F1 aston ottimista testate 4 posizioni di guida per risolvere il problema al sedile di alonso
In Formula 1 i ritiri sono spesso legati a incidenti o a guasti tecnici, ma al Gran Premio del Canada Fernando Alonso ha dovuto rientrare ai box per via di un problema fisico legato alla schiena. A rendere difficile la situazione non è stato un guasto della vettura, bensì la posizione del pilota nell’abitacolo, influenzata da un assetto del sedile non abbastanza confortevole sul tracciato di Montreal.
Fernando Alonso rientra ai box: dolori alla schiena e sedile della monoposto
Ad Alonso sono stati necessari rientri precoci e gestione dell’affaticamento per tutta la durata del weekend. Il punto centrale della criticità è risultato legato ai dolori alla schiena che derivavano dalla disposizione nell’abitacolo. Il problema è stato aggravato dalle condizioni della pista canadese, con avvallamenti e frequenti passaggi sui cordoli, elementi che aumentano le sollecitazioni sulla zona lombare.
Nonostante l’impegno del team, non è stato possibile migliorare rapidamente la situazione, anche a fronte di molte modifiche apportate al sedile con l’obiettivo di alleviare la pressione. L’intervento sui punti di contatto non è riuscito a eliminare il fastidio, mantenendo il quadro di sofferenza già presente durante il periodo di gara.
sedile e posizione di guida: il ruolo di Mike Krack in Aston Martin
Mike Krack, responsabile di Aston Martin, ha ricondotto la dinamica del problema a fattori specifici: la posizione di guida e la forma del sedile. L’aspetto determinante risiede nella sensibilità del corpo del pilota ai punti di pressione generati dall’assetto. Anche variazioni molto contenute possono produrre effetti percepibili, soprattutto dopo un certo numero di giri.
correzioni introdotte prima: lavori sul sedile già a Monaco
Secondo quanto spiegato, i primi correttivi erano stati già avviati a Monaco. Gli interventi hanno riguardato in particolare il sedile, puntando a rendere più confortevole la posizione in macchina e a evitare zone di compressione troppo dolorose. La logica era prevenire che il quadro potesse peggiorare in base alle sollecitazioni previste dal contesto di gara.
Ad Alonso, inoltre, è stato possibile testare più configurazioni proprio perché a Monaco la presenza sul posto ha semplificato le attività di lavoro. Sono state provate diverse posizioni del pilota in vettura, tramite variazioni della sistemazione nel cockpit.
perché millimetri e punti di pressione cambiano tutto
Nel descrivere la dinamica, Alonso ha indicato che le differenze tra sedili possono essere minime: uno o due millimetri di angolo differenti oppure un punto di pressione diverso sotto la zona del fianco. Tali variazioni possono portare alla compressione di nervi, con conseguente perdita di sensibilità. Nella lettura dello spagnolo, la percezione della differenza può non emergere subito, ma diventare evidente dopo 20 o 30 giri.
Al centro dell’analisi c’è anche la precisione con cui viene modellato il sedile: la forma viene ottenuta partendo da una colata iniziale ottenuta facendo sedere il pilota in un sacco con una miscela di schiuma, che poi diventa base per la realizzazione in composito di carbonio del guscio definitivo. Anche con caratteristiche estremamente simili tra configurazioni, piccoli cambiamenti possono avere un impatto reale durante la guida.
posizione più reclinata e baricentro: l’impatto sulla schiena
Krack ha collegato l’origine delle difficoltà anche a una scelta progettuale della monoposto. Nella progettazione della vettura, i tecnici hanno spinto per una posizione più reclinata rispetto al passato. L’obiettivo era abbassare il baricentro e ridurre l’esposizione del casco del pilota al flusso d’aria.
La soluzione aerodinamica e di assetto, però, ha generato problemi di pressione risultando particolarmente fastidiosa per la schiena in alcune circostanze. Alonso aveva sperato di individuare prima la problematica, ma in fase di test la continuità dei giri non era stata piena, anche per via di problemi legati alla Power Unit, che hanno limitato i run a poche tornate consecutive.
limiti nei test e precedenti segnali in altre gare
Negli appuntamenti iniziali, i piloti hanno faticato a concludere la corsa. In particolare, Alonso in Cina si era ritirato per via di eccessive vibrazioni. Questo contesto rendeva più complesso leggere l’interazione tra assetto del sedile e condizioni operative, poiché non sempre la macchina riesce a scendere in pista con un livello di continuità adatto all’individuazione sistematica dei dettagli.
soluzioni sul sedile: ritorno alla base del 2025 e verifica in guida
La direzione intrapresa è stata orientata alla risoluzione più diretta del problema. Alonso ha testato più opzioni prima di tornare alla posizione del 2025. Il messaggio è stato chiaro: dopo gli interventi, la situazione vissuta in Canada non sarebbe più presente.
cambiamenti rispetto al Canada e obiettivo di comfort
Alonso ha spiegato che sono stati effettuati molti cambiamenti rispetto alla configurazione canadese, indicando quindi una maggiore tranquillità. La posizione del sedile sarebbe tornata, di fatto, a una base conosciuta legata all’anno 2025. Ne deriva l’idea di un approccio non sperimentale, preferendo una soluzione già validata rispetto a configurazioni troppo nuove.
Krack ha aggiunto che l’assetto risulta leggermente più alto rispetto all’ultima gara. Il fatto che Alonso fosse già a Monaco ha reso più rapido il confronto fra varianti, pur con la precisazione che ogni soluzione sul sedile richiede interventi a cascata su altri elementi della vettura.
interdipendenza tra sedile, pedali e volante
Il lavoro sul comfort non riguarda un singolo componente. Cambiare la posizione nel cockpit richiede di modificare i pedali, verificare l’altezza regolamentare, e gestire la distanza del volante. Per Krack il risultato è sempre legato a un insieme completo di variazioni, fattore che rende l’operazione più complessa se non si è ancora provato adeguatamente in guida.
Krack ha inoltre sottolineato che la verifica reale avviene durante il movimento della vettura. Sedersi staticamente non riproduce sempre le stesse condizioni, mentre in pista entrano in gioco le sollecitazioni legate ad avvallamenti e percorrenza dei tratti dove i carichi sul corpo risultano differenti. Per questo il team considera possibile l’esigenza di ritocchi aggiuntivi nelle sessioni successive, con l’obiettivo di mettere Alonso pienamente a suo agio.
prospettive operative: dalla fiducia ai possibili ulteriori ritocchi
Alla vigilia del Gran Premio di Monaco, la squadra ha descritto il lavoro svolto come significativo, con molte varianti gestite nelle ore dedicate. Il punto decisivo diventa la guida: una volta verificato il comportamento in pista, sarà possibile confermare la bontà della direzione intrapresa o intervenire ancora con regolazioni puntuali.
Tra i passaggi più rilevanti, Krack ha riconosciuto un miglioramento atteso e un livello moderato di fiducia, senza escludere ulteriori aggiustamenti per rendere l’abitacolo ancora più compatibile con la sensibilità dello schienale. La complessità del sistema nel suo complesso implica che la regolazione efficace arrivi tramite un processo progressivo.
figure citate nel contesto
Fernando Alonso Mike Krack
