Calafiori si racconta: sms di essere fuori rosa alla roma e la batosta con mourinho
Riccardo Calafiori, difensore dell’Arsenal, ha ripercorso la propria storia tra esperienze in Italia ed Europa, raccontando momenti, scelte e passaggi decisivi che hanno accompagnato la crescita professionale. Nell’intervista rilasciata a Sportweek, il calciatore italiano ha toccato diversi temi, dalla nostalgia per casa fino ai ricordi legati a persone e allenatori che hanno lasciato un segno concreto.
riccardo calafiori: nostalgia, famiglia e il ritmo dell’italia
Calafiori ha parlato della nostalgia di casa, descrivendo il desiderio di rivedere più spesso amici e parenti. Il legame con l’Italia resta presente, soprattutto per il clima emotivo e quotidiano: manca il sole, ma l’idea di fondo è che l’esperienza fuori dai confini continui comunque a offrire stimoli. Il difensore ha aggiunto un elemento culturale, legato al modo in cui nel nostro Paese ci si abitua a osservare, giudicare e criticare, sottolineando la differenza rispetto al contesto in cui si trova ora.
ricordi e notifiche: calafiori e il capitolo mourinho
Un passaggio significativo riguarda il rapporto con Mourinho. Calafiori ha raccontato una reazione immediata e sorprendente: dopo aver staccato il telefono per un breve periodo, al momento di riaccenderlo si è trovato davanti circa 300 notifiche da leggere. Il contenuto delle notifiche riguardava video con le statistiche pubblicate da Mou, inviati dagli altri a lui direttamente. Il difensore ha riferito di esserne stato contentissimo, collegando l’episodio anche a un cambiamento successivo dopo il Bodo: la vicenda si è trasformata in una batosta, ma per lui ha rappresentato anche un momento che ha aiutato a crescere.
sparito dai radar: roma, sms e la fiducia nella carriera
Calafiori ha rievocato un periodo che definisce come sparito dai radar, raccontando di aver vissuto un periodo in cui l’autostima era estremamente bassa. Il ritorno alla Roma si è intrecciato con un episodio concreto: appreso tramite un SMS di essere fuori rosa. La domanda sul futuro nasce proprio da lì, con il dubbio se il proprio destino potesse collocarsi nelle Serie minori. La risposta, però, si fonda sulla determinazione: non ha mai sognato di essere un calciatore “normale” e ha voluto lavorare per arrivare alla posizione che ora occupa.
brescia non compresa: genoa e la frase “italian bastard”
Nel racconto compare anche l’esperienza legata a Blessin, richiamando un episodio personale e un confronto complicato. Calafiori ha dichiarato di avere la tendenza a giustificare i comportamenti altrui, ammettendo che qualcosa potrebbe averla sbagliata anche lui. A distanza di anni, però, non emergono sensazioni positive su quel rapporto. Il riferimento chiave riguarda la stagione al Genoa, in cui la squadra retrocesse e lui ebbe liti con il tecnico; il difensore ha aggiunto che, anche ipoteticamente facendo più spazio a lui, la carriera non sarebbe cambiata in modo sostanziale.
basil e la rinascita: continuità, maturazione e riscatto in italia
Calafiori ha descritto anche la fase in cui, tra Roma e Genoa, i risultati non sono arrivati come sperato. La visione retrospettiva porta comunque a una considerazione: era molto giovane e quindi la difficoltà viene inquadrata come parte del percorso. La svolta per lui coincide con la scelta di ripartire dal Basilea: appena arrivato ha percepito che fosse il posto giusto. Il racconto mette in evidenza due aspetti del contesto: i compagni non si vedevano fuori dal campo e in città c’era poco da fare. Questa combinazione viene indicata come ideale per trovare continuità e maturare in fretta. Tornato in Italia, Calafiori collega la fase successiva a un riscatto, definendolo con riferimento al Bologna.
ricordi nel tempo: thiago motta, spalletti e arteta
Calafiori torna sul tema dei ricordi, sottolineando come le esperienze positive abbiano una inizio e una fine. Il difensore ha dichiarato di essere dipendente dalle sensazioni provate durante quell’anno e di volerle rivivere. Pur comprendendo che il fascino del passato sia anche nel custodirlo così com’è, ha indicato un elemento importante del percorso: Thiago Motta è una figura a cui deve molto. Calafiori ha aggiunto che anche Spalletti e Arteta lo hanno cambiato, con un impatto che emerge come parte integrante della sua evoluzione.
edo bove: vicinanza, abbraccio e defibrillatore sottocutaneo
Un ultimo passaggio riguarda il rapporto personale con Edo Bove. Calafiori ha spiegato di vivere nello stesso palazzo e di avere una dinamica logistica particolare: i centri sportivi di Arsenal e Watford sono adiacenti, e proprio per questo Edo ha cercato casa nella stessa zona. Il difensore collega la situazione a un possibile segno del destino: una vita insieme nelle giovanili della Roma, poi ora una vicinanza concreta a Londra. Qualche giorno prima dell’intervista, Calafiori ha raccontato di averlo abbracciato e di aver toccato il defibrillatore sottocutaneo, confessando che l’episodio gli ha dato una sensazione strana. Dal racconto emerge che Bove, invece, è sereno e desideroso di spaccare il mondo. Calafiori ha concluso esprimendo contento per Edo.
Persone citate da Riccardo Calafiori:
- Riccardo Calafiori
- José Mourinho
- Blessin
- Thiago Motta
- Luciano Spalletti
- Mikel Arteta
- Edo Bove
