F1 Antonelli avverte: attenzione non solo al motore, il telaio è altrettanto forte

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F1 Antonelli avverte: attenzione non solo al motore, il telaio è altrettanto forte

Il Gran Premio di Monaco si avvicina e porta con sé un’aspettativa precisa: interrompere un dominio che dura da tempo. Dopo cinque vittorie consecutive firmate Mercedes, il Principato potrebbe offrire la prima vera occasione per cambiare l’inerzia dopo tre mesi di imbattibilità delle W17, almeno secondo le letture iniziali legate alle caratteristiche del circuito.

Il tracciato di Monte-Carlo viene indicato come un banco di prova particolare per chi cerca risultati senza fare affidamento esclusivamente sull’effetto della power unit. La conformazione del percorso, con rettilinei molto corti e curve lente, tende infatti a limitare l’incidenza effettiva della prestazione legata al motore, valorizzando aspetti come guida e risposta complessiva della vettura.

Gran Premio di Monaco e W17: sfida alle certezze e nuove opportunità

Monaco viene considerato un contesto in cui le difficoltà legate al motore possono pesare meno rispetto al contributo complessivo del telaio. In un tracciato dominato da cambi di direzione frequenti e ritmi contenuti, i sistemi dell’auto che garantiscono stabilità e comportamento in curva assumono un ruolo centrale.

Questa lettura si collega all’idea che, per alcuni team e per alcune configurazioni, la power unit non abbia la stessa influenza riscontrabile altrove. Di conseguenza, l’equilibrio generale e la gestione dell’assetto diventano fattori determinanti nella ricerca del risultato.

Andrea Kimi Antonelli: Mercedes forte anche nel telaio

Tra le voci emerse durante la conferenza stampa al Trofeo Bandini compare quella di Andrea Kimi Antonelli, che sottolinea come il valore della W17 non si esaurisca nell’erogazione. La convinzione riguarda sia l’impostazione complessiva tra motore termico e KERS, sia le prestazioni ottenibili sul piano del telaio.

Antonelli ha indicato che il lavoro svolto dal team sta producendo risultati su più fronti, con un riferimento esplicito alla capacità di mantenere competitività in curva e alla gestione dei consumi gomme. Le dichiarazioni riportano un’immagine di vettura bilanciata, capace di offrire rendimento anche nei tratti più tecnici del circuito.

Le parole chiave riguardano:

  • un telaio performante, capace di supportare la velocità in curva;
  • buone prestazioni anche in percorrenza, con consumo gomme limitato;
  • una base di lavoro solida da parte del team, non concentrata soltanto sulle potenzialità del motore.

ADUO e power unit: come incide la percentuale di ritardo

Il fine settimana porta inoltre un elemento tecnico destinato a incidere sul quadro generale: la definizione dei team che potranno usufruire dell’ADUO e della tipologia disponibile. La distribuzione dipende dalla percentuale di ritardo rispetto a quella di riferimento, indicata come quella Mercedes.

Questo passaggio diventa fondamentale perché consente scenari differenti tra costruttori, con una possibilità concreta di riduzione del divario. In questa prospettiva, Antonelli esprime fiducia sul fatto che la Ferrari possa avvicinarsi, partendo dal presupposto che l’elemento telaio sia già competitivo.

Ferrari e SF-26: base solida e ruolo dell’aggiornamento sul V6 ibrido

Secondo le indicazioni raccolte, il telaio della SF-26 viene considerato valido e la conferma sarebbe arrivata dai test invernali. In caso di sviluppo efficace sul V6 ibrido, lo scenario potrebbe evolversi in modo significativo nel momento in cui il motore aggiornato sarà pronto per l’utilizzo.

Le valutazioni riportano inoltre una difficoltà specifica legata alle fasi di gara: la Ferrari apparirebbe più in affanno quando si manifesta degrado. Per Antonelli, l’eventuale arrivo di un propulsore sviluppato potrebbe favorire un avvicinamento, mantenendo però un punto fermo sul tema della ricerca di potenza.

La logica espressa è chiara: trovare margine prestazionale in un motore non è un processo immediato, ma l’opportunità tecnica rappresentata dall’ADUO potrebbe permettere ai team coinvolti di ridurre sensibilmente il gap.

Scenario di gara: potenziale sorpasso e fiducia Mercedes

Le previsioni legano l’evoluzione della competitività a due fattori: da un lato la possibilità di sfruttare l’ADUO ricevuto dai team, dall’altro la capacità di reagire a condizioni di gara in cui emergono variazioni legate a degrado e gestione della prestazione nel tempo.

Nelle parole di Antonelli emerge un quadro in cui Mercedes mantiene fiducia nel lavoro interno. La convinzione dichiarata si traduce in motivazione come pilota, mentre l’orizzonte resta aperto alle ambizioni di chi può modificare l’equilibrio prestazionale attraverso aggiornamenti e strumenti tecnici assegnati.

Persone menzionate:

  • Andrea Kimi Antonelli
  • Kimi
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

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