F1 hamilton oggi mi mancava tanta potenza spero in un motore per miami

• Pubblicato il • 5 min
F1 hamilton oggi mi mancava tanta potenza spero in un motore per miami

Lewis Hamilton archivia una giornata complicata a causa di problemi di potenza legati alla Power Unit, condizione che, secondo la sua ricostruzione, ha inciso soprattutto nel secondo stint. La gara ha registrato momenti di gestione e difesa continua, con il controllo degli specchietti per limitare gli attacchi e preservare la posizione, fino a una chiusura segnata dalla difficoltà di mantenere il ritmo rispetto agli avversari.

le difficoltà di potenza di lewis hamilton in gara

Hamilton descrive la prestazione come un’esperienza complessivamente complessa, spiegando che più che concentrarsi sul ritmo di avanzamento è stato costretto a difendere per buona parte del tempo. Dopo una fase in cui la Safety Car ha favorito la ripresa, la seconda metà di gara ha evidenziato un calo: il pilota ha indicato una mancanza di potenza percepita in modo particolare nel secondo stint.

Il britannico collega la difficoltà alla necessità di capire l’origine del problema, sottolineando che altri piloti intorno a lui sembravano disporre di più potenza. In sintesi, l’obiettivo principale è diventato comprendere dove si perdesse il vantaggio prestazionale, valutando l’ipotesi di un motore non nelle condizioni attese o altre cause tecniche.

perché il secondo stint è diventato decisivo

Dall’analisi della dinamica di gara emerge che le differenze non sono risultate esclusivamente legate alle velocità di punta nel primo tratto, con variazioni influenzate soprattutto da come veniva sfruttata l’energia e dalla velocità di percorrenza in specifiche sezioni del tracciato, come la Degner. In ottica gomme, durante il primo stint era stato richiesto a Hamilton di gestire gli pneumatici per allungare lo spettro di utilizzo e presentarsi poi con un margine tattico favorevole.

Pur senza un degrado marcato, la scelta di mantenere in vita gli pneumatici ha continuato a essere considerata una soluzione sensata. Il quadro tattico diventava ancora più coerente con l’approssimarsi di una dinamica in cui i rivali iniziavano a segnare il timing del pit stop, convergendo verso la hard per coprire eventuali manovre come l’under cut.

strategia e safety car: dal quarto posto alla pressione degli avversari

La strategia di Hamilton si è agganciata a un momento determinante legato all’incidente di Oliver Bearman e all’arrivo della Safety Car. In virtù di questa fase, il Ferrarista è riuscito a risalire fino al quarto posto e, alla ripartenza, ha superato George Russell, che aveva raggiunto immediatamente il limite di ricarica e si è ritrovato senza gli strumenti per difendersi efficacemente.

il controllo in pista e il duello con le energie in esaurimento

Da lì in poi ha avuto inizio un lungo tratto di gara centrato sul controllo e sul contenimento delle distanze, con Hamilton impegnato soprattutto a monitorare quanto accadeva dietro. Nella prima parte del secondo stint, il pilota è riuscito a mantenere un buon passo, restando a lungo entro il secondo da Oscar Piastri e sfruttando la modalità di sorpasso per recuperare più energia sugli allunghi.

Quando la distanza dall’australiano è iniziata a crescere, la situazione è diventata più delicata: senza il traino e con meno opportunità di ricarica, Hamilton è risultato più vulnerabile. A quel punto si sono riavvicinati anche gli avversari, mentre via radio il pilota ha lamentato un calo di potenza rispetto a Charles Leclerc.

Dal muretto è arrivata una spiegazione che distingue la lettura per curve e rettilinei: nelle curve Lewis risultava più rapido, mentre la differenza sui tratti in linea dipendeva dal fatto che Leclerc, rientrando sotto la soglia prevista, poteva attivare la modalità di sorpasso.

i sorpassi finali e il punto critico sui rettilinei

A una decina di giri dal termine, Hamilton ha subito in sequenza i passaggi prima del compagno di squadra e poi di Russell, con le manovre sostanzialmente concentrate in curve 1. Alla fine, ricollegando la difficoltà alle sensazioni di gara, il pilota ha indicato che, dopo uno stint iniziale giudicato positivo per la gestione gomme, non è riuscito a mantenere il contatto sul piano del passo. Anche montando gomme fresche, il risultato non è cambiato in modo sufficiente, con la potenza percepita come il fattore determinante per restare davanti.

Nel ricostruire il confronto diretto, Hamilton ha evidenziato che Leclerc disponeva di più potenza pur essendo sulla stessa macchina, portando il pilota a cercare una spiegazione precisa della differenza.

gestione della batteria, limiti e prospettive dopo la pausa

Il contesto della gara viene inquadrato anche sul ruolo della gestione della batteria: negli episodi di sorpasso e contro-sorpasso, l’andamento spesso non ha stravolto la classifica, poiché il gruppo è rimasto compatto per lunghi tratti. L’idea di sorpassare a Suzuka resta complessa senza un delta prestazionale consistente tra vetture, scenario che ha reso decisivi i dettagli legati a tempistiche e disponibilità energetica.

Per quanto riguarda il confronto tecnico generale, viene sottolineato che la Rossa tende a essere penalizzata sul fronte della potenza pura, specialmente lato termico, elemento che incide maggiormente anche in qualifica dove si ricerca il limite. Viene inoltre indicato che la Mercedes riesce a spostare il punto di derating, raggiungendo velocità di punta più alte.

Arriva poi una pausa di circa un mese, con la necessità di discutere tempi dei rilevamenti e avvio dell’ADUO, dal momento che due gare non si sono disputate. Nel frattempo sarà necessario tempo per sviluppare e introdurre nuovi elementi. La speranza, in prospettiva, è l’arrivo di ulteriori prestazioni per alimentare le ambizioni Ferrari, mentre l’ottimizzazione delle mappature di gestione dell’ibrido sarà un punto su cui intervenire: Hamilton ha dichiarato di non sapere quanto si possa realizzare in un mese, auspicando comunque l’arrivo di un motore nuovo entro Miami e ribadendo che, nella gara appena conclusa, mancava davvero una quantità significativa di potenza.

personaggi citati

  • Lewis Hamilton
  • Charles Leclerc
  • George Russell
  • Lando Norris
  • Oscar Piastri
  • Oliver Bearman
Lewis Hamilton, Ferrari
Categorie: Formula 1

Per te