F1 corner e segreti dei team top: quando il dettaglio cambia tutto in gara

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F1 corner e segreti dei team top: quando il dettaglio cambia tutto in gara

La prestazione di una monoposto passa spesso attraverso scelte tecniche di precisione, soprattutto quando entrano in gioco i freni. Il prossimo GP del Canada viene indicato come un appuntamento particolarmente esigente per le decelerazioni, con condizioni che mettono alla prova l’efficacia del sistema frenante e la capacità di gestire energia e temperatura tra staccate ripetute e percorse molto intense.

gp del canada e intensità delle frenate: confronto con altri circuiti

Il tracciato di Montreal è considerato tra i più severi per l’intensità delle staccate. La caratteristica centrale riguarda il numero di frenate di categoria high, definite dalla presenza di decelerazioni molto aggressive e da un carico di lavoro elevato sul sistema.

Nel contesto indicato, a Montreal si registrano 6 frenate high, analogamente a Baku. Altri circuiti citati si collocano su livelli differenti: Spa e Singapore rientrano invece tra i percorsi con 5 decelerazioni violente.

definizione di frenate high secondo brettmo

Per inquadrare la severità, Brembo considera high le decelerazioni che rispettano parametri quantitativi. La classificazione riguarda decelerazioni di almeno 4g, con un impegno del sistema superiore a 1”5, un carico sul pedale oltre 130 kg e un indice della potenza frenante di almeno 2.000 kW.

sviluppi tecnici Mercedes, ferrari e red bull: dettagli sulle soluzioni aerodinamiche e termiche

Grazie a immagini di AG Photo scattate a Miami emergono alcune indicazioni sulle soluzioni adottate dalle squadre. L’attenzione si concentra su componenti legati alla gestione dei flussi e, di conseguenza, su come l’aria venga fatta interagire con l’impianto frenante e con le aree circostanti.

mercedes w17: campana con geometria dei fori e collegamento al disco

Sulla Mercedes W17 nella zona anteriore si osserva una campana con un disegno dei fori complesso. L’elemento di connessione al disco risulta invece semplice, senza aperture, con un riferimento al collegamento verso la parte denominata Carbon Industrie.

ferrari sf-26: campana unica in titanio e anelli intercambiabili per modulare il flusso

Sulla Ferrari SF-26 la campana principale viene descritta come unica e realizzata in titanio, indicata come una componente molto costosa. All’interno della logica di gestione del budget cap, la Scuderia utilizza però anelli di metallo per diversificare la portata dell’aria verso il disco in base a condizioni ambientali o severità dei tracciati.

Gli anelli mostrano geometrie differenti: uno risulta tondeggiante con due serie di fori a raggiera, utili anche al contenimento del peso. L’altro è squadrato con meno aperture, ma integra in alto e in basso micro-convogliatori di flusso. La presenza di questi dettagli viene collegata all’idea che l’aerodinamica possa influire anche in elementi che potrebbero sembrare secondari.

mclaren mcl40: campana piatta e circuito di aria tra raffreddamento e brake duct

Sulla McLaren MCL40 la campana viene descritta con un disegno piuttosto piatto. La scelta è accompagnata da un complesso sistema di circolazione d’aria che viene indicato come diviso tra il raffreddamento dell’impianto frenante AP Racing e una parte più ampia dedicata alla circolazione dell’aria fresca. Questo flusso fresco viene in buona parte incanalato dalla brake duct.

La gestione termica nel corner viene riportata come un punto centrale: l’obiettivo dichiarato è isolare il calore generato da disco e pinze dal flusso che viene poi convogliato all’interno di un polmone costruito fra due cestelli in carbonio.

red bull rb22: isolante nel cestello interno anteriore e indirizzamento della temperatura

Sulla Red Bull RB22 viene evidenziata una scelta legata al controllo delle dispersioni termiche. Nel cestello interno anteriore è presente un rivestimento con materiale isolante, adottato per evitare la dispersione termica nell’intercapedine più fresca.

La finalità indicata è incanalare la temperatura verso lo sfogo a monte dei bracci della sospensione, mantenendo una gestione dell’aria che diventa strategica per il controllo della temperatura del cerchio e dello pneumatico.

strategie condivise: controllo dei flussi e temperatura nei passaggi cruciali

Attraverso le differenze tra Mercedes, Ferrari, McLaren e Red Bull, emerge un filo conduttore: la capacità di lavorare sui passaggi d’aria e sulla loro organizzazione attorno alla zona frenante. La gestione dell’aria viene collegata al raffreddamento e al contenimento del calore, con soluzioni che variano per geometrie dei fori, assetti dei canali e uso di materiali isolanti.

personaggi, ospiti o membri del cast citati

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Mercedes W17, dettaglio tecnico
Categorie: Formula 1

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