadro delineato, l’attenzione resta sullo stato di condizione e sulla capacità di reazione, con riferimento a un campione del mondo stanco e a un giocatore descritto come grande combattente, capace di trascinare il pubblico.

il ruolo di darderi: trascinatore e legame con il pubblico

Nel discorso legato alla finale e all’energia del torneo, Binaghi indica Darderi come il ragazzo in grado di trascinare il pubblico e di farsi trascinare a sua volta dalla cornice emotiva del momento, delineando una lettura centrata sull’impatto della personalità in campo.

derby di torino e coincidenze: calendario a giugno e finals

Rientra nel perimetro della polemica anche la dinamica complessiva del calendario calcistico. Binaghi richiama la sequenza che, nella sua ricostruzione, vede il derby di Torino inserito a giugno durante le Finals e successivamente anticipato, evento collegato a un passaggio con dialogo personale con De Siervo.

Nel ragionamento proposto, restano poi due appuntamenti collocati in prossimità dei momenti finali di calendario: la finale di Coppa Italia e il derby di Roma. Binaghi interpreta questa combinazione come la presenza di grandi coincidenze, evidenziando una concatenazione temporale che, per lui, solleva interrogativi sulla logica dell’organizzazione.

de siervo e simonelli: dirigenti preparati ma non chiarisce il perché

Binaghi afferma che De Siervo e Simonelli sono dirigenti preparati, arrivando a indicarli come gli unici nel mondo del calcio in grado di gestire il tipo di complessità richiesto. Nonostante ciò, non collega direttamente a loro l’intera responsabilità del quadro delineato, lasciando aperta la domanda sul perché la situazione sia giunta a determinati punti.

spostare il tennis o il calcio? binaghi mette in discussione la decisione

La chiusura del ragionamento assume un tono polemico sul tema dello spostamento degli eventi. Binaghi richiama l’idea di riflettere su dove debbano intervenire i cambiamenti: se debbano spostarsi gli eventi del tennis o, invece, spostare quelli del calcio. In base al suo ragionamento, la memoria storica riguarda un impegno del tennis che si è mosso per 25 anni, mentre risulta poco comprensibile, per il presidente Federtennis, l’ipotesi che ora debba continuare a essere lo stesso sport a fare da variabile per adattarsi.

Il riferimento finale richiama anche un commento riportato da Corriere della Sera che Binaghi riporta per esemplificare l’orientamento critico verso l’organizzazione del campionato di calcio, con una frase volutamente aspra sulla gestione dei calendari.

ospiti e figure citate nel confronto

  • Angelo Binaghi
  • Andrea Butti
  • Jannik Sinner
  • Andrey Rublev
  • Medvedev
  • Ruud
  • Darderi
  • De Siervo
  • Simonelli
Binaghi
Categorie: Serie ATennis

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