F1 aston altro allarme: posizione troppo reclinata, dolore e ko alonso

• Pubblicato il • 5 min
F1 aston altro allarme: posizione troppo reclinata, dolore e ko alonso

Fernando Alonso figura tra i piloti che hanno concluso anzitempo il Gran Premio del Canada, ma il ritiro non è legato a un singolo guasto tecnico tipico di altre gare. A guidare la decisione ai box è stato un problema che ha messo in evidenza un aspetto specifico della AMR26: la posizione del sedile e, di conseguenza, il livello di comfort del pilota durante il lavoro in pista.

ritiro gran premio canada: il problema della amr26 legato al sedile

Nei round precedenti, a limitare le prestazioni della vettura Aston Martin erano stati soprattutto problemi di affidabilità, tra rotture e forti vibrazioni, capaci sia di provocare ulteriori guasti sia di rendere la guida estremamente disagevole. A Shanghai, lo spagnolo aveva scelto di ritirarsi dopo aver iniziato a perdere sensibilità a mani e piedi.

Nel Gran Premio del Canada, invece, la dinamica è risultata differente: Alonso, dopo essere riuscito a entrare in SQ2 il venerdì, in gara ha vissuto un weekend tra i migliori della stagione. Riesce a collocarsi per la prima volta in top 10 prima di scivolare nuovamente indietro in classifica, ma il punto decisivo arriva dopo una progressione di sintomi sempre più netta.

dolori alla schiena e decisione ai box dopo circa 25 giri

Giro dopo giro, Alonso ha accusato dolori crescenti alla schiena fino a raggiungere il momento in cui il rientro ai box è diventato inevitabile. La scelta richiama la sprint, quando la situazione aveva già condotto allo stop. Anche Lance Stroll, in realtà, aveva mostrato l’intenzione di fermarsi, ma la decisione finale è stata quella di proseguire per consentire ai meccanici e al padre Lawrence di gestire la situazione, portando la AMR26 fino al traguardo.

Dopo la corsa, Alonso ha spiegato il quadro tecnico e fisico: la squadra aveva identificato un problema con il sedile. Percependo un disagio crescente e riconoscendo che la posizione non risultava quella corretta, l’obiettivo è diventato chiudere la gara per interrompere il dolore. Sono state provate modifiche nella notte tra sabato e domenica, ma senza ottenere miglioramenti.

modifiche al sedile e chiarimento: non sarebbe un difetto dell’unità

Tra sabato e domenica tecnici e pilota hanno lavorato per capire se la causa potesse essere legata a quella specifica componente. Il sedile, modellato sulle forme del pilota con una struttura in carbonio e con l’aggiunta di supporti, è stato quindi oggetto di prove per verificare la possibile presenza di un difetto legato alla singola unità.

Le verifiche non hanno però prodotto un cambiamento sufficiente, portando a escludere che il problema fosse da ricondurre al sedile in sé. A orientare l’analisi è stato soprattutto l’approccio all’installazione e alle quote in abitacolo.

posizione in abitacolo più reclinata per abbassare il baricentro

Secondo quanto spiegato da Mike Krack, responsabile delle operazioni in pista di Aston Martin, il nodo sarebbe principalmente la posizione del pilota in abitacolo, modificata rispetto alle stagioni precedenti per essere ancora più reclinata. La scelta mirava ad abbassare il centro di gravità e, in teoria, a esporre meno il casco al flusso d’aria, così da ridurre le turbolenze e migliorare l’assetto prestazionale.

comportamento in canada: vibrazioni amplificate e segnali visibili

Rispetto ad altri appuntamenti, in Canada il problema è diventato più difficile da gestire: le indicazioni raccolte dalle immagini onboard mostrano che Alonso, in più occasioni, spostava la mano sinistra dal volante verso l’interno dell’abitacolo tra le due gambe. Il gesto si ripete sul rettilineo più lungo prima dell’ultima chicane e anche sul tratto che precede la curva 8.

Il quadro coincide con la decisione di ritirarsi dopo circa 25 giri, ripetendo una logica simile a quanto accaduto in Cina. Anche con la pioggia che non avrebbe potuto cambiare il risultato, i sintomi hanno superato il limite di sopportazione. In parallelo, viene evidenziata una differenza rilevante rispetto ad altre piste: a Montreal i cordoli entrano con più frequenza, elemento che tende ad amplificare vibrazioni e sollecitazioni.

krack: pressione che aumenta e necessità di riconsiderare l’assetto del pilota

Krack ha descritto il problema come un fastidio che non rendeva Alonso un ostacolo in pista, ma che funzionava come una pressione in peggioramento, giro dopo giro. Da qui la necessità di rivedere la posizione. Il ragionamento tecnico porta anche a un confronto con l’evoluzione delle sedute: nel corso degli ultimi anni l’abitacolo ha spinto verso configurazioni sempre più distese, mentre con queste vetture la tendenza resta quella di restare il più in basso possibile. L’obiettivo diventa quindi verificare se si sia andati oltre e intervenire di conseguenza.

correttivi temporanei e possibile intervento più profondo

Nel prossimo passaggio operativo, il team cercherà di introdurre correttivi temporanei in vista della gara successiva. La valutazione di Krack, però, lascia spazio alla possibilità che si rendano necessari interventi di più ampia portata, direttamente collegati alla posizione del pilota nell’abitacolo. Alla domanda se la questione potesse essere risolta soltanto sostituendo il sedile o se fosse legata a quella specifica unità, la risposta indicata è orientata a riconsiderare l’impostazione complessiva, tornando a come si lavorava in precedenza.

personaggi menzionati

  • Fernando Alonso
  • Lance Stroll
  • Mike Krack
  • Lawrence Stroll
Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Categorie: Formula 1

Per te