Criscitiello attacca gravina in diretta tv: accuse durissime al presidente figc
La recente eliminazione dell’Italia dai playoff dei Mondiali ha acceso un duro scontro verbale nel calcio italiano. Michele Criscitiello, direttore di Sportitalia, è intervenuto in diretta tv concentrandosi sulla figura di Gabriele Gravina e sul funzionamento del sistema federale, trasformando il commento sportivo in un’accusa netta contro chi, a suo avviso, ha contribuito a un progressivo declino del movimento.
Criscitiello attacca Gravina dopo l’eliminazione dell’Italia
Le dichiarazioni di Criscitiello sono arrivate subito dopo l’uscita dell’Italia dai playoff Mondiali. Al centro del suo intervento è finita la figura del presidente della FIGC, Gabriele Gravina, con un passaggio iniziale che separa la valutazione personale dall’accusa sul lavoro svolto: viene detto che non si ha nulla contro la persona, descritta come persona eccezionale, ma al contempo viene contestata l’azione ritenuta responsabile della “morte” del calcio italiano.
Nel discorso, Criscitiello afferma che Gravina viene considerato simpaticissimo e una persona d’oro, oltre a essere definito un grande imprenditore. Nonostante ciò, l’accusa si sposta sul merito politico e organizzativo: deve “vergognarsi” perché, secondo la sua ricostruzione, avrebbe ammazzato il calcio italiano, non soltanto in quel singolo frangente, ma da anni. In parallelo, viene rivolta una critica anche alla Federazione, indicata come complice di scelte orientate a tornaconti personali.
la guerra al calcio italiano e la richiesta di confronto pubblico
Criscitiello usa un linguaggio volutamente diretto per chiarire la natura della propria battaglia, definendola “guerra” non basata su amicizie o su simpatie e antipatie. Nel suo ragionamento, la necessità non sarebbe quella di colpire l’individuo per ragioni personali, ma di conoscere “il calcio italiano” e i “personaggi”, collegando le responsabilità a una filiera di figure interne.
Il contenuto prosegue con un’affermazione sulla continuità nel tempo: viene sostenuto che la voce di chi critica non sia mai stata davvero zittita e che la chiusura della bocca non avverrà. Il punto culminante, inoltre, include l’idea di un confronto davanti alle istituzioni, con l’invito a portare la questione in tribunale e a vederla davanti a un giudice, ponendo la necessità di verità come elemento centrale.
calcio italiano “morto da dieci anni”: il riferimento al 2006
Secondo le parole pronunciate in diretta, la crisi non sarebbe legata alla singola eliminazione sportiva. Criscitiello afferma che la morte del calcio italiano sarebbe avvenuta già da dieci anni e individua un fermo preciso: “Si è fermato nel 2006”. Da qui deriva l’argomentazione secondo cui non ci sarebbe stata un’evoluzione, con conseguenze che, nella sua ricostruzione, investirebbero l’intero sistema.
settori giovanili e impatto sui campionati
Nel suo intervento vengono citati i settori giovanili come uno dei punti di pressione: vengono indicati come responsabili del crollo dei campionati di livello minore e intermedio. Criscitiello sostiene che con i settori giovanili siano stati “ammazzati” i tornei di Serie D, Serie C e Serie B, fino a includere anche Serie A. Il quadro presentato non viene limitato a un episodio recente, ma viene descritto come un processo di degradazione che avrebbe coinvolto più categorie.
accuse sul declino complessivo: “non abbiamo neanche toccato il fondo”
Criscitiello ribadisce che quanto accaduto non sarebbe il punto più basso. L’intervento contiene l’affermazione secondo cui non si sarebbe neanche toccato il fondo. Il riferimento storico evocato riguarda un momento precedente, associato alla vicenda del nome di Adriano Galliani indicato come nuovo presidente della FIGC all’età di 81 anni. In questo passaggio, viene detto che quel caso rappresentava un livello di squallore già considerato estremo.
chi deve intervenire: rivoluzione e gestione immediata
Le conclusioni del commento si concentrano sulla necessità di un cambio operativo immediato. Secondo Criscitiello, serve una figura che domattina prenda in mano la situazione e realizzi una rivoluzione, con l’obiettivo di invertire la traiettoria del calcio italiano. L’idea viene presentata come urgente, in linea con l’interpretazione complessiva del declino descritta nel corso dell’intervento.
figure citate nell’intervento di Criscitiello
- Michele Criscitiello
- Gabriele Gravina
- Brunelli
- Valentini
- Adriano Galliani
