Como in champions juve e milan fuori cosa cambia e la fotografia della corsa al posto
La chiusura della stagione 2025/26 di Serie A ha consegnato verdetti che pesano soprattutto sulla corsa alla Champions League. L’esclusione di Juventus e Milan dalla massima competizione europea non si limita a rappresentare un insuccesso per due club storici, ma diventa il segnale più evidente di una fase complessa che coinvolge l’intero sistema del calcio italiano.
Il risultato finale del campionato mette in luce una dinamica ormai strutturale: le big faticano, la Nazionale perde continuità nel ricambio di qualità e i modelli vincenti trovano spazio anche fuori dai tradizionali riferimenti.
juventus e milan fuori dalla champions: il peso dei verdetti
Alla fine dell’ultima giornata di campionato, Juventus e Milan si sono ritrovati entrambi senza accesso alla Champions League. Per entrambe, il destino è diventato Europa League, con un impatto immediato sul valore sportivo e internazionale della stagione.
Il dato ha una portata significativa anche sul piano storico: era dalla stagione 1991/92 che Juventus e Milan non mancavano insieme l’ingresso nella principale competizione europea. La mancata qualificazione, quindi, si lega a una distanza ampia e rappresenta un cambio di scenario che alimenta preoccupazione per gli equilibri attuali del campionato.
crollo delle big e problema della nazionale italiana
Per molti anni la Nazionale italiana ha potuto contare su un asse costruito dai club di vertice. La base storica era rappresentata dai blocchi di Juventus, Milan e Inter, capaci di offrire una componente tecnica, mentale e capace di sostenere il confronto internazionale.
Nel contesto attuale, però, l’assetto appare differente. Nelle convocazioni legate alla gestione di Rino Gattuso, il riferimento principale è diventato il blocco dell’Inter. Anche questo, come indicato, non è risultato sufficiente a superare l’ostacolo affrontato nei playoff.
Nel caso citato, l’Italia è rimasta fuori per effetto del ko ai rigori contro la Bosnia nella finale playoff, chiudendo così un ciclo negativo che si riflette sul percorso della Nazionale. Il quadro si lega anche alla terza mancata qualificazione consecutiva dell’Italia ai Mondiali.
come e il paradosso del talento italiano in champions
In un campionato in cui le grandi faticano a tenere il passo, a emergere è il Como, che ha approfittato della caduta delle principali candidate. Il club guidato dal progetto di Cesc Fabregas ha ottenuto una qualificazione storica alla Champions League, la prima nella storia del Como.
Il risultato si inserisce in un percorso particolarmente rapido: dal passaggio attraverso la Serie B fino all’accesso all’Europa più importante nel giro di due anni. Il dato richiama l’idea di una costruzione più solida e coerente, con elementi come programmazione, investimenti mirati e proposta di gioco riconoscibile.
assenza quasi totale di calciatori italiani nel progetto del como
Accanto al valore sportivo dell’impresa, il caso del Como apre un tema rilevante: nel progetto tecnico dei lariani viene evidenziata una quasi totale assenza di calciatori italiani. È una critica ricorrente, ma anche un indicatore dello stato attuale del movimento, in cui i modelli emergenti crescono in larga parte facendo leva su talenti provenienti dall’estero.
il nodo strutturale: oltre le singole crisi dei club
Il quadro descritto porta a concentrarsi su una questione che non riguarda soltanto singole scelte o singole annate. Se le grandi storiche non riescono più a garantire un blocco in grado di sostenere il salto di qualità necessario per alimentare la Nazionale e se l’evoluzione dei progetti si verifica prevalentemente attraverso profili stranieri, il problema indicato diventa strutturale.
Servono quindi idee, coraggio e investimenti sui giovani, accompagnati da una visione diversa per evitare che si trasformino in routine soltanto successi isolati, senza incidere sulle cause più profonde della crisi.
Personaggi citati:
- Rino Gattuso
- Cesc Fabregas
- Gatti
- Cambiaso
- Locatelli
