Conte tra Napoli e Nazionale e VAR: Mondiale bisogna imparare e sul ct dell’Italia

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Conte tra Napoli e Nazionale e VAR:  Mondiale bisogna imparare e sul ct dell’Italia

Antonio Conte è tornato al centro dell’attenzione durante la serata della finale del Mondiale tra Spagna e Argentina negli studi di DAZN. A partire da un confronto diretto con Diletta Leotta, l’ex tecnico di Napoli e della Nazionale ha toccato temi decisivi: futuro personale, esperienza con il Napoli, passaggio tecnico ad Allegri, confronto con la VAR, analisi sul mancato impiego di Lautaro Martinez e lettura del percorso spagnolo guidato da Luis de la Fuente.

antonio conte e il futuro: serenità dopo l’addio al napoli

Alla domanda su quanto possa mancare alla carriera da allenatore, Conte ha presentato questa fase con atteggiamento sereno. Ha chiarito di non sapere ancora quanto a lungo resterà lontano dal lavoro in panchina, ma ha ribadito la propria tranquillità rispetto alla decisione maturata dopo l’esperienza con il Napoli. Il messaggio è stato improntato alla consapevolezza della scelta effettuata, senza alimentare ansie.

«Non lo so quanto resisterò. Ma sono molto sereno, so di aver preso la decisione che sentivo di prendere. Sono molto sereno, poi vedremo il futuro cosa riserva ma senza particolari assilli».

antonio conte e napoli: messaggio ad allegri

Il confronto si è poi spostato sul Napoli, tema reso inevitabile dall’arrivo in panchina di Massimiliano Allegri, che aveva parlato della “fortuna” di ereditare una squadra allenata in precedenza dallo stesso Conte. Conte ha risposto con parole di stima verso Allegri e verso il Napoli, ricordando l’impatto emotivo dell’esperienza, ma sottolineando anche l’importanza di decisioni prese con lucidità e non guidate dai sentimenti.

«Belle parole. Spero vada tutto bene per Max e per il Napoli soprattutto. È stata un’esperienza bellissima, la porto dentro al mio cuore. Ma come ho sempre detto non si può ragionare con il cuore e le decisioni si prendono con la testa e si deve ragionare bene sul futuro su cosa è meglio mettendo i sentimenti da parte».

conte nazionale: scelta condivisa nella nuova struttura

Prima della finale, Conte aveva affrontato anche la questione legata alla possibilità di un ruolo nella Nazionale. In quella prospettiva, ha ribadito di non essere stato contattato e ha collegato l’organizzazione a una logica di scelta condivisa, nell’ambito della struttura guidata da Giovanni Malagò e Paolo Maldini.

«Nazionale? Sono già stato Ct ed è stata sicuramente una bellissima esperienza. Se sono stato contattato? No. Penso siano state messe persone di valore a capo della struttura. Malagò lo conosciamo tutti, una figura di spessore. Paolo Maldini non poteva rimanere fuori dal calcio, per me è stato il difensore più forte italiano ma anche da dirigente ha fatto molto bene. Quello che posso dire è che la cosa più importante è che ci sia condivisione nella scelta, che si sposi questa scelta senza se e senza ma. È la prerogativa per costruire qualcosa di più importante».

conte var: differenze tra mondiali e serie a e impatto della tecnologia

Uno dei passaggi più rilevanti riguarda l’arbitraggio e, in particolare, il VAR. Conte ha indicato una differenza netta tra la gestione vista al Mondiale e quella a cui si assiste in Italia, richiamando l’esempio dell’annullamento di un gol nella finale, attribuendolo a una verifica intervenuta in tempi rapidi.

var al mondiale: decisioni rapide e gestione più fluida

Conte ha descritto l’esperienza al Mondiale come chiara e priva di problemi sostanziali, aggiungendo di aver chiesto conto di tale impostazione. Nel suo racconto, la tecnologia è stata presentata come uno strumento efficace quando viene applicato correttamente e con tempi adeguati.

«È stato lampante. Al Mondiale il VAR ha funzionato senza problemi e chiedevo a Marelli (esperto arbitrale di DAZN che il tecnico ha incontrato negli studi durante la sua partecipazione al tavolo dei commenti per la finale della Coppa del Mondo.ndr) perché in Italia non è così».

arbitraggi in serie a: attese, interpretazioni e obiettivo di maggiore tranquillità

Conte ha collegato le difficoltà italiane alla necessità di fermarsi a ogni situazione, con ritmi che possono diventare troppo lunghi e incidere sul flusso della gara. Al confronto, ha rimarcato che al Mondiale sono state prese scelte rapide, sperando che il campionato italiano possa trarre insegnamenti positivi. Ha anche evidenziato l’importanza di un impiego del VAR che rispetti interpretazioni coerenti e procedure veloci, con l’idea che ciò possa rendere tutto più stabile per arbitri, squadre e pubblico.

«Chiedevo perché in Italia diventa veramente difficile, bisogna fermarsi ad ogni situazione uno-due minuti. Al Mondiale hanno preso decisioni velocissime e spero che da questo Mondiale il campionato possa prendere qualcosa di positivo. Inutile negarlo, non rimaniamo contenti di tante situazioni che accadono. Di come si impiega il VAR, dalle interpretazioni che vengono date. Questo torneo ha dato l’esempio, la tecnologia aiuta, deve essere usata in maniera corretta e veloce e tutti siamo più tranquilli. Gli arbitri del Mondiale sono stati bravissimi. Anche l’annullamento del gol di Torres è arrivato in pochi secondi. In Italia avremmo aspettato minuti e comunque ci sarebbero stati problemi. Invece il gol è stato annullato in pochi secondi».

conte e lautaro martinez: il rimpianto dopo la finale dell’argentina

Nel commento sulla finale, Conte ha posto l’attenzione su un punto specifico: il mancato utilizzo di Lautaro Martinez. Secondo l’ex allenatore, l’attaccante avrebbe potuto essere determinante nei momenti di maggiore intensità, in particolare nei supplementari, mentre gli episodi avrebbero complicato le scelte di Lionel Scaloni.

l’espulsione e l’equilibrio dei cambi nella lettura di conte

Conte ha affermato che, nella sua idea, Lautaro avrebbe potuto essere inserito nei supplementari. Nel racconto, l’espulsione rimediata da Fernandez nel finale del secondo tempo ha alterato il piano, poi un infortunio e l’impiego dell’ultimo cambio hanno reso difficile completare la strategia immaginata.

«Lautaro Martinez sarebbe servito. Sicuramente l’espulsione rimediata da Fernandez nel finale del secondo tempo ha complicato i piani di Scaloni. Nella mia idea avrebbe voluto far giocare Lautaro nei supplementari. Ma poi c’è stato un infortunio e si è giocato l’ultimo cambio. Dispiace perché Lautaro era in ottime condizioni psico-fisiche e poteva dare una mano».

infortuni e gestione della fase: argentina non fortunata e atteggiamento giudicato remissivo

Conte ha aggiunto che l’Argentina non ha beneficiato di una buona sorte, citando due infortuni rilevanti: quello di Martinez e quello di Romero. Da qui l’idea che i piani del CT siano stati compromessi e l’osservazione finale sulla gestione tattica, con la convinzione che la squadra sia apparsa troppo remissiva, soprattutto dopo aver trovato un divario.

«Diciamo che non è stata neanche fortunata l’Argentina perché ha avuto due infortuni importanti, quello di Martinez e quello di Romero e sono un po’ andati all’aria i piani del CT. In ogni caso l’Argentina è stato un po’ troppo remissiva. Non c’è motivo di rimanere in dieci, vai sotto e crei due occasioni lì quando prima non hai tirato in porta prima».

conte esalta la spagna di de la fuente: cantera, filiera e continuità

La chiusura del confronto si concentra sulla Spagna e su Luis de la Fuente. Conte ha descritto un percorso costruito “per gradi”, con un legame tra lavoro nelle giovanili e approdo alla guida della Nazionale. Nella sua analisi, questa impostazione offre basi solide per continuità e per una struttura tecnica riconoscibile.

Conte ha contrapposto la direzione spagnola a un percorso diverso per l’allenatore argentino, ricordando che Scaloni non ha seguito un itinerario analogo e che il passaggio alla prima squadra è avvenuto in modo differente. Secondo Conte, per guidare una Nazionale servono capacità di sintesi e trasmissione delle idee in tempi molto brevi, mentre la Spagna può contare su una cantera e su una filiera che mantiene coerenza tra i livelli e garantisce disponibilità di giocatori.

«De La Fuente è arrivato a fare il CT della Nazionale per gradi, parte dalle giovanili. Scaloni non ha un percorso particolare: è il secondo di Sampaoli e viene promosso in prima squadra. L’allenatore di una Nazionale deve avere dei requisiti: non hai tanto tempo per allenare, devi sintetizzare in pochissimo tempo le tue idee e devi essere capace di trasmetterle. La Spagna è avvantaggiata perché ha una cantera, una filiera, giocano tutti sotto una determinata struttura e oggi ha giocatori bravi. Deve preoccupare che sono giocatori bravi e giovani. Tranne Rodri sono tutti giocatori che ci ritroveremo a lungo contro. Le altre Nazionali si devono preoccupare perché la Spagna ha un percorso davanti».

figure citate durante il confronto

  • Antonio Conte
  • Diletta Leotta
  • Massimiliano Allegri
  • Giovanni Malagò
  • Paolo Maldini
  • Luis de la Fuente
  • Lionel Scaloni
  • Ferran Torres
  • Fernandez
  • Lautaro Martinez
  • Romero
  • Rodri
  • Marelli
Antonio Conte, ex allenatore del Napoli

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