F1 e fia allineate con domenicali: la f1 non può essere ostaggio delle case automobilistiche

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F1 e fia allineate con domenicali: la f1 non può essere ostaggio delle case automobilistiche

Nei giorni in cui la Formula 1 osserva una pausa prolungata, il settore torna a mettere al centro il futuro tecnico della massima serie a ruote scoperte. Dopo la cancellazione dei Gran Premi di Arabia Saudita e Bahrain, l’assenza in calendario si è protratta per cinque settimane consecutive: un contesto che ha lasciato spazio alle trattative e, soprattutto, a una convergenza dichiarata tra F1 e FIA. L’obiettivo è definire la direzione del prossimo regolamento tecnico, in un momento delicato in cui la definizione delle regole richiede tempistiche lunghe e decisioni strategiche.

f1 e fia trovano un asse comune sul regolamento futuro

Il confronto tra F1 e FIA è approdato a una linea comune riguardo il modo di impostare le fondamenta del prossimo regolamento tecnico. A più di quattro anni e mezzo dall’introduzione delle nuove norme, la discussione viene considerata comunque puntuale: delineare i capisaldi oggi diventa necessario per costruire un quadro solido e coerente con l’evoluzione attesa del settore.

La convergenza nasce anche da un principio preciso: impedire che le Case automobilistiche possano determinare da sole le regole della prossima era della Formula 1. La finestra temporale indicata per il cambiamento colloca l’avvio della nuova fase verosimilmente nel 2031, con la possibilità di uno slittamento anticipato di un anno.

da stefan domenicali a nikolas tombazis, segnali in continuità

Le intenzioni sul regolamento futuro hanno avuto un primo segnale da Stefano Domenicali nella prima parte del mese. Nei giorni successivi la stessa impostazione è stata ribadita da Nikolas Tombazis, direttore tecnico della divisione monoposto della FIA, intervenuto spiegando come si è arrivati all’impianto attuale e quali direzioni evitare per il prossimo ciclo.

La ricostruzione proposta da Tombazis ruota attorno a quanto avvenuto con l’attuale regolamento: nel dibattito precedente l’adozione delle norme, la prospettiva era che molte aziende coinvolte avrebbero ridotto progressivamente l’uso dei motori a combustione interna e raggiunto l’elettrificazione completa entro una certa scadenza. Questo scenario, secondo la ricostruzione, non si è concretizzato nella misura prevista.

fatto sostenibili e riduzione dell’influenza delle aziende

Accanto alle previsioni mancate sull’elettrificazione, Tombazis ha richiamato anche un altro elemento: la FIA avrebbe puntato su carburanti completamente sostenibili. Tale scelta viene presentata come un risultato positivo, legato alla direzione strategica della regolamentazione.

Le difficoltà emerse dal percorso verso l’attuale regolamento e la situazione economica e politica complessiva spingono però a un’affermazione netta: FIA e F1 non dovranno essere ostaggio delle aziende automobilistiche. In questa impostazione, le Case devono restare parte integrante dello sport, ma senza poter condizionare la partecipazione e, quindi, la stabilità del progetto.

la protezione del campionato dagli scenari macroeconomici

Il punto centrale della posizione della FIA riguarda la necessità di proteggere lo sport da dinamiche macroeconomiche globali. La conseguenza pratica è un vincolo: non dipendere dalla decisione di singole aziende su se prendere parte o meno alla competizione.

Il ragionamento non esclude la collaborazione con i costruttori, anzi: l’obiettivo è coinvolgerne di nuovi e mantenerli dentro l’ecosistema. Allo stesso tempo, viene indicata la necessità di lavorare sulla riduzione dei costi, così da evitare una situazione di vulnerabilità nel caso in cui una Casa decida di non partecipare.

Un ulteriore elemento del quadro riguarda i tempi: se cambia qualcosa nel prossimo ciclo, la discussione deve partire molto presto. Lo sviluppo di una power unit, di un motore e dei relativi componenti richiede un periodo lungo, per cui anche il fatto che il confronto avvenga dopo poche gare viene considerato una fase naturale del processo.

stefano domenicali: costruttori presenti ma non determinanti

Le posizioni attribuite a Domenicali rafforzano l’idea di continuità tra F1 e FIA. Nella spiegazione viene richiamato il momento in cui, durante la definizione dell’attuale regolamento, i costruttori avrebbero comunicato un indirizzo molto chiaro: o si sarebbe andati “in una certa direzione” oppure non ci sarebbe stato un coinvolgimento nello sport.

Domenicali introduce poi il concetto di mancanza di alternative equivalenti a un passato “motore indipendente”: senza un soggetto alternativo capace di garantire continuità, la situazione descritta rende evidente quanto fosse importante l’allineamento con le scelte dei costruttori.

carburanti sostenibili come via realistica rispetto all’elettrificazione immediata

Nel quadro delineato, emerge una valutazione legata alla disponibilità di carburanti sostenibili. La prospettiva indicata è che, se questi carburanti saranno disponibili in quantità adeguate e con un prezzo corretto per i consumatori, potrebbero rappresentare un modo realistico per affrontare il tema delle emissioni.

Per sostenere la posizione, viene evidenziata anche la scala del parco veicoli globale: circa 1,6 miliardi di automobili, oltre a veicoli commerciali e camion. In questo scenario, l’idea di una conversione dall’oggi al domani verso veicoli elettrici viene definita impossibile. Da qui deriva la critica legata alla mancata comprensione, da parte di alcuni politici europei, della realtà industriale.

proteggere lo sport dal “prendere o lasciare”

I costruttori vengono descritti come una componente fondamentale senza la quale sarebbe difficile operare. Tuttavia, viene ribadito che non si può accettare una condizione in cui le aziende dettano il ritmo allo sport. Il fine dichiarato è trovare un equilibrio con la FIA, che ha la responsabilità principale del regolamento, per costruire un pacchetto che consenta a “due mondi” di convivere.

Il percorso indicato da Domenicali mira a una partecipazione dei costruttori senza una logica di “prendere o lasciare”. L’attenzione si sposta quindi sui prossimi anni: la necessità è lavorare per un assetto regolamentare che permetta ai costruttori di essere rispettati e di restare, evitando di essere colti di sorpresa.

Un esempio citato riguarda Renault: la casa avrebbe partecipato alle decisioni relative al tipo di motore, per poi scegliere di uscire. Secondo la ricostruzione, una crisi di mercato può portare a scelte difficili che vengono considerate prioritarie rispetto al motorsport. Per questo viene chiesto un sistema capace di proteggere il campionato e permettere ai team di competere e al business di restare forte.

volontà condivisa: continuità nelle regole e reazione in caso di cambiamenti

Il quadro complessivo disegnato dalle posizioni attribuite a FIA e F1 ruota attorno a una doppia esigenza: da un lato coinvolgere i costruttori nel percorso futuro, dall’altro evitare che la stabilità della Formula 1 dipenda da decisioni esterne. La riduzione dei costi, la programmazione anticipata e la costruzione di regole pensate per reagire ai cambiamenti diventano elementi ricorrenti.

personalità citate

Stefano Domenicali; Nikolas Tombazis.

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