F1 hamilton mi avevano spaventato che avremmo perso 6 decimi temevamo un crollo di potenza ma siamo lì
Lewis Hamilton arriva a Silverstone con un carico di aspettative e timori legati alle prestazioni della Ferrari, soprattutto per il gap di potenza del motore termico che la SF‑26 mostrerebbe rispetto agli avversari. Eppure il copione è cambiato: la squadra del Cavallino ha centrato una pole position per la Sprint, trasformando i timori in entusiasmo sugli spalti.
Lewis Hamilton: timori Ferrari a Silverstone e sorpresa nella Sprint
Nel commentare le qualifiche, Hamilton ha sottolineato la distanza tra ciò che si immaginava prima dell’appuntamento e quanto è accaduto sul tracciato. Il pilota ha dichiarato di essere molto, molto felice, evidenziando che la pista continuava a offrire sensazioni splendide, senza quel crollo prestazionale che ci si aspettava. Il punto centrale riguarda il calo di potenza: secondo Hamilton, la diminuzione del motore non sarebbe stata vicina alle previsioni.
Il riferimento ai paragoni con altre gare stagionali è diretto. Hamilton ha ricordato che, più in generale, quest’anno si osserva una riduzione di velocità rispetto ai riferimenti del 2025, arrivando in alcuni punti a perdere fino a 40 km/h. Malgrado questo scenario, la SF‑26 è rimasta sorprendentemente vicina ai rivali, contrariamente all’idea di un calo più marcato.
energia e simulazioni: 7,5 mj, limiti fia e scenari ribaltati
Prima di arrivare a Silverstone, dalle simulazioni emergeva un quadro particolare. Molti team avrebbero lavorato con 7,5 MJ di energia invece dei 6,5 MJ imposti dall’ultimo intervento FIA. Il motivo della limitazione è legato alla necessità di contenere superclipping e lift and coast. Nella lettura condivisa dai piloti, il risultato sarebbe stato uno spettacolo differente: i curvoni veloci avrebbero avuto un ruolo più vicino ai punti di ricarica che a tratti da affrontare con continuità di spinta.
Nonostante l’attesa di uno scenario più complesso, Hamilton ha evidenziato come, rispetto alle previsioni, la Ferrari abbia mantenuto un livello di competitività superiore al previsto. Arrivando dall’Austria, dove la Ferrari avrebbe sofferto sui rettilinei, il timore era concreto: Silverstone poteva trasformarsi in un tracciato ostile per la SF‑26. Invece, a quanto riferito, la situazione si è capovolta, con la Ferrari che ha mostrato la capacità di imporsi in modo credibile.
approccio in pista: gestione dell’energia, velocità di punta e copse
Uno dei temi più rilevanti riguarda l’approccio scelto nelle fasi iniziali. Nei primi turni di libere sarebbero emerse strategie differenti: la Ferrari avrebbe trovato rapidamente una direzione coerente, mentre la lettura dei dati non renderebbe eccessivamente sorprendente il tempo perso sui rettilinei.
sf‑26 con margine prima del plafonamento e recuperi dopo le chicane
Particolarmente significativa è la dinamica descritta attorno a Copse. Prima di questa zona, la Ferrari sarebbe riuscita a raggiungere una velocità di punta molto buona. L’elemento inatteso sarebbe stato duplice: da un lato la SF‑26 avrebbe gestito l’energia anche nei tratti successivi, dall’altro avrebbe trovato ancora margine da utilizzare prima di arrivare al plafonamento, quando entra in gioco soltanto il motore termico.
La sequenza prima dell’ultima chicane avrebbe inoltre offerto un ulteriore segnale positivo: la Ferrari sarebbe riuscita ad avere qualcosa in più per allungare e recuperare prima della staccata conclusiva.
aggiornamenti e long run: brake duct, bilanciamento e passo gara
La pole è stata accompagnata anche dall’aspetto tecnico. Hamilton ha dedicato il traguardo soprattutto al pubblico e ai dipendenti del Cavallino impegnati a portare nuovi componenti in fabbrica. Anche a Silverstone sarebbe arrivato un affinamento ai brake duct posteriori, non descritto come rivoluzionario, ma comunque significativo come conferma dell’intensità del lavoro in ottica prestazionale.
La visione del pilota sul contributo del team è esplicita: l’obiettivo non sarebbe limitato al risultato secco, ma mira al miglioramento continuo. Hamilton ha indicato che, rispetto alla settimana precedente, la SF‑26 appare muoversi in una finestra di bilanciamento più centrata. Il pilota ha definito ottima la vettura anche nei long run, sottolineando un comportamento positivo non soltanto sul giro secco.
possibilità in gara: difficoltà, scie e confronto con mercedes e red bull
Per la Sprint di domani, Hamilton ha ribadito l’idea di una sfida impegnativa. Secondo quanto riportato, prima di valutare con precisione il passo gara non avrebbe ancora guardato tutti i dati specifici, ma il long run sarebbe apparso veramente ottimo. Rimane però la complessità del contesto: molti piloti sono molto vicini, con Mercedes e una Power Unit Red Bull percepite come riferimenti da tenere in considerazione.
Un fattore operativo rilevante viene collegato ai primi giri: Hamilton segnala la presenza di molto gioco di scie, elemento che renderebbe più difficile gestire il ritmo e mantenere pressione, soprattutto nel tentativo di restare davanti o di non perdere contatto.
persone citate
Nel racconto della giornata, i riferimenti ai protagonisti e ai nomi associati alla competitività della pista risultano centrali per comprendere la direzione indicata dalla squadra.
- Lewis Hamilton
- Sebastian Vettel
- Andrea Kimi Antonelli
