Champions league nodo stadio al fair play finanziario: cosa sta succedendo
Il 5-0 rifilato al Pisa ha chiarito un punto: il Como punta con decisione alla qualificazione in Champions League. La rincorsa al quarto posto può diventare una svolta storica per una società che manca dalle competizioni europee dalla Mitropa Cup 1980/81. Il traguardo, però, richiede una preparazione rigorosa non solo sul campo, ma anche sul piano infrastrutturale e societario, con tempistiche e vincoli dettati dalle regole UEFA.
como e champions league: corsa al quarto posto e impatto europeo
Il successo recente ha alimentato l’ambizione della squadra lariana, inserendola stabilmente nella lotta per una posizione che garantirebbe l’accesso alla massima competizione continentale. Rientrare nell’Europa che conta rappresenterebbe un evento rilevante per la storia del club e richiederebbe, di conseguenza, un lavoro organizzativo allineato agli standard richiesti dall’UEFA.
adeguamento stadio como: lavori al giuseppe sinigaglia e piano alternativo
Il primo nodo riguarda lo stadio Giuseppe Sinigaglia. Secondo quanto riportato da Calcio e Finanza, il club sta accelerando gli interventi per rendere l’impianto compatibile con le rigide normative UEFA. L’obiettivo dichiarato è completare le migliorie entro settembre 2026, in modo da poter affrontare la prima fase della Champions League.
Parallelamente, la società sta predisponendo un piano B. Nel caso in cui il Como non riuscisse a centrare la Champions League o se i lavori non fossero terminati nei tempi previsti, la dirigenza ha già chiesto la disponibilità per utilizzare il Mapei Stadium di Reggio Emilia. L’ipotesi richiama una strategia già applicata in passato dall’Atalanta.
regole uefa e fair play finanziario: settlement agreement e “squad cost ratio”
L’accesso all’Europa passa anche da una cornice regolamentare chiara. L’ingresso nelle coppe obbliga il rispetto delle UEFA Club Licensing and Financial Sustainability Regulations, che hanno sostituito il precedente impianto del Fair Play Finanziario.
bilancio e possibile settlement agreement pluriennale
Alla luce del bilancio chiuso al 30 giugno 2025 con un passivo di 105 milioni di euro, l’arrivo in coppa non creerebbe criticità nel primo anno. Dalla stagione successiva, però, il percorso potrebbe richiedere la stipula di un Settlement Agreement pluriennale con la UEFA, sul modello di quanto avvenuto recentemente con l’Aston Villa.
ruolo della champions e controllo dei costi: tetto al 70% dal 2025
In questa fase, i ricavi derivanti dalla Champions League diventano decisivi per sostenere il bilancio e rispettare lo “squad cost ratio”. Questa regola stabilisce l’ammontare massimo spendibile per la rosa, considerando stipendi e commissioni. Il tetto, abbassato progressivamente dal 90% nel 2023 e dall’80% nel 2024, è fissato definitivamente al 70% a partire dal 2025.
crescita commerciale del como: due temporary store tra cortina e milano
Il progetto di crescita del Como non si limita all’aspetto sportivo. Per sostenere il salto dalla Serie B ai vertici del calcio italiano, la proprietà ha avviato una strategia commerciale collegata all’evento Milano-Cortina 2026.
All’interno di questa impostazione sono stati programmati due “temporary store” in luoghi di rilievo: uno a Cortina d’Ampezzo e l’altro in Piazza San Babila a Milano.
punti chiave della strategia del como verso le coppe
- Successo sportivo e obiettivo concreto per il quarto posto.
- Adeguamento UEFA dello stadio Giuseppe Sinigaglia con lavori mirati entro settembre 2026.
- Piano B con possibile utilizzo del Mapei Stadium di Reggio Emilia in caso di necessità.
- Rispetto delle UEFA Club Licensing and Financial Sustainability Regulations e valutazione del possibile Settlement Agreement.
- Importanza dei ricavi da Champions League per rientrare nello “squad cost ratio”, con tetto al 70% dal 2025.
- Spinta commerciale tramite due temporary store legati a Milano-Cortina 2026.
Personaggi citati: Aston Villa; Atalanta.
