F1 aston martin cambio di passo amr26 in canada cosa aspettarsi
L’avvio di stagione nel campionato di formula 1 sta mettendo in evidenza una situazione complessa per l’Aston Martin: la AMR26 è descritta come la delusione più grande dell’inizio del campionato, con un impatto negativo che supera anche quello attribuito alla Cadillac, squadra al debutto come undicesima nel mondiale. Attese particolarmente alte erano legate alla “verdona”, prima vettura nata dalla mano di Adrian Newey, profilo determinante per il peso simbolico e tecnico del progetto.
Il quadro emerge da una serie di criticità organizzative e tecniche: da un lato la presenza di strutture moderne, dall’altro la percezione che il team non abbia ancora interiorizzato la mentalità dei top team a cui aspira. Il contesto operativo viene indicato come ancora in fase di assestamento tra slabbrature di processo e un cambiamento di impostazione ritenuto difficile da acquisire solo tramite variazioni di personale.
La trasformazione interna è collegata anche a dinamiche societarie: il coinvolgimento di Adrian Newey come partner con una quota, legato a Lawrence Stroll, si innesta in un ambiente che appare in subbuglio, con numerosi cambiamenti di volti, sia in uscita sia in entrata.
aston martin amr26: perché la delusione pesa più del previsto
Il problema non riguarda un singolo fattore, ma una somma di elementi che si presentano in un momento delicato. I cambiamenti investono sia la dimensione sportiva sia quella regolamentare: il nuovo scenario impone monoposto più agili, spinte da power unit capaci di generare potenza a metà tra motore elettrico e endotermico. In questo contesto, la AMR26 viene presentata come una vettura più esposta alle difficoltà, con conseguenze dirette su prestazioni e affidabilità.
honda power unit e transizione tecnica: nodi che rallentano lo sviluppo
Per l’Aston Martin, le difficoltà descritte risultano amplificate dalla scelta di puntare sull’esclusiva collaborazione con la Honda per la fornitura della power unit. La necessità di progettare e integrare ogni componente del posteriore porta il team inglese ad allargare le competenze, arrivando a un abbinamento fondato sulla fiducia nella capacità Honda costruita in passato con la Red Bull e Max Verstappen, legame che ha fruttato quattro titoli mondiali.
Il rientro Honda nella Formula 1 viene però inquadrato come problematico: dopo il ritiro annunciato alla fine del 2020, i tecnici migliori erano stati destinati ad altri progetti. Quando l’azienda decide di rientrare, viene assegnato il tema a ingegneri considerati appartenenti alla seconda fascia, mentre viene indicata come criticità l’assenza di un legame stretto di collaborazione tra i team e i giapponesi.
In questo passaggio emergono riferimenti a Andy Cowell, ex motorista Mercedes e poi CEO e team principal Aston Martin. L’errore attribuito riguarda proprio la mancata costruzione di una collaborazione più intensa, elemento che, nel momento di unire le forze sulla AMR26, contribuisce alla comparsa di problemi su più fronti.
prestazioni e affidabilità: vibrazioni, batterie e crisi di sistema
Quando si arriva a integrare motore e vettura, i problemi si manifestano in modo marcato. Il motore viene descritto come molto indietro, sia nelle prestazioni sia nell’affidabilità. Vengono citate vibrazioni nocive che si scaricano anche sul telaio, generando una crisi collegata alle batterie.
La prima emergenza, secondo la ricostruzione fornita, consiste nel spegnere le frequenze considerate “tossiche”. Il giudizio sul quadro generale resta netto: la power unit viene indicata come la peggiore del Circus. In questo scenario, l’Aston Martin avrebbe potenziale vantaggio solo grazie a un ADUO “speciale”, citato per numero di aggiornamenti e budget cap allargato rispetto ad altri costruttori in difficoltà.
adrian newey e soluzioni estreme: aerodinamica e scelte meccaniche
Allo stesso tempo, viene sottolineato l’intervento di Adrian Newey nel tentativo di compensare il terreno perso. Newey avrebbe deliberato una vettura con soluzioni molto estreme, sia in ambito aerodinamico sia nelle scelte meccaniche.
Un elemento tecnico specifico riguarda le sospensioni. Davanti e dietro sarebbero realizzate con bracci multi-link, caratterizzati dall’assenza dei tradizionali triangoli. Questa scelta viene presentata come parte integrante dell’impostazione complessiva legata alla riprogettazione per il nuovo regolamento.
cambio e trasmissione: problemi di cultura tecnica e impatto in pista
Un’ulteriore criticità evidenziata riguarda la trasmissione: per la prima volta la squadra avrebbe dovuto realizzare in proprio la trasmissione, con una cultura specifica ritenuta non presente. Di conseguenza, il nuovo reparto dedicato al compito viene descritto come in una fase di difficoltà iniziale.
La condizione viene sintetizzata come “problemi di gioventù” che condizionano le prestazioni, con cambi marcia spesso definiti lenti oppure troppo bruschi. Questo impatta direttamente sulla guida e sulla capacità di mantenere coerenza nei punti di utilizzo della trasmissione.
gestione elettronica e aggiornamenti: Miami e la sincronizzazione complicata
A Miami l’Aston Martin viene criticata per non aver portato pacchetti di aggiornamento. Il progetto di Newey, secondo la ricostruzione, avrebbe puntato a costruire una monoposto più diversa, visibile poco prima della sosta estiva, citando come possibili sedi Zandvoort e i tempi tra la finestra di lavoro a Silverstone.
Nel frattempo il lavoro tecnico avrebbe riguardato la gestione elettronica delle marce. L’obiettivo sarebbe ridurre i tempi di cambiata, ma la lettura del risultato rimane negativa: dalle lamentele dei piloti emergerebbe che il passo avanti non si sia tradotto in miglioramenti percepibili.
La AMR26 viene descritta come instabile in staccata, con una sincronizzazione dei rapporti complicata, problematica anche in fase di accelerazione.
prossimi test e sviluppo: banco dinamico in giappone e salto a montreal
Nel frattempo, motore e cambio sarebbero stati sottoposti al banco dinamico della Honda in Giappone. Il lavoro di fino a livello di gestione elettronica svolto a Sakura dovrebbe permettere di puntare a un salto di qualità.
Come pista dove le caratteristiche possono valorizzarsi, viene indicata Montreal. Lo scenario descritto collega l’ambiente della pista alle esigenze della vettura: Montreal viene presentata come contesto che esalta le qualità stop-and-go, dove la trazione assume un ruolo rilevante nelle prestazioni.
La domanda finale che chiude la ricostruzione riguarda la possibilità di una piccola inversione di tendenza per l’Aston Martin, legata al perfezionamento della gestione elettronica e all’impatto della fase di sviluppo.
figure citate nel quadro dell’aston martin
Nel contesto descritto vengono richiamate personalità chiave legate alle decisioni di squadra, alla parte tecnica e alla conduzione del progetto.
- Adrian Newey
- Lawrence Stroll
- Andy Cowell
- Max Verstappen
- Fernando Alonso
- Honda
- Cadillac
