F1 amarezza leclerc perdere tempo sui rettilinei senza poter far nulla è frustrante

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F1 amarezza leclerc perdere tempo sui rettilinei senza poter far nulla è frustrante

Charles Leclerc ha chiuso la qualifica a Suzuka con un quarto posto che continua a pesare nelle sue parole. Dopo un tentativo in Q3 giudicato in generale positivo, il monegasco ha individuato come nodo principale il tempo perso sui rettilinei, elemento che incide non solo rispetto agli avversari, ma anche rispetto a riferimenti interni raccolti nei giri precedenti. La combinazione tra prestazione e gestione della velocità, insieme alle regole molto stringenti, rende ogni dettaglio decisivo, alimentando una sensazione di frustrazione che ritorna anche dopo Australia e Cina.

qualifica a suzuka: il quarto posto e il tempo perso nell’allungo

Il risultato ottenuto a Suzuka è rimasto “stampato” sul volto di Leclerc, insieme a un bilancio che, pur riconoscendo una buona esecuzione in Q3, mette in evidenza uno scarto critico. Il punto non riguarda soltanto la distanza dai rivali, ma anche la difficoltà di ripetere con continuità gli stessi tempi di riferimento. In particolare, il problema si concentra sull’allungo, dove la Ferrari fatica a estrarre gli ultimi decimi.

limiti nella gestione energetica e regolamenti restrittivi

Una parte della difficoltà deriva dalla gestione energetica della SF-24, che in più occasioni non riesce a trovare il bandolo della matassa nelle fasi decisive. Leclerc collega questa incertezza a dinamiche imposte anche da regolamenti molto restrittivi, che chiedono precisione assoluta sia nel modo di condurre la vettura sia nel momento in cui si decide di aprire l’acceleratore.

Nel quadro attuale, anticipare una curva può alterare la fase di ricarica e portare il pilota più vicino al momento in cui tornerà sull’acceleratore. Leclerc osserva che, pur sembrando un vantaggio, questa logica può trasformarsi in un limite: utilizzare prima ai 350 kW disponibili può portare a ritrovarsi senza energia in anticipo sull’allungo, con ricadute dirette sulla velocità finale.

spoona: sbavatura in uscita e differenze in velocità

Nel corso dell’ultimo tentativo, Leclerc è stato autore di una grossa sbavatura in uscita dalla curva Spoon. Il pilota non si dichiara particolarmente preoccupato per quell’episodio, perché ritiene che portare una velocità maggiore in curva abbia comunque generato un guadagno complessivo.

dati alla mano: velocità in curva simile, cambia l’uscita

Secondo le letture disponibili, la velocità di percorrenza della Spoon risulta simile tra tentativo e precedente, mentre la differenza emerge in fase di uscita. Leclerc ha provato ad anticipare il rientro sull’acceleratore e, nello stesso punto, risulterebbe circa 6 km/h più veloce rispetto al tentativo precedente.

Quel sovrasterzo, però, lo ha spinto ad alleggerire leggermente il piede, causando la perdita dello spunto iniziale. Da lì in avanti, la dinamica di accelerazione non sarebbe più stata identica: da un potenziale vantaggio si è arrivati a pagare fino a 8 km/h di velocità in meno.

energia nella prima parte del rettilineo e scarto in punta

Le indicazioni disponibili suggeriscono che la Power Unit abbia dato più energia nella prima fase del rettilineo, tanto che le due tracce arrivano quasi a incrociarsi con uno scarto di 1 km/h. Superata quella zona, le traiettorie tornano a separarsi. Nel secondo tentativo, secondo la lettura complessiva, l’energia a disposizione risulta più limitata fino a una differenza di 5 km/h in termini di velocità di punta.

La situazione viene poi colmata dopo la 130R, quando risulta che a lavorare sia principalmente il motore termico, avendo raggiunto il suo picco di potenza.

interviste post-qualifica: frustrazione, sensibilità della power unit e lavoro in qualifica

Leclerc descrive il sovrasterzo come un elemento meno preoccupante di quanto possa sembrare. In base alla sua lettura, molti potrebbero interpretare la situazione come una perdita di tempo, mentre l’effetto sarebbe stato il contrario: aver spinto per portare più velocità in curva. Il pilota afferma inoltre di non credere di aver sacrificato nulla dopo l’episodio, dichiarando di aver spinto al massimo e di valutare il giro nel complesso come buono, pur ribadendo il tempo lasciato sull’allungo seguente.

Q3 come momento di difficoltà nell’ottimizzazione

Leclerc sottolinea che queste Power Unit sono molto sensibili sul piano della gestione energetica. Piccoli dettagli possono generare differenze importanti, soprattutto considerando la presenza di un motore elettrico da 350 kW abbinato a una batteria di dimensioni ridotte. Secondo il pilota, questo drenerebbe molta energia e richiederebbe flessibilità anche da parte del software, per adattarsi alla situazione nei limiti previsti dal regolamento.

Il pilota afferma che, giunti in Q3, il sistema soffre durante l’ottimizzazione. A quel punto emerge anche una perdita di tempo sui rettilinei, soprattutto nel secondo e nel terzo settore. La sensazione descritta è quella di una frustrazione condivisa da un pilota che, una volta in condizioni di piena intensità sul rettilineo, può fare poco per cambiare l’esito.

intervento della fia e ricerca di una soluzione

Leclerc indica che la FIA sta lavorando attivamente per individuare una soluzione rapida ai problemi emersi in qualifica. La motivazione risiede nel carattere “davvero frustrante” della situazione, con difficoltà che si ripresentano proprio nella parte conclusiva della giornata di gare.

passo per la gara: pressione alla mclaren e gestione dell’aria pulita

Guardando alla gara di domani, Leclerc valuta la possibilità di mettere pressione alla McLaren, citata come un avversario spesso più incisivo sul giro secco, dove emergono le qualità della Power Unit Mercedes. Sulla lunga distanza, invece, viene evidenziata una tendenza della MCL40 a mostrare limiti legati alla gestione delle gomme, osservata anche in Cina.

Per Suzuka, Leclerc ricorda che superare non è semplice. Per questo motivo punta ancora sulla partenza come elemento chiave per provare a sorprendere i rivali. Sul confronto con la Mercedes, restano le sensazioni già emerse altrove: finché è possibile rispondere colpo su colpo, la SF-24 può giocarsi la sfida con la W17.

gomme e aria pulita: quando emerge il margine

Secondo Leclerc, quando entra in gioco la gestione delle gomme oppure quando le vetture della Stella trovano aria pulita, il passo torna a essere sufficiente a creare un margine. In termini di strategia di battaglia, Leclerc ritiene che un buon avvio possa portare la squadra a mettere sotto pressione i rivali, ma prevede anche che a un certo punto possano allontanarsi, come avvenuto in alcune gare recenti.

La possibilità di giocarsi opportunità di vittoria viene legata alla capacità di mantenere il confronto fino all’ultimo giro. Il limite principale, secondo la lettura del pilota, si presenta quando le vetture Mercedes riescono a ottenere un giro in condizioni libere, rendendo l’operazione di sorpasso praticamente impossibile dopo quel momento.

Personaggi: Charles Leclerc.

Charles Leclerc, Ferrari
Categorie: Formula 1

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