Ds ludi como a tutto tondo scudetto oggi utopico ma puntiamo all’eccellenza
Il Como vive un momento di crescita e ambizione costante, raccontato con precisione dal direttore sportivo Carlaberto Ludi. Ai microfoni di Radio Radio sono state affrontate le scelte di mercato, l’equilibrio tra progetto e limiti strutturali, fino alle prospettive legate a Champions, Coppa Italia e ai traguardi raggiunti sul campo, con uno sguardo orientato al futuro e al metodo di valorizzazione dei giovani.
Fabregas e la “luna di miele” al Como: risorse e allineamento
Ludi ha escluso timori immediati sul destino di Fabregas, sottolineando una fase di allineamento totale tra le ambizioni del giocatore e quelle del club. Secondo il direttore sportivo, il Como sta mettendo a disposizione risorse crescenti per consentire un lavoro ottimale. L’idea di separazione viene collegata solo a circostanze straordinarie sul mercato, che al momento non sembrano all’orizzonte.
Nico Paz: serenità per il presente e leve europee per il futuro
Sulla situazione di Nico Paz, Ludi ha spiegato che la volontà degli altri club non è controllabile, ma la percezione attuale è di felicità reciproca. La presenza di competizioni europee viene indicata come un possibile fattore capace di agevolare la permanenza. Il direttore sportivo ha inoltre descritto l’ambiente del Como come ideale per i giovani, con un contesto accogliente, ambizioso e orientato al miglioramento. L’eventualità di una partenza resta considerata come possibile in una fase successiva, pur senza emergere segnali concreti nel presente.
Orgoglio del percorso e crescita quotidiana del progetto
Uno dei passaggi centrali riguarda l’evoluzione del Como rispetto alle aspettative iniziali. Ludi ha ricordato che già ad agosto il risultato non poteva essere previsto e che oggi il percorso rappresenta un obiettivo al tempo stesso costruito e sognato. Il lavoro in estate e nel quotidiano viene descritto come determinante per crescere e migliorare la squadra, con la convinzione di partire da un valore tecnico importante e da un allenatore capace di valorizzare i ragazzi.
Il direttore sportivo ha parlato di un momento che porta a immaginare scenari importanti, con il quarto posto evocato come traguardo in crescita, pur in presenza di molta strada ancora da percorrere.
Perché ci sono “pochi italiani in rosa”: dinamiche finanziarie e processo di scouting
Ludi ha affrontato il tema dei pochi italiani nel gruppo con un ragionamento più articolato rispetto alle sole scelte di mercato. Vengono richiamati fattori di natura finanziaria, con regole interne che limitano gli investimenti, e una componente metodologica. Nel confronto con il modello spagnolo, viene evidenziata una maggiore affinità dei giocatori con il calcio proposto dal Como. C’è poi una dimensione di processo: i giovani presi dal club, indicati nelle classi 2004-2005, all’estero risultano spesso già inseriti come titolari in prima squadra, mentre in Italia questo passaggio viene considerato più difficoltoso.
La proprietà, secondo Ludi, mantiene un grande rispetto per il contesto italiano. L’obiettivo dichiarato è investire con decisione nel settore giovanile, così da costruire in futuro calciatori pronti e già integrati nel metodo del club.
Corsa Champions: nessun paragone, l’arma è l’allenatore
Per la corsa verso la Champions, Ludi ha scelto di evitare confronti diretti con altre formazioni, definendo tutte le rivali come squadre molto pericolose. Il Como, a suo avviso, dispone di un elemento aggiuntivo: l’allenatore. La competenza e la sicurezza con cui sta gestendo questa fase vengono descritte come il valore di un tecnico “navigato”. Pur riconoscendo l’esistenza di molte partite da giocare, il direttore sportivo attribuisce all’allenatore un ruolo di valore aggiunto nel percorso.
Fair play finanziario: aumento dei ricavi e crescita della credibilità
In tema di Fair Play Finanziario, Ludi ha presentato il quadro come coerente con le dinamiche del calcio moderno: dopo grandi investimenti, arriva la necessità di aumentare i ricavi per rispettare le regole. Il club non sarebbe preoccupato, anche perché il livello tecnico è stato alzato e la cultura organizzativa risulta rafforzata. La credibilità del Como viene indicata come cresciuta, con la convinzione che tali requisiti non limiteranno le ambizioni future.
Quarto posto o Coppa Italia: traguardi storici e obiettivo di vincere tutto
Ludi ha definito quarto posto e Coppa Italia come due traguardi storici. Il progetto attuale viene legato a una squadra giovane, con desiderio di lavorare e giocare. L’obiettivo operativo resta vincere tutte le partite, pur riconoscendo che non sarà possibile sempre raggiungere lo stesso risultato. Il club, secondo quanto dichiarato, intende comunque fare il massimo per arrivare fino in fondo in entrambe le competizioni.
Como da “scudetto”: ambizione, mentalità da grande club e futuro nel lavoro
Alla domanda su una possibile mentalità da “scudetto”, Ludi ha chiarito che parlarne oggi può risultare quasi utopico. Allo stesso tempo, il Como si considera già grande nell’ambizione e nel lavoro. Il percorso punta all’eccellenza con una mentalità da grande club, cercando di diventare un progetto diverso e esclusivo. Per il futuro, la variabile principale viene indicata nel lavoro: la capacità di migliorarsi attraverso una crescita continua e la volontà di rendere il progetto sempre più solido.
personaggi citati
- Carlaberto Ludi
- Fabregas
- Nico Paz
