Chus bueno: 14 aprile il format della prossima stagione, russia e israele cambia tutto o si resta così

• Pubblicato il • 5 min
Chus bueno: 14 aprile il format della prossima stagione, russia e israele cambia tutto o si resta così

Chus Bueno, CEO di EuroLeague, ha descritto con ampiezza i temi operativi e strategici che stanno attraversando la competizione, concentrandosi su sviluppo commerciale, rilancio digitale, evoluzione dell’offerta per i fan e scelte rilevanti sul formato. Le indicazioni riguardano sia la relazione con club e mercati sia le tempistiche di decisione legate alla pianificazione della prossima stagione, con attenzione anche alle questioni internazionali oggetto di monitoraggio.

sviluppo di euroleague: audience, mercati e monetizzazione

Secondo quanto riportato, con i media il trend risulta piatto, mentre per ottenere maggiori risorse economiche diventa essenziale penetrare più a fondo il mercato e puntare su audience migliori. Sul piano dei rapporti con i club, l’obiettivo sarebbe impostare un lavoro più strutturato, ritenuto fondamentale per costruire un “piano” capace di incidere sui ricavi televisivi.

Le azioni indicate si concentrano sui mercati chiave, individuati come aree con maggiore potenziale di incremento dei proventi da TV. L’impostazione comprende anche il rapporto diretto con l’utente finale: viene segnalato che, al momento, non risulta presente una strategia completa per monetizzare al meglio questa dimensione.

piano di rilancio: piattaforma digitale integrata per i fan

Il rilancio viene delineato come la creazione di una piattaforma digitale realmente forte per l’utente finale. La base operativa partirebbe dalla distribuzione dei contenuti, non limitata alle sole partite, ma estesa a più componenti dell’esperienza legata al basket e alla competizione.

Nel quadro descritto rientrano betting, merchandising, licensing, biglietti, oggetti da collezione e fantasy league. L’idea centrale consiste nel mettere tutto in un’unica piattaforma competitiva, così da raccogliere indicazioni sul comportamento degli utenti: preferenze, momenti d’acquisto e possibili servizi su misura in base a profili e azioni osservate.

La conseguenza attesa è l’avvio di un percorso di monetizzazione più efficace, alimentato da un sistema integrato di offerta e conoscenza del pubblico.

eurolеague+: piattaforma europea e tempi di implementazione

All’interno dello scenario di rilancio digitale viene citata la costruzione di una piattaforma con nome Euroleague+, concepita per riunire i prodotti pensati per i fan europei. Alla domanda su quando sarà pronta, viene indicato che lo sviluppo del backend richiede tempo per mettere insieme i vari processi coinvolti.

Le tempistiche fornite indicano che, nel giro di 12 mesi, l’obiettivo sarebbe poter monetizzare di più. In prospettiva, viene anche menzionata la possibilità di implementare progressivamente nuovi pezzi: nei prossimi 6-12 mesi potrebbe essere aggiunto contenuto o funzionalità in modo incrementale.

franchigie: aumento del valore del club come asset

Un passaggio rilevante riguarda le franchigie. L’obiettivo prospettato è aumentare il valore del club come asset, attraverso il passaggio a un modello in franchigia. La motivazione indicata è legata a una licenza perpetua, descritta come permanente.

Con questa impostazione, gli investimenti potrebbero estendersi nel lungo periodo, anche su orizzonti di 20-30 anni. Viene inoltre evidenziato un vantaggio economico: la possibilità di rientrare dall’investimento in 30 anni anziché in 10, rispetto alla necessità di reperire risorse per infrastrutture, arene e costi strutturali nel caso in cui l’impostazione fosse più breve.

formato della competizione: due conference o girone all’italiana

La questione del format viene trattata come un tema ancora in discussione internamente. Viene richiamato l’impatto osservato con un’organizzazione basata su girone all’italiana con 20 squadre: tra gli elementi citati, l’esistenza di viaggi e tante settimane con due partite.

Al momento, la scelta di passare a due conference non risulta adottata. La prospettiva indicata sarebbe praticabile solo al raggiungimento di un numero di squadre sufficiente: se si effettuasse il passaggio alle due conference, la condizione riportata è l’avere almeno 22 squadre. In assenza, il numero di partite subirebbe un calo di 25-30%, con rischio di minori introiti da diritti tv. Sul lato club, la riduzione di 5-6 partite in casa potrebbe generare un contraccolpo su ticketing e sponsorizzazioni.

In sintesi, vengono indicate due opzioni attualmente esplorate: continuare per un altro anno con l’impostazione vigente oppure passare a due conference. Il riferimento temporale per consolidare gli elementi decisivi è il 14 aprile, data in cui sarebbe previsto il materiale necessario per prendere una decisione.

russia e israele: posizione monitorata

Relativamente a Russia, Israele e anche a Dubai, la posizione dichiarata è che, per il momento, non si prevede alcun cambiamento. Viene specificato che la posizione con la Russia resta invariata, così come quella con Israele e Dubai “per ora”. Il quadro descritto include comunque un approccio di monitoraggio quotidiano, con la possibilità che la situazione evolva.

real e fenerbahce: firme attese e decisioni di board

In merito a Real e Fenerbahce, viene espresso l’auspicio che entrambi firmino, con una preferenza per tempi relativamente presto. L’osservazione si collega anche alla necessità di risposta tempestiva, perché al prossimo board di metà aprile dovrà essere deciso il format della prossima stagione.

Per la definizione del numero di squadre da adottare, viene indicato che occorrerà sapere quante formazioni entreranno nella competizione: se salire a 22 con due conference, restare a 20 oppure valutare 18 nel caso in cui, per qualunque motivo, cambino le condizioni. La previsione finale include la speranza di una risposta nelle prossime sei-otto settimane con esito positivo.

ospiti e figure citate

  • Chus Bueno
  • Real
  • Fenerbahce
Categorie: Basket

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