Eiezioni figc, malagò favorito su abete per il dopo gravina: cosa sapere sul giorno della scelta

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Eiezioni figc, malagò favorito su abete per il dopo gravina: cosa sapere sul giorno della scelta

Il calcio italiano si ritrova oggi in una fase decisiva: l’elezione del nuovo presidente FIGC segna un passaggio delicato per il futuro del movimento. L’assemblea si svolge all’Hotel Cavalieri Waldorf Astoria di Roma, chiamando i delegati a scegliere il successore di Gabriele Gravina, dopo un percorso che ha mostrato difficoltà nel trasformare l’ampia compattezza politica in riforme strutturali.

La giornata assume un peso particolare perché arrivata dopo una stagione di fermate e ripensamenti, con ipotesi di modifica dei format che non hanno preso forma e un contesto alimentato da veti, interessi di parte e ostacoli politici. L’equilibrio raggiunto nel voto di febbraio 2025, pari al 98,7% dei consensi, non si è tradotto in interventi organici capaci di riordinare in modo coerente i rapporti tra Serie A, categorie professionistiche, dilettanti e settore tecnico.

elezioni figc, il giorno della scelta a roma

La sede delle operazioni è l’Hotel Cavalieri Waldorf Astoria di Roma, dove si consumano le votazioni per la guida della Federazione. Le informazioni ricostruite indicano che, rispetto a una fase in cui il sistema avrebbe potuto avviare una riforma complessiva, sono trascorsi 504 giorni senza l’attivazione di un cambiamento strutturale capace di tenere insieme l’intero ecosistema del calcio.

Il cammino della presidenza Gravina si è chiuso anche per l’accelerazione di eventi sportivi e per l’inasprirsi di contrasti interni. In questo scenario, viene richiamato il ko in Bosnia come punto di svolta che ha anticipato la fine del percorso. Gravina ha spiegato di essersi percepito “bersaglio” dell’azione del governo e di essersi dimesso perché non avrebbe potuto continuare un “braccio di ferro” finalizzato alla difesa di una posizione personale.

elezioni figc, malagò favorito su abete per il dopo gravina

La sfida odierna mette in evidenza un assetto competitivo nettamente orientato: Giovanni Malagò risulta favorito su Giancarlo Abete per la presidenza FIGC. La competizione viene descritta come impostata in modo corretto, senza attacchi personali. Malagò costruisce la propria candidatura attraverso un lavoro di contatti sviluppato nel tempo, mentre Abete punta a rappresentare soprattutto la sensibilità della lnd e del mondo dilettantistico, evitando di lasciare spazio alla spinta della serie a.

Sul piano dei consensi, Malagò può contare su un’ampia base: 19 club di serie a su 20, l’intera serie b, l’assoallenatori e il blocco dei calciatori. L’ago della bilancia viene individuato nella lega pro, con Matteo Marani che avrebbe lasciato libertà di voto ai delegati, sintetizzata nella formula “votate liberi”.

Le previsioni riportate collegano Malagò a una quota prossima al 70% dei consensi: una soglia che renderebbe la vittoria un risultato particolarmente significativo sul piano politico.

elezioni figc, come si vota per il nuovo presidente

Le operazioni di voto coinvolgono 273 dirigenti. La giornata prevede l’avvio dei lavori alle 11 in seconda convocazione. La preferenza verrà espressa con scrutinio segreto attraverso voto elettronico.

Per l’elezione è richiesto il raggiungimento della metà più uno dei voti validi. Considerata la presenza di due candidati, l’elezione potrebbe avvenire già al primo scrutinio. Nel calcolo complessivo, il peso dei voti ponderati risulta pari a 516.

In seconda convocazione, l’assemblea è valida con la presenza di almeno il 35% dei delegati, corrispondente a 96 votanti.

elezioni figc, programmi e priorità del nuovo corso

La prospettiva programmatica si concentra su più direttrici. Al centro risultano investimenti sui giovani, il rilancio della nazionale dopo i flop mondiali, il ritorno nel sistema delle risorse generate dal calcio, la riforma del settore arbitrale, infrastrutture e una ripartizione più efficace dei fondi.

La differenza principale tra i due candidati riguarda il ruolo attribuito alle diverse componenti. Malagò, sostenuto dalla serie a, descrive la massima lega come il motore del sistema, un asset industriale fondamentale e un brand globale. Abete, invece, pone l’accento sui rischi di un’autonomia rafforzata della serie a e sul crescente peso degli interessi dei singoli rispetto a una mediazione federale.

elezioni figc, priorità immediate: scelta del ct

La prima priorità indicata è la scelta del ct. Tra le ipotesi considerate come molto concrete con Malagò rientra il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina azzurra.

elezioni figc, consiglio federale e continuità organizzativa

Il consiglio federale, secondo le indicazioni fornite, resterà sostanzialmente lo stesso dell’ultima fase Gravina. Il cambiamento riguarderà soprattutto la figura che siederà al centro della sala Paolo Rossi.

Personalità coinvolte e nominativi citati:

  • Gabriele Gravina
  • Giovanni Malagò
  • Giancarlo Abete
  • Roberto Mancini
  • Matteo Marani
  • Paolo Rossi
Malagò 22 06
Malagò e Abete per calcio
Categorie: CalcioSerie A

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