Conferenza stampa Fabregas pre Como Napoli non so se siamo pronti per la Champions potremmo anche finire fuori Europa

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Conferenza stampa Fabregas pre Como Napoli non so se siamo pronti per la Champions potremmo anche finire fuori  Europa

Cesc Fabregas ha affrontato diversi temi in conferenza stampa, in vista di Como–Napoli, match valido per la 25ª giornata di Serie A 2025/26. Le parole del tecnico spagnolo hanno toccato la situazione della squadra, l’impatto degli infortuni, la gestione delle dinamiche con gli avversari e alcuni aspetti legati al tema arbitrale, oltre a riflessioni sul percorso di crescita del Como e sull’approccio al lavoro quotidiano.

como-napoli 25ª giornata: fabregas parla della sfida

Fabregas ha inquadrato la partita sottolineando come il Napoli abbia attraversato una stagione complessa, con numerosi problemi e tanti infortuni che hanno interessato anche giocatori importanti. Per il tecnico, il merito principale va individuato nella capacità di mantenere il gruppo ad un livello alto e nella crescita mostrata dalla squadra nel tempo.

Il tecnico ha poi aggiunto che ora l’esigenza è più elevata: il Napoli, secondo la sua lettura, ha costruito nel corso degli anni un’evoluzione rilevante e sta arrivando a questo appuntamento con una stagione già definita. Fabregas ha collegato la crescita ai meriti del gruppo e all’operato del mister Conte, considerato centrale nel percorso recente.

infortuni e disponibilità: aggiornamento della rosa

Nel capitolo dedicato alle condizioni della squadra, Fabregas ha fornito indicazioni precise sulla rosa. Secondo quanto dichiarato:

  • Sergi Roberto non potrà giocare tutta la partita.
  • Vojvoda è rientrato ad allenarsi.
  • Esclusa la situazione di Addai, il resto della squadra è a disposizione.

Il tecnico ha inoltre descritto il match come una sfida che si preannuncia interessante sul piano del calcio propositivo, parlando di due squadre caratterizzate da grande mentalità.

fabregas e il tema arbitri: riflessioni e approccio

Fabregas ha affrontato la questione arbitrale con un’impostazione critica ma orientata al buon senso. Ha spiegato che nel dibattito pubblico si parla molto in Spagna, mentre altrove lo spazio è minore. La sua posizione resta centrata sul rifiuto dell’idea di malafede: il principio è che l’arbitro, nel contesto professionale, svolga il proprio lavoro e che le partite si disputino comunque.

Nel ragionamento del tecnico rientra un’idea chiave: la partita deve essere lo spettacolo per chi paga il biglietto, quindi l’arbitro dovrebbe restare la figura meno importante nel racconto complessivo dell’evento. Fabregas ha anche richiamato la necessità di non giudicare senza conoscere con esattezza quanto accaduto, citando episodi osservati tramite filmati e chiarendo che non gli pare il caso di trasformare ogni circostanza in una situazione drammatica.

Un passaggio rilevante ha riguardato la comunicazione: dal suo miglioramento in panchina, il tecnico ha detto di sentirsi meno agitato e di percepire l’arbitro più aperto nel confronto, con la possibilità di chiarire punti specifici e comprendere meglio le dinamiche del momento. L’obiettivo, per Fabregas, è un coinvolgimento comune: tutti devono aiutarsi e favorire un clima più costruttivo.

genoa e identità tattica: mentalità, pressing e solidità

Fabregas ha collegato la partita contro il Genoa a riflessioni sulla propria identità di gioco e sui meccanismi che influenzano le scelte in campo. Ha spiegato che lo stile resta, ma cambiano struttura e elementi impiegati. In base a questa impostazione, alcuni giocatori possono avere possibilità differenti rispetto ad altri contesti e le dinamiche si costruiscono usando “pedine” specifiche.

Il tecnico ha richiamato un momento in cui, uscendo dal pressing, il Genoa si è posizionato dietro mentre il Como ha avuto modo di mantenere un ritmo più controllato, con una giocata più tranquilla. Fabregas ha poi evidenziato aspetti di mentalità e coraggio riconducibili alla sua esperienza da capitano in una squadra giovane, richiamando l’ambiente dell’Arsenal e l’esigenza di competere imponendo un’identità precisa.

Il racconto si è esteso ai contesti in cui gli imprevisti psicologici possono emergere: giocare davanti a 30mila persone in uno stadio caldo, come nel riferimento a Genova, rende più difficile mantenere la stessa disposizione mentale. In questa cornice, Fabregas ha insistito su ciò che la squadra deve evitare: rinunciare alla palla o sottrarsi all’impegno, quando invece servono corsa e compattezza.

Nel giudizio sul match citato, il tecnico ha detto di non aver notato demoralizzazione e di aver osservato nel secondo tempo una squadra orientata a un obiettivo concreto: non subire gol. Ha aggiunto che i giocatori sono stati solidali, aumentando la disponibilità atletica con una corsa in più, e ha concluso con l’importanza di una solidità difensiva non soggetta a errori.

conte e allenamento: cosa è rimasto dell’esperienza di fabregas

Fabregas ha parlato del rapporto con Antonio Conte ricordando l’impostazione di lavoro e l’impatto sul piano fisico. Alla domanda su cosa abbia imparato, ha risposto in modo diretto: tantissimo. Secondo il tecnico, Conte ha rappresentato un livello di esigenza legato a corsa, intensità e necessità di andare sempre a mille.

Nel confronto tra il metodo ricevuto e ciò che Fabregas intende portare nel suo lavoro, ha dichiarato di voler mantenere nella propria squadra elementi simili, in una forma eventualmente diversa anche senza palla. Ha ricordato un periodo di adattamento iniziale, stimato intorno a 4-5 mesi, con una fase in cui lui si è sentito in grande crescita: “dopo” l’adattamento, ha affermato di volare e di sentirsi fortissimo a dicembre, arrivando a sposare mentalità e principi del lavoro.

sergi roberto, reintegrarsi e costruire una mentalità al como

Fabregas ha dedicato spazio anche a Sergi Roberto, definendone la propensione mentale e la volontà di restare dentro il mondo del gioco. Secondo le sue parole, la testa del giocatore appartiene a chi vuole ancora competere, con differenze rilevanti sul piano comunicativo.

Il tecnico ha descritto il ruolo del gruppo nel Como attraverso un’idea concreta: la porta è aperta per tutti, collegandola alla presenza di figure interne come Iovine e Cassetti, e al percorso legato a Reina citato con un’offerta collocata “qui”. Nel ragionamento complessivo, più persone coinvolte e allineate alla mentalità del club vengono considerate un punto di forza.

Fabregas ha poi raccontato un episodio emotivo legato all’ambiente del club: dopo la sconfitta in semifinale di Coppa Italia contro l’Inter, all’arrivo in albergo all’ora tarda, è stata citata la presenza di Lorena, responsabile della cucina. Il tecnico ha collegato il momento alla volontà di mantenere un’identità fatta anche di persone e routine, indicando come la mentalità da portare a Como non sia “per tutti”.

La fase attuale del progetto viene poi definita come iniziale: il Como, secondo quanto dichiarato, non è ancora una realtà consolidata in modo definitivo e deve imparare, con una squadra molto giovane.

lahdo e il futuro: crescita dei giovani e aspettative sul como

Fabregas ha parlato di Lahdo citando un momento in cui era vicino all’impiego, con un riferimento anche alle condizioni di Da Cunha, che risultava in diffida. In quel contesto, il tecnico ha spiegato di aver scelto di far entrare Kuhn, che però sarebbe poi rimasto fermo per un infortunio.

Ha aggiunto che Kuhn era rientrato dalla Svezia U19 con qualche dolore. Nel ragionamento generale, Fabregas ha posto l’accento sull’analisi fatta dallo scouting e sulla fiducia riposta nel profilo: il tecnico ha riconosciuto che il giocatore è giovanissimo, ma ha ribadito che il livello del contesto è alto.

Nel quadro dei giovani, Fabregas ha citato anche Baturina, Caqueret e Da Cunha, indicando la necessità di continuare a lavorare, crescere e imparare tante dinamiche. Per la crescita futura, ha affermato che la società crede nel percorso di Lahdo e negli elementi emersi dal lavoro di scouting.

como e obiettivi europei: prudenza, partita dopo partita

Fabregas ha affrontato la questione delle competizioni europee con cautela. Alla domanda su un riferimento alla Champions, ha evitato di dare una risposta diretta, spiegando che quando Suwarso gli ha comunicato l’avere la squadra a disposizione, non sapeva se fossero già pronti.

Il tecnico ha poi insistito su una logica a breve termine: ragionare partita dopo partita. Ha chiarito che il mercato deve ancora completarsi e che non è possibile sapere dove si arriverà in corso d’opera, citando anche uno scenario legato alla Lazio e alla Coppa Italia, con l’esistenza di una possibilità concreta di rimanere fuori da certe posizioni in base agli esiti.

Per questo motivo Fabregas ha dichiarato di essere molto prudente e di preferire attendere le valutazioni finali, citando un riferimento alle pagelle dopo la gara con la Cremonese. Nel messaggio centrale, il tecnico ha ribadito comunque il progresso della squadra: una buona stagione, crescita dei ragazzi e speranza di compiere ulteriori passi.

psg-bayern e metodo: video, apprendimento e confronto sui dettagli

Fabregas ha parlato del confronto con il livello dei grandi club citando PSG–Bayern come riferimento per l’idea di applicare alcuni aspetti del gioco. Ha raccontato di aver fatto in giornata un video di 20 minuti rivolto a centrocampista e trequartista con attaccante per comparare quanto realizzato dal Como con le scelte di un modello ad alto livello.

Secondo quanto riportato, ai giocatori piace molto imparare e, in allenamento, alcune volte risultano più semplici di quanto ci si aspetti. Il tecnico ha ammesso la presenza dall’altra parte di giocatori top, ma ha ribadito un punto operativo: se non si prova e non si applica durante l’allenamento, diventa difficile ottenere i risultati richiesti in partita.

Nel metodo descritto, Fabregas ha posto l’attenzione sulla necessità di osservare il migliore, anche quando si allena un club “di paese”, come nel riferimento al Como. Ha concluso aggiungendo che esistono giocatori, individualmente, in grado di fare di più, e che tale sviluppo rientra nel lavoro quotidiano del tecnico e dello staff.

figure citate nelle dichiarazioni

  • Cesc Fabregas
  • Antonio Conte
  • Sergi Roberto
  • Vojvoda
  • Addai
  • Arteta
  • Lorena
  • Iovine
  • Cassetti
  • Reina
  • Lahdo
  • Da Cunha
  • Kuhn
  • Baturina
  • Caqueret
  • Suwarso
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Categorie: CalcioSerie A

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