Calcio italiano serve il sostegno del governo marotta parla di oaktree redbird malagò e chivu

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Calcio italiano serve il sostegno del governo marotta parla di oaktree redbird malagò e chivu

Dal palco dell’evento “Il Foglio a San Siro”, il presidente dell’Inter Beppe Marotta ha affrontato temi cruciali legati al calcio italiano. Le sue parole hanno toccato la maggioranza dei voti dei club di Serie A in riferimento a Malagò, la necessità di riforme per il futuro, le dinamiche tra proprietà straniere e sistema sportivo, fino alle questioni legislative, al calendario del campionato e ai traguardi internazionali.

maggioranza dei voti su malagò: consenso ampio dei club

Marotta ha spiegato che, sul nome di Malagò, si è registrata una convergenza di 19 club su 20. Secondo la sua lettura, questo dato indica che il profilo ha trovato ampio consenso. Nel suo ragionamento, il contesto di difficoltà del calcio non riguarda soltanto uno specifico episodio: la situazione critica, a suo dire, è legata anche a un malessere presente da anni, menzionando l’uscita dal Mondiale come elemento che ha acceso il dibattito.

Marotta ha posto l’accento su un distinguo tra il valore patrimoniale della Nazionale e ciò che rappresenta il comparto industriale. In tale cornice, ha affermato che le riforme sono necessarie per un futuro migliore basato sul concetto di sostenibilità.

riforme e sostenibilità nel calcio: la missione verso il futuro

Secondo Marotta, la sostenibilità va intesa come indirizzo complessivo per il settore. Il punto centrale è l’idea che il calcio stia vivendo una fase complessa e che, per affrontarla, servano interventi strutturali. La politica, in questa prospettiva, avrebbe un ruolo determinante nel sostenere un percorso che definisce necessario e, in più occasioni, definibile anche difficile.

proprietà straniere e calcio italiano: equilibrio e criticità di sistema

Il presidente dell’Inter ha collegato il tema delle proprietà straniere alla realtà della Serie A, sostenendo che il campionato oggi presenti una maggioranza di assetti esteri. Nel suo quadro interpretativo, ha sottolineato l’importanza che queste presenze permangano e ha citato Milano come esempio, evidenziando che Oaktree e RedBird hanno contribuito a salvare un’attività sportiva.

Marotta ha poi parlato delle difficoltà incontrate dalla proprietà estera nell’interfacciarsi con alcune modalità tipiche del “fenomeno sportivo” italiano. Ha indicato come nodo rilevante strutture e stadi, insieme alle infrastrutture e alle strutture mancanti nel settore giovanile.

strutture e iter burocratici: ostacoli nelle opere senza sostegno pubblico

Nel dettagliare il problema, Marotta ha evidenziato che per le proprietà risulta complicato seguire iter burocratici complessi quando l’obiettivo è costruire stadi o centri sportivi senza prevedere intervento pubblico, poiché tutto verrebbe finanziato privatamente. Ha aggiunto che questo, nel confronto con alcuni interlocutori esteri, determinerebbe un livello di responsabilità percepito come maggiore.

aiuto dalla politica e legge: sistema legislativo come leva

Marotta ha affermato che la politica è fondamentale. Nella sua ricostruzione, la crisi sarebbe iniziata dopo il Mondiale 2006. Il presidente ha spiegato che, mentre società e competenze interne possono assicurare stabilità e capacità, dal punto di vista legislativo il settore si troverebbe in una condizione di emergenza, con una duplice esigenza: da una parte la Nazionale e i settori giovanili, dall’altra un’attività di impresa come il calcio che vive difficoltà.

Secondo quanto riportato, la Serie A chiede un sistema legislativo che non crei impedimenti ma che favorisca la crescita. Marotta ha definito tale prospettiva “un po’ utopistica” e ha precisato che non si cerca un modello basato su finanziamenti. Un’indicazione più concreta riguarda accorgimenti come la defiscalizzazione per chi investe in strutture giovanili, ipotizzando un recupero degli investimenti.

san siro tra inter e milan: nessuna criticità operativa

Alla domanda su come Inter e Milan si coordinino per l’utilizzo di San Siro, Marotta ha risposto che per ora non c’è stato nessun problema e che non vede criticità.

serie a a 18 squadre: sostenibilità, impegni e calendario

Marotta ha affrontato il tema del campionato a 18 squadre collegandolo alla sostenibilità del sistema. Ha richiamato l’esistenza, in Italia, di un’area professionistica ampia in termini di presenze e di società professionistiche, ma anche una percentuale di fallimenti elevatissima. Ha indicato che più di 100 società sarebbero fallite negli ultimi 25 anni, elemento che, nel suo ragionamento, dimostrerebbe un’assenza di sostenibilità.

Marotta ha anche legato la questione agli impegni: società come Inter e Milan, secondo la sua ricostruzione, devono far fronte a impegni diversi. Da qui la critica a un campionato con 20 squadre, descritta come condizione che genererebbe intasamento del calendario ufficiale. Ha citato un esempio operativo: in caso di sospensione per nebbia, non sarebbe garantita una data per recuperare la partita.

Ha inoltre osservato che, nel sistema attuale, esisterebbe la paura da parte delle società medio-piccole legata alla retrocessione. La sua posizione è che tali situazioni possano essere gestite “nel modo migliore”. Ha riconosciuto la differenza tra una società come il Sassuolo e un club che fattura più di 500 milioni, definendo l’obiettivo come una convivenza in un sistema che ha bisogno del Sassuolo, dell’Inter e del Milan.

champions e obiettivi: gestire l’amarezza e puntare al traguardo

Interpellato su come interpretare l’andamento verso la Champions, Marotta ha respinto l’idea che si tratti di una questione “matematica”, chiarendo però una propensione positiva verso il risultato. Ha collegato il percorso a un’emotività concreta: la serata di Monaco viene descritta come rimasta nel segno di una delusione, ma il punto, secondo le sue parole, richiede la capacità di accantonarla e di cercare un sogno diverso. L’attenzione, oggi, sarebbe orientata a un traguardo ritenuto vicino.

chivu allenatore: conferma, esperienza e scelta positiva

Marotta ha affrontato anche la questione relativa a Chivu e alla sua continuità. Ha indicato che Chivu ha già il contratto, rendendo automatico il rinnovo. Il presidente ha definito Chivu un tecnico che rispecchia il profilo di allenatore cercato dall’Inter e lo ha descritto come un punto di riferimento.

Marotta ha riconosciuto un possibile limite percepito in precedenza: quello di non avere esperienza. Ora, secondo la sua lettura, tale esperienza verrebbe acquisita “di domenica in domenica”. Il resto, ha concluso, risulterebbe estremamente positivo, con una valutazione complessiva positiva della scelta.

chivu: continuità contrattuale e maturazione progressiva

Nel quadro delineato, la conferma nasce dalla presenza di un contratto già definito, mentre la crescita professionale viene associata alla gestione delle partite successive.

partecipanti citati: figure principali dell’intervento

Le dichiarazioni hanno fatto riferimento ai seguenti nominativi:

  • Beppe Marotta
  • Malagò
  • Chivu
  • Oaktree
  • RedBird
  • Sassuolo
  • Inter
  • Milan
Marotta

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