E’ morto Piero Fusaro, ex presidente Ferrari: aveva 88 anni
A 88 anni si è spento Piero Fusaro, figura legata con continuità al mondo dell’automobile e al Cavallino. La sua scomparsa è arrivata dopo una lunga malattia che lo ha progressivamente debilitato, lasciando dietro di sé una storia fatta di incarichi industriali e di momenti decisivi dentro e fuori dalla scuderia. Torinese, avrebbe compiuto gli anni il 29 marzo, ma non ha fatto in tempo.
La memoria pubblica di Fusaro resta anche intrecciata a un cruccio specifico: l’idea di essere associato a ciò che, secondo la ricostruzione legata alla vicenda, avrebbe impedito ad Ayrton Senna di arrivare alla Ferrari per la stagione 1991 su una monoposto rossa.
piero fusaro e il cruccio su senna e la ferrari nel 1991
Nel racconto che circonda la sua uscita di scena, emerge il nodo più noto: la mancata realizzazione del progetto che avrebbe dovuto portare Ayrton Senna a correre con la Ferrari nel campionato 1991. La figura di Fusaro viene richiamata proprio in relazione all’ostacolo che avrebbe impedito al brasiliano di coronare quel sogno.
La circostanza viene messa in evidenza anche attraverso quanto sostenuto da Cesare Fiorio, che afferma con forza che sarebbe stato proprio Fusaro, allora presidente del Cavallino, a informare Alain Prost del fatto che il direttore sportivo avesse sottoscritto un precontratto con il campione brasiliano. A detta di Fiorio, ciò avrebbe portato Prost a muoversi con urgenza affinché la trattativa non andasse a buon fine.
l’effetto domino della vicenda: mclaren, ferrari e prost
Il risultato della controversia, secondo la ricostruzione presente, fu netto e senza margini di recupero. Le conseguenze colpirono tutti i soggetti coinvolti:
- Senna rimase alla McLaren.
- Fiorio lasciò la Ferrari.
- Prost, poco dopo, venne cacciato dal Cavallino.
La narrazione sottolinea inoltre che, nel disegno complessivo degli eventi, anche Fusaro finì per pagare un prezzo, restando in attesa che la presidenza si rendesse disponibile, in vista dell’arrivo di Luca di Montezemolo.
piero fusaro: formazione e percorso industriale tra fiat e maranello
Il destino dell’Ingegnere viene descritto come strettamente collegato alle automobili, anche se la sua preparazione accademica si svolse attraverso il Politecnico di Torino, laureandosi in ingegneria elettrotecnica. Il suo ingresso nel settore maturò nel tempo: nel 1963 entrò alla FIAT e cominciò una carriera che lo portò a ricoprire ruoli sempre più rilevanti.
Nel 1970 divenne direttore dello Stabilimento di Sulmona, per poi dare vita alla fabbrica di Firenze. Successivamente, nel 1975, il suo percorso lo portò a Maranello, chiamato da Enzo Ferrari che gli affidò la Direzione Generale del Cavallino.
il rapporto con enzo ferrari: amicizia e riconoscimento
Nel periodo di collaborazione, Fusaro ricordava il rapporto con il Commendatore attraverso parole che mettono in evidenza il valore umano oltre che professionale. Venivano sottolineati anni definiti “entusiasmanti e formativi” e una relazione descritta come paterna: per Fusaro, Enzo Ferrari sarebbe stato come un padre, mentre lui stesso avrebbe inteso di rappresentare, senza presunzione, la figura di un figlio nel legame.
Un passaggio specifico riguarda anche il modo con cui venivano interpretati i gesti: Fusaro sostiene che Enzo Ferrari faceva regali magnifici e costosissimi ad altri, mentre nei suoi confronti non avrebbe mai fatto un dono. In più occasioni, secondo il racconto, Enzo Ferrari avrebbe chiarito che a Fusaro non faceva regali perché gli offriva la propria amicizia.
incarichi tra seat, comitato di fiat auto e alfa romeo
La carriera di Fusaro prosegue con ruoli di alta responsabilità anche fuori dall’ambito strettamente ferrarese. Nel 1979 viene indicato come Amministratore Delegato di Seat in Spagna. Nel 1985 entra invece nel Comitato Direttivo di FIAT Auto.
Con l’acquisizione di Alfa Romeo, Fusaro viene indicato come Amministratore Delegato e Presidente nel nuovo assetto societario, consolidando la sua presenza ai vertici della gestione industriale.
la chiamata alla presidenza di ferrari dopo la scomparsa di enzo ferrari
Nel 1998, dopo la scomparsa di Enzo Ferrari, Fusaro riceve una telefonata dall’avvocato Agnelli. Nella comunicazione, viene riportato che Ferrari avrebbe sempre sostenuto che Fusaro ne sarebbe stato il successore, e che quindi avrebbe dovuto assumere l’incarico di Presidente.
ruolo dirigenziale oltre il cavallino e guida di anfia
La descrizione della personalità lavorativa evidenzia Fusaro come uomo d’azienda e manager preparato, oltre che sensibile nei rapporti umani. Dopo l’uscita dal Cavallino, viene indicata un’ulteriore nomina: presidente dell’ANFIA nel 1992.
figure chiave citate nella ricostruzione
La vicenda e il quadro professionale riportato coinvolgono diverse personalità:
- Piero Fusaro
- Ayrton Senna
- Cesare Fiorio
- Alain Prost
- Luca di Montezemolo
- Enzo Ferrari
- Avvocato Agnelli
