F1 alonso costretto al ritiro per le vibrazioni: dopo 30 giri non sentiva più mani e piedi

• Pubblicato il • 6 min
F1 alonso costretto al ritiro per le vibrazioni: dopo 30 giri non sentiva più mani e piedi

Le vibrazioni generate dal motore Honda continuano a rappresentare un nodo critico per l’Aston Martin, con effetti concreti sia sulla componentistica sia sul livello di sopportazione da parte dei piloti. Dopo alcuni interventi iniziali già sperimentati in Australia, la problematica è riemersa con forza anche in Cina, arrivando a condizionare in modo diretto la guida e a portare diversi ritiri. Il quadro evidenzia un percorso di sviluppo ancora in salita, dove la priorità resta la riduzione dell’impatto trasmesso dal power unit attraverso il telaio.

vibrazioni Honda Aston Martin: il problema resta attivo e pericoloso

In Australia, la Casa giapponese e il team Aston Martin hanno introdotto alcune prime modifiche con l’obiettivo di ridurre le vibrazioni trasferite al telaio, fenomeno che si legava a danni alla batteria. Le indicazioni parlano di piccoli passi avanti, ma non di una risoluzione definitiva: l’impatto sulle prestazioni e soprattutto sul comfort dei piloti continua a essere determinante.

In Cina la situazione ha mostrato chiaramente la sua gravità. Fernando Alonso è stato costretto al ritiro dopo un numero di giri ridotto, quando i movimenti eccessivi all’interno dell’abitacolo hanno portato a una perdita di sensibilità. Secondo la ricostruzione fornita dall’asturiano, dopo circa venti giri ha iniziato a non percepire più mani e piedi con continuità, fino a dover intervenire durante la guida per recuperare sensibilità.

ritiro Alonso per dolore e perdita di sensibilità

Le vibrazioni sono state descritte come troppo intense anche nei momenti in cui il pilota tentava di rimanere in pieno controllo. Durante la corsa, in alcuni tratti Alonso ha dovuto togliere le mani dal volante con l’obiettivo di recuperare sensibilità, prima di rientrare ai box e concludere la gara anticipatamente per il dolore fisico.

Le parole riportate indicano un peggioramento progressivo: Alonso ha spiegato di essersi ritirato perché le vibrazioni del motore erano diverse e eccessive, e che intorno al 20° giro ha iniziato a perdere completamente la sensibilità alle mani e ai piedi. La diagnosi conferma che il problema non si è limitato a una fase isolata, ma si è aggravato man mano che la gara procedeva.

vibrazioni: impatto diretto sulla gestione gara e sulla strategia di guida

La rilevanza del problema non è stata presentata come limitata alla sola Power Unit. Adrian Newey, già in Australia, aveva fatto intendere come le vibrazioni anomale potessero riguardare anche i piloti, stimando che l’arco utile prima dell’insorgere di fastidi sarebbe stato poco oltre i venticinque giri. L’andamento descritto in Cina risulta coerente con quella lettura, con Alonso che, dopo una partenza buona, si è trovato comunque a lottare nelle retrovie prima di fermarsi.

pressione delle condizioni: dal giro 20 alla gestione degli arti

Dopo la gara, Alonso ha aggiunto che il livello di vibrazioni era molto alto e che tra il giro 20 e il 35 la difficoltà si è estesa fino al punto da rendere faticoso percepire mani e piedi. Il contesto competitivo rendeva la prosecuzione meno sensata: con il gruppo doppiato e nelle ultime posizioni, la prosecuzione non aveva molto senso.

carburante alto per smorzare le vibrazioni: limiti in gara

È stato inoltre ricordato che Honda aveva suggerito di circolare con un quantitativo elevato di carburante per attenuare le vibrazioni. La spiegazione operativa si collega a quanto accade nelle fasi di guida: mentre in qualifica si affronta una singola tornata con controllo del regime e poi si rallenta, in gara il motore è chiamato a salire di giri con continuità per sorpassi, manovre e ricariche. Di conseguenza, un’impostazione utile in condizioni differenti può diventare meno efficace quando l’intensità dei movimenti cresce.

sessioni di lavoro limitate: difficoltà nel replicare i ritmi di gara

Il monitoraggio del problema è reso ancora più complesso dai limiti operativi legati alle sessioni disponibili. Nelle prove libere, riferendosi alle simulazioni gara, si arriverebbe a coprire una decina di giri consecutivi soltanto in condizioni specifiche. In questo weekend, per molti partecipanti, non è stato possibile riprodurre con continuità quel numero di tornate, anche per via della disponibilità di una sola sessione prima delle qualifiche.

Nella Sprint, i passaggi hanno raggiunto il numero di 19, con un margine reale di respirazione favorito dalla presenza della Safety Car per diversi giri. In gara, invece, Alonso si è ritirato dopo 33 tornate, quando le vibrazioni avevano ormai raggiunto un livello descritto come non più sostenibile.

miglioramenti Honda: batteria meno esposta, comfort ancora insufficiente

Honda ha comunicato di aver introdotto miglioramenti nella gestione delle vibrazioni che in precedenza erano all’origine della rottura della batteria posizionata nel telaio. Gli interventi, però, non hanno impedito il perdurare del dolore e del disagio progressivo. Il quadro tecnico richiama una differenza importante: agire su risonanze localizzate nella zona specifica della scocca può essere diverso rispetto a intervenire in modo più ampio, poiché le vibrazioni continuano a trasmettersi attraverso volante e pedali.

gestione sistema migliorata ma problema di comfort persistente

Shintaro Orihara, responsabile di pista del progetto Honda, ha sottolineato che l’attenzione è stata rivolta alla gestione delle vibrazioni dal punto di vista del sistema, con risultati positivi su alcuni aspetti. Resta però un problema di comfort dei piloti, indicato come area chiave da migliorare in vista della prossima gara in Giappone.

scorte batterie e affidabilità: il rischio cresce con i ricambi limitati

La riduzione dei danni alla batteria è stata descritta come prioritaria anche per ragioni logistiche. Honda risulta a corto di ricambi e, pur arrivando nuove scorte a Suzuka, emerge il rischio di un accumulo di unità perse se, dopo poche centinaia di chilometri, le batterie iniziano già a mostrare problemi. In uno scenario simile, la quantità di batterie sostituite può superare quella disponibile.

Nel contempo, viene indicato che il motore in uso è rimasto lo stesso di Melbourne, senza modifiche, elemento che aiuta a comprendere su quale area abbiano lavorato i tecnici. L’evidenza però conferma che l’intervento non risulta ancora sufficiente. Una volta risolto compiutamente il problema delle vibrazioni, sarà possibile intervenire anche sulle performance, sfruttando le possibilità offerte dall’ADUO; resta la condizione di base: ritrovare affidabilità prima di puntare a ulteriori progressi.

In questa fase, l’affidabilità già dimostrata come obiettivo resta legata a quanto accaduto anche in ambito piloti: viene ricordato che oggi Lance Stroll è stato costretto al ritiro per un problema alla batteria. Questo elemento rafforza la necessità di un salto di qualità prima di concentrarsi su miglioramenti prestazionali più ampi.

Personaggi citati:

  • Fernando Alonso
  • Adrian Newey
  • Shintaro Orihara
  • Lance Stroll
Fernando Alonso, Aston Martin Racing

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