Di canio lewandowski a 38 anni in serie a mi ricorda i calciatori di c dopo il ritiro a roma
Paolo Di Canio, ex calciatore e opinionista televisivo, ha acceso i riflettori sullo stato del calcio europeo e sulle difficoltà del movimento italiano. Nella lunga intervista rilasciata a Repubblica, i temi principali ruotano attorno all’eccezionale spettacolo di PSG-Bayern in Champions League e a una crisi d’identità che, a suo avviso, sta investendo la Serie A. Il confronto con le big internazionali diventa così il punto di partenza per una lettura severa del momento attuale e delle abitudini di calciomercato, con uno sguardo particolare anche al possibile arrivo di Robert Lewandowski in Italia.
psg-bayern champions league: lo spettacolo che esalta di canio
Al centro dell’analisi c’è il match che ha messo in evidenza l’alto livello raggiunto dal calcio europeo contemporaneo. Di Canio esprime stupore per l’intensità e per la qualità mostrata in campo nello scontro al vertice tra PSG e Bayern Monaco. Le sue parole sottolineano come la partita di Parigi lo abbia colpito non solo per l’impatto immediato, ma anche per la capacità di rimanere impressa nel tempo.
La descrizione punta su dettagli concreti e ritmi elevati: corse palla al piede su distanze importanti, scelte offensive rapide che cambiano velocità e direzione, e un controllo che l’opinionista considera totale. Di Canio arriva a paragonare lo spettacolo a un film: “è stato uro cinema”, associando l’idea di creature potenti e agili a un match pieno di sorprese. Il riferimento a Godzilla contro King Kong sintetizza l’idea di uno scontro senza calcoli, in cui le dinamiche cambiano continuamente.
mentalità italiana e difesa: critica all’impostazione “anni settanta”
Dopo lo show offensivo visto nella competizione europea, in Italia sono emerse critiche rivolte ai reparti arretrati, considerati troppo vulnerabili. Di Canio respinge l’impostazione che, a suo modo di vedere, riprende un lessico ormai datato: “Difensori sotto accusa? Ma che dovevano fare?”. L’opinionista contesta l’idea secondo cui la questione sia riconducibile soltanto a responsabilità difensive, sostenendo che si tratti di una lettura ancorata a un passato ormai superato.
Secondo Di Canio, il divario con le big straniere è evidente e rende il ragionamento poco credibile. Ricorda, infatti, risultati pesanti che coinvolgerebbero formazioni italiane contro squadre di livello internazionale: il Bayern capace di segnare 10 gol in due partite all’Atalanta e il PSG in grado di rifilare cinque reti all’Inter. La conclusione è netta: l’opinionista lega queste dinamiche a un sentimento di invidia verso il rendimento delle avversarie, più che a una diagnosi tecnica fondata.
declino tecnico della serie a e mercato: il nodo Lewandowski
Nel prosieguo del ragionamento, il focus si sposta sulla tenuta tecnica della Serie A e sulle abitudini di calciomercato dei club italiani. Di Canio esprime una posizione critica verso la logica di accogliere stelle straniere percepite come ormai prossime alla fase finale della carriera. Il passaggio centrale riguarda la prospettiva legata a Robert Lewandowski e all’idea che un nome di grande richiamo possa rappresentare un segnale di rilancio, senza però garantire lo stesso impatto storico che il campionato aveva in passato.
La valutazione dell’opinionista collega il presente a un cambiamento di prospettiva: si citano esaltazioni per Lukaku e Leao, con l’attenzione che poi si sposta su Lewandowski a 38 anni. Di Canio utilizza un paragone legato a ricordi personali legati al calcio di base, descrivendo l’immagine di calciatori di categorie inferiori che, dopo il ritiro, avrebbero continuato a giocare in contesti locali. Da quel punto di vista, la percezione diventa “l’inizio della fine”: un ciclo che segna la perdita del ruolo centrale del calcio italiano nel panorama europeo.
Il confronto con il passato viene ulteriormente rafforzato da un passaggio storico: negli anni Novanta i Palloni d’Oro si vincevano giocando in Serie A. In chiusura, l’opinionista afferma l’esistenza di una discesa dall’eccellenza, sostenendo che il campionato italiano sia scivolato fuori dal grande calcio, in un contesto in cui la qualità e l’impatto delle proposte non avrebbero più lo stesso peso.
personaggi citati
- Paolo Di Canio
- Robert Lewandowski
- Lukaku
- Leao
