F1 alonso il 50% del team può guidare le curve veloci diventate stazioni di ricarica
A Suzuka, Aston Martin continua a restare nelle posizioni di rincalzo della classifica, mentre alcuni piloti fanno sentire chiaramente la propria insoddisfazione verso il nuovo regolamento tecnico che ha dato il via a una nuova fase della Formula 1. Tra i più critici compare Fernando Alonso, chiamato a confrontarsi con una situazione tecnica complessa legata al ritardo prestazionale della power unit Honda e ad alcuni aspetti da sistemare sulla AMR26.
Le sue parole arrivano con toni apparentemente misurati, ma decisi, ruotando attorno a un punto centrale: l’impostazione attuale del regolamento sta cambiando il modo in cui si affrontano alcune sezioni chiave del circuito, trasformando curve che storicamente mettevano alla prova l’abilità dei piloti in momenti di gestione dell’energia.
fernando alonso e la critica al nuovo corso tecnico in formula 1
La critica di Alonso mette al centro la difficoltà di trovare una vera “sfida” nelle curve ad alta velocità. In particolare, la Spoon e la 130R di Suzuka, secondo la sua lettura, avrebbero perso parte della loro capacità di esaltare i piloti. Nel nuovo scenario, descrive queste sezioni come aree simili a punti di ricarica, dove i team possono sfruttare la logica energetica per ottenere l’effetto prestazionale necessario in uscita e sul rettilineo.
Alonso collega questa percezione a quanto già anticipato in precedenza, richiamando un’impressione maturata in altre tappe: alla curva 10 anche un profilo non specializzato potrebbe guidare la monoposto, a suo dire. Il filo conduttore resta l’idea che l’architettura del sistema favorisca una conduzione più “semplice” nelle fasi dove l’energia viene gestita invece di essere costantemente spinta al limite.
curve ad alta velocità: da prova di abilità a gestione energia
Le osservazioni di Alonso si sviluppano con una descrizione pratica di come funzionerebbe l’equilibrio tra velocità, potenza e ricarica. La logica descritta prevede che, nelle curve veloci, si viaggi più lentamente per ricaricare la batteria, per poi disporre di tutta la potenza da utilizzare sul rettilineo.
Secondo questa impostazione, l’abilità del pilota diventerebbe meno determinante proprio nei passaggi più rapidi, perché la gestione dell’energia sostituirebbe una parte del margine competitivo. Alonso sintetizza il concetto sostenendo che, in sostanza, sarebbe sufficiente alzare il piede dall’acceleratore o ridurre l’uso della batteria per innescare la ricarica del sistema.
la sfida a suzuka secondo alonso: abilità ridotta nelle curve rapide
Nel racconto di Alonso, la “sfida” legata alle curve ad alta velocità risulta attenuata: l’obiettivo diventa seguire il meccanismo di gestione energetica per ottenere l’accelerazione nei punti scelti dal piano di gara. Proprio per questo motivo, la sua lettura porta anche a una valutazione numerica sulla capacità di guidare a Suzuka in condizioni attuali.
Alla domanda relativa al profilo di un fisioterapista, Alonso riaggancia il discorso e afferma che circa il 50% dei membri del team potrebbe essere in grado di guidare a Suzuka. L’elemento alla base della sua convinzione resta la trasformazione delle sezioni veloci in momenti di ricarica, con conseguente riduzione della necessità di spingere continuamente la vettura con abilità elevate.
intervento sul regolamento 2026: quali cambiamenti secondo alonso
Terminato il periodo di competizioni tra Oceania e Asia, viene indicato un incontro finalizzato a sistemare alcuni punti critici emersi durante i primi tre appuntamenti della stagione 2026. Alonso, pur prevedendo miglioramenti su specifiche aree, limita la portata delle modifiche: ritiene che il sistema complessivo non possa essere stravolto e che, nel corso di questa stagione, i piloti non riusciranno più a portare le monoposto al limite come avveniva con l’impostazione precedente.
potenza nei rettilinei ed energia: il nodo resta centrale
Secondo Alonso, la componente fondamentale rimane la disponibilità di potenza da sfruttare nei rettilinei, affiancata dalla necessità di risparmiare energia. In questa cornice, anche eventuali aggiustamenti rapidi del regolamento potrebbero intervenire su alcuni dettagli, senza cambiare il quadro che influenza la guida.
super clipping e derating: possibili ritocchi senza rivoluzione
Alonso menziona la possibilità che possano essere migliorati super clipping e derating. Indica inoltre che potrebbe esserci una soluzione rapida nel regolamento capace di sistemare certi aspetti tecnici. Il limite, però, resta quello che definisce “l’obiettivo”: per Alonso, non sarà possibile permettere ai piloti di spingere la vettura al massimo grado con questi regolamenti.
conclusione: modifiche parziali, prestazione al limite difficilmente raggiungibile
La posizione finale di Alonso sintetizza l’idea di un percorso basato su correzioni mirate, più che su un cambio radicale. Nei suoi termini, la gestione di potenza e risparmio energetico continua a condizionare profondamente l’approccio alle prestazioni, riducendo l’intensità dello “spingere al limite” nelle curve veloci e consolidando il peso della strategia energetica sul rendimento complessivo.
Personaggi citati: Fernando Alonso.
