Controlli antidoping al tour de france di notte: perché succede e cosa cercano i giudici e le parole UCI

• Pubblicato il • 3 min
Controlli antidoping al tour de france di notte: perché succede e cosa cercano i giudici e le parole UCI

Il Tour de France 2026 torna al centro dell’attenzione non per la sola azione in corsa, ma per le modalità con cui vengono svolti i controlli antidoping. Le verifiche sarebbero state effettuate durante la notte, in orari non abituali, generando discussioni e sollevando interrogativi sulla scelta dei tempi e sugli obiettivi delle procedure.

controlli antidoping notturni al tour de france 2026

Secondo quanto riportato, i controlli avrebbero avuto luogo nel cuore della notte e nelle prime ore del mattino, con un impatto potenzialmente maggiore su riposo e recupero dei corridori. Jonas Vingegaard, indicato come danese, avrebbe ricevuto la visita intorno alle due di notte tra sabato e domenica, per poi prendere parte alla tappa poche ore più tardi e rimediale una frattura della clavicola. In seguito, il secondo in classifica avrebbe effettuato il ritiro dalla corsa.

Tadej Pogacar, atleta indicato come sloveno, sarebbe stato svegliato alle cinque del mattino. Le verifiche notturne avrebbero coinvolto anche altri big, tra cui il belga Remco Evenepoel e il francese Paul Seixas. Nel caso del corridore francese sarebbe emersa una polemica legata alla gestione della comunicazione: per quanto riportato, l’intervento non si sarebbe svolto mentre il transalpino era a letto, ma in serata.

risposta uci su orari e motivazioni dei test notturni

L’Unione Ciclistica Internazionale ha preso posizione, spiegando il quadro operativo. La gestione dell’antidoping sarebbe affidata alla ITA (agenzia indipendente) a partire dal 2021. Nel comunicato, l’UCI riconosce che l’esecuzione dei controlli fuori dagli orari ordinari può incidere sul benessere degli atleti, sottolineando al tempo stesso la funzione strategica di tali verifiche.

Secondo la nota diffusa dall’organismo: i test notturni possono compromettere riposo e recupero; i controlli sarebbero considerati misura eccezionale, adottata solo in circostanze limitate e giustificate. L’UCI ribadisce che, nonostante la complessità operativa per i corridori, i controlli perseguono un obiettivo ritenuto centrale: contrastare il doping.

investimenti uci e supporto itа per l’antidoping

Nel prosieguo del comunicato viene indicata anche una dimensione economica del sistema antidoping. Ogni anno sarebbero investiti più di 10 milioni di euro per la raccolta, le analisi e le rianalisi dei campioni, oltre alla raccolta di informazioni legate agli eventi soggetti al quadro regolatorio dell’UCI, includendo il Tour de France.

L’UCI afferma che questo investimento rappresenta la determinazione a proteggere i corridori che rispettano le regole e a rafforzare lo strumento di contrasto verso chi viola le norme. L’organismo dichiara inoltre che continuerà a sostenere l’ITA nell’adempimento della missione, con pieno rispetto dell’indipendenza dell’agenzia, orientata a uno sport ciclistico più pulito e credibile.

perché i controlli antidoping avvengono di notte

La domanda principale riguarda la finalità degli interventi nel periodo notturno. La spiegazione riportata rimanda alla ricerca delle cosiddette microdosi di sostanze vietate. L’idea alla base sarebbe che la rintracciabilità nell’organismo possa essere limitata a poche ore, rendendo i controlli svolti al mattino o subito dopo la tappa potenzialmente insufficienti.

Nel dettaglio, le microdosi considerate riguarderebbero testosterone, il fattore di crescita IFG-1, Epo, oltre a emoglobine naturali non umane. La scelta dei tempi notturni risulterebbe inoltre autorizzata da un giudice, secondo quanto indicato, nel rispetto della legislazione francese.

atleti citati

  • Jonas Vingegaard
  • Tadej Pogacar
  • Remco Evenepoel
  • Paul Seixas
  • Mohoric
Tour de France

Per te