F1 Hadjar chiaro: la Red Bull 2025 era veloce ma difficile , questa invece lenta

• Pubblicato il • 6 min
F1 Hadjar chiaro: la Red Bull 2025 era veloce ma difficile , questa invece lenta

La seconda stagione di un periodo di successi per la Red Bull sembra aver raggiunto il termine atteso. Il 2025 a Milton Keynes ha confermato la forza del marchio in Formula 1, ma anche l’emergere di un blocco tecnico che ha impedito a Max Verstappen di chiudere il campionato con il quinto titolo. Il distacco, maturato dopo una rincorsa intensa, è stato di appena 2 punti, un margine che rende ancora più netta la percezione del potenziale mancato.

Con l’arrivo della nuova era aerodinamica, segnando anche la fine delle monoposto a effetto suolo, la squadra austro-britannica si è trovata davanti a un lavoro complesso: la RB22, vettura di quest’anno, ha richiesto interventi e interpretazioni continue, mentre l’impostazione di sviluppo legata alla RB21 era stata portata avanti fino al tentativo di conquistare il titolo Piloti 2025. In questo scenario, le dichiarazioni interne hanno chiarito dove si concentra il problema e cosa serve per tornare a livelli competitivi.

red bull e rb22: la stagione che cambia tutto

Il quadro complessivo è collegato alla difficoltà riscontrata con la monoposto attuale, la RB22. La macchina, secondo quanto emerso, non riesce a esprimere con continuità prestazioni comparabili a quelle necessarie per lottare per il titolo, soprattutto quando la direzione dell’assetto richiede scelte rapide e coerenti con un equilibrio che, invece, risulta instabile.

Le cause richiamate riguardano in modo diretto la capacità della vettura di trovare carico e un bilanciamento efficace. L’assenza di stabilità in assetto, con variazioni frequenti e difficoltà nel prevedere il comportamento tra le diverse fasi di guida, rende l’attitudine della RB22 un punto critico nel lavoro quotidiano del team.

la spiegazione di laurent mekies: efficienza e difficoltà di guida

rb21 e rb22 a confronto: una differenza di impostazione netta

Laurent Mekies ha descritto lo scarto tra la vettura precedente e la monoposto di quest’anno come un cambiamento totale. La RB21, pur richiedendo fatica in termini di guidabilità, veniva considerata veloce; la RB22, invece, risulta difficile da guidare e soprattutto lenta.

Da qui la necessità di agire sull’efficienza: ogni giro presenta incertezza sul comportamento previsto, rendendo complesso costruire una sequenza di miglioramenti coerente.

carico insufficiente e bilanciamento che cambia rapidamente

Il punto centrale ribadito è la mancanza di carico. In assenza di una base aerodinamica solida, la vettura costringe a prendere una direzione e poi modificarla rapidamente, perché il bilanciamento cambia in tempi molto ridotti. Questo si traduce in difficoltà operative e in un lavoro che richiede continua ricalibrazione.

una ricerca di direzione in costante evoluzione

Mekies ha sottolineato che, dopo sessione e sessione, non è ancora chiaro quale sia l’orientamento corretto da seguire. L’obiettivo diventa quindi trovare un riferimento stabile, capace di trasformare il pacchetto tecnico in qualcosa che permetta a Verstappen di spingere con maggiore efficacia.

isack hadjar e Verstappen: difficoltà comuni, segnali diversi tra i piloti

In parallelo, viene citata la condizione di Isack Hadjar, indicato tra i due piloti che affrontano le conseguenze della RB22. Il contesto viene inquadrato anche attraverso la performance di Verstappen, che resta comunque capace di lottare intensamente nonostante il problema di fondo.

Hadjar, per come viene descritto, contribuisce a mostrare con chiarezza il quadro di difficoltà che il team sta vivendo nell’estrarre il potenziale della vettura. Il lavoro in pista diventa un elemento utile per comprendere limiti complessi e definire gli interventi necessari.

sviluppo della rb22: sovrappeso e confronto ravvicinato con la concorrenza

una vettura nata in sovrappeso

La RB22 è stata presentata come una monoposto nata con un peso superiore rispetto alle aspettative. Fin dai test, la Red Bull avrebbe previsto la necessità di stringere i denti nelle prime gare, soprattutto quando l’attenzione si sposta anche sulle prestazioni degli avversari.

Viene richiamato un confronto diretto con squadre come Mercedes, ma anche Ferrari e McLaren, con distacchi che hanno iniziato a delineare un quadro più complesso rispetto alle proiezioni iniziali.

melbourne e giappone: distacchi, crescita e variazioni di competitività

Dopo il quadro iniziale, Mekies ha riferito di una lettura relativa a Melbourne: l’impressione sarebbe stata di essere vicini, con un margine indicato intorno a un secondo dalla Mercedes e a mezzo secondo dalla Ferrari. In quel momento, la McLaren sarebbe apparsa più alla portata, almeno secondo la valutazione del distacco.

Successivamente, durante l’evoluzione delle gare, il confronto è cambiato: in un’analisi collegata, si cita l’avanzata di Verstappen dalla ventesima posizione fino a superare la prima McLaren, mentre in Cina il distacco sarebbe aumentato in modo marcato. A quel punto il lavoro sulle caratteristiche e sul bilanciamento avrebbe ricevuto una spinta più urgente.

In Giappone, secondo le parole di Mekies, venerdì e sabato la situazione non sembrava affatto rosea. Nonostante ciò, in termini complessivi di distacco dalla concorrenza, il valore non sarebbe apparso totalmente distante da Melbourne, con un riferimento indicativo di circa un secondo dal migliore e mezzo secondo dalla migliore Ferrari. Il punto decisivo emerge quando la McLaren viene descritta come capace di arrivare allo stesso livello, portando a considerare la Red Bull come una forza distante: un’affermazione che richiama la necessità di lavoro ancora in corso.

pacchetto non abbastanza per spingere al massimo

Le valutazioni non si limitano alla messa a punto. Il messaggio è che esiste qualcosa che la squadra fatica a risolvere con la vettura stessa, sommando una mancanza di prestazioni di base. Lo scopo diventa individuare con precisione i limiti, affrontarli in modo strutturato e cercare soluzioni in grado di mitigarli e migliorare l’insieme.

La squadra afferma che questo tipo di lavoro rientra nel proprio core business: affrontare questioni complesse, capirne i vincoli e trasformare la conoscenza in interventi tecnici utili.

fiducia nel processo tecnico e obiettivo dei prossimi step

Nonostante la posizione di rincorsa rispetto ai team di punta, Mekies ribadisce la convinzione che il metodo adottato possa portare a risultati. Il focus resta sull’andare a fondo di limitazioni complesse e sull’applicare soluzioni che riducano gli effetti più critici del pacchetto RB22.

Negli ultimi giorni sono emerse varie illazioni sulla figura di Pierre Waché, direttore tecnico della Red Bull e indicato come autore della RB22. Il team, però, manifesta fiducia nei confronti dell’ingegnere e indica che già a Miami le monoposto potrebbero offrire segnali più positivi.

Il cambiamento atteso è collegato a un primo step di dimagrimento e ad altri interventi aerodinamici, con l’obiettivo di migliorare le condizioni operative della vettura.

figure chiave citate nella narrazione

Le informazioni riportate coinvolgono principalmente figure tecniche e piloti direttamente legati allo sviluppo e alle prestazioni della RB22:

  • Laurent Mekies
  • Max Verstappen
  • Isack Hadjar
  • Pierre Waché
  • Norris
Isack Hadjar, Red Bull Racing
Categorie: Formula 1

Per te