Bob arum: howard cosell è diventato un mostro secondo l’ex promoter

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Bob arum: howard cosell è diventato un mostro secondo l’ex promoter

Le parole di Bob Arum su Howard Cosell hanno riportato alla luce uno dei volti più discussi della telecronaca sportiva. Nel racconto di Arum, la figura di Cosell attraversa due fasi molto diverse: da un lato il contributo decisivo al mondo del pugilato negli anni di maggior visibilità, dall’altro un atteggiamento che, con il passare del tempo, viene descritto in toni sempre più duri. Il risultato è una memoria che parla tanto di stile comunicativo quanto del modo in cui la boxe è stata raccontata in televisione.

bob arum e howard cosell: la rivalità verbale tra elogio e critica

Durante un’intervista che ripercorre la storia della boxe, Arum ha riconosciuto il ruolo di Cosell nella crescita del settore negli anni 1970, sottolineando la chimica tra Cosell e Muhammad Ali. In quella fase, la presenza in studio e durante le telecronache viene associata a un effetto di elevazione del pugilato, capace di raggiungere un pubblico più ampio.

Parallelamente, Arum ha ammesso che il rapporto con Cosell avrebbe incontrato difficoltà col tempo. Le sue parole sono state nette: Cosell, secondo Arum, avrebbe assunto un comportamento sempre più problematico negli ultimi anni.

le frasi di arum: dal riconoscimento al giudizio severo

Arum, nel commentare l’impatto di Cosell sul pugilato, ha affermato che “Howard Cosell era grande per la boxe”. Poi, quando la conversazione si è spostata sugli anni successivi, il tono è cambiato drasticamente. Arum ha sostenuto che “più tardi è diventato come un mostro” e ha aggiunto che sarebbe stato “un vero rompiscatole” e un “jerk”.

howard cosell nella telecronaca: stile diretto e giudizi senza filtro

Nel ricordo dei più anziani, Cosell è ricordato come uno dei pochi commentatori del mondo del pugilato capaci di criticare apertamente diversi soggetti durante le trasmissioni dal vivo: pugili, promoter, arbitri e perfino lo sport stesso. La sua impronta newyorkese, definita “diretta”, lo distingue dalle figure televisive più morbide e protettive che dominavano quella stessa epoca.

il punto di svolta: la telecronaca di cosell nel match tra larry holmes e randall “tex” cobb

L’atteggiamento di Cosell emerge con forza anche verso la fase finale della sua carriera di commentatore, durante la difesa titolata del 1982 di Larry Holmes contro Randall “Tex” Cobb. La telecronaca viene descritta come costellata da osservazioni critiche sullo squilibrio del confronto. Nel corso dei 15 round, Cosell avrebbe mostrato un crescente disgusto per l’esito del match e per le conseguenze subite da Cobb.

Subito dopo quell’esperienza, Cosell avrebbe dichiarato di non voler chiamare più un incontro professionistico di boxe.

il rapporto con muhammad ali: chimica, contrasti e imprevedibilità televisiva

Anche con Ali, Cosell viene rappresentato come una figura capace di muovere critiche pubbliche quando le prestazioni del campione iniziavano a declinare nella fase successiva della sua carriera. La dinamica descritta non si limita allo scontro frontale: Arum evidenzia che, a fronte delle critiche, Ali sembrava prendere con piacere i duelli verbali con Cosell.

In questo modo, la relazione tra i due sarebbe diventata una delle più atipiche e coinvolgenti nella storia della televisione sportiva: un equilibrio tra intesa e confronto che trasformava ogni scambio in una componente centrale della narrazione.

una storia ricordata: la strada di st. louis e una lite commentata dal vivo

Arum ha inoltre condiviso un episodio personale legato a Cosell. Il racconto descrive un momento in cui il broadcaster sarebbe sbalzato fuori da una limousine e avrebbe iniziato a commentare una vera rissa per strada a St. Louis. L’azione sarebbe proseguita finché i combattenti avrebbero smesso, resi disattenti dalla presenza di Cosell intenta a descrivere l’evento.

figure citate

  • Bob Arum
  • Howard Cosell
  • Muhammad Ali
  • Larry Holmes
  • Randall “Tex” Cobb
Image: Bob Arum Says Howard Cosell Became “Like a Monster”

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