F1 mclaren migliora e hamilton teme che ferrari scivoli in terza forza

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F1 mclaren migliora e hamilton teme che ferrari scivoli in terza forza

All’inizio della stagione 2026 di Formula 1 le gerarchie in pista sembravano già definite: Mercedes davanti a tutti con un margine solido e Ferrari come seconda forza, con un distacco che la teneva separata dagli avversari principali. Il Gran Premio del Giappone a Suzuka, terzo appuntamento in calendario, ha però cambiato il quadro, mettendo in evidenza segnali più convincenti da parte di McLaren.

McLaren a Suzuka: segnali forti dopo Australia e Cina

La ripartenza della scuderia di Woking si è resa evidente a Suzuka, dove la MCL40 ha mostrato una condizione diversa rispetto a quanto visto tra Australia e Cina. In quei due primi appuntamenti, infatti, nessuna delle due MCL40 aveva preso parte alla gara, a causa di problemi differenti legati alla centralina. Nel fine settimana giapponese, invece, il risultato ha confermato una crescita: il secondo posto di Oscar Piastri ha rappresentato un indicatore chiaro del potenziale in recupero.

Lewis Hamilton: gap su motore e telaio

Durante le interviste di Suzuka, Lewis Hamilton ha collegato la prestazione ritrovata a una prospettiva di sviluppo, indicando però che il divario con Mercedes resta reale. Secondo il pilota, la McLaren sta migliorando, ma le risorse da recuperare sono ancora ampie, sia sul propulsore sia sull’insieme del pacchetto tecnico.

Hamilton ha affermato che McLaren dispone di una buona vettura e ha descritto l’obiettivo: estrarre più potenziale dal motore Mercedes per evitare di scivolare indietro rispetto al riferimento. Ha inoltre parlato della necessità di un lavoro complessivo per colmare il gap, specificando che il motore è una parte del problema e che anche il telaio richiede interventi. Nel confronto diretto, ha ribadito che Mercedes risulta più veloce anche in curva.

La power unit Mercedes come punto di svolta

Secondo le valutazioni di Hamilton, McLaren avrebbe compreso meglio come utilizzare la power unit Mercedes, considerata oggi il riferimento prestazionale del Circus. La lettura della situazione è stata collegata anche alla capacità di mettere a terra il potenziale: la scuderia papaya ha mostrato un passo nella partenza migliore rispetto alle Frecce d’Argento, sfruttando anche una rapportatura più corta.

Il divario numerico e l’impatto degli aggiornamenti

Nonostante i miglioramenti, la distanza resta concreta. Hamilton ha indicato un gap stimato intorno a 7-8 decimi. L’idea è che anche un aggiornamento nell’ordine di 2-4 decimi non basterebbe a colmare la differenza in modo immediato: chiudere la distanza richiederebbe un lavoro straordinario da parte di tutti.

Suzuka e grip: perché la MCL40 ha beneficiato dell’asfalto

Il quadro di Suzuka non dipende solo dalla vettura. Secondo quanto emerso, l’asfalto ha avuto un ruolo determinante nel rendimento della MCL40. Per l’edizione 2025, la pista era stata riasfaltata soltanto nel primo settore. Dopo il gran premio dell’anno precedente, invece, i lavori sono stati completati, con un manto presentato in condizioni migliori per questa edizione.

Graining ridotto e gestione gomme più agevole

La presenza di un grip maggiore ha permesso di sfruttare meglio le caratteristiche della MCL40. Il graining, atteso come possibile elemento di difficoltà, si è rivelato un timore solo iniziale: già al venerdì l’andamento dei long run aveva fatto capire che il fenomeno non sarebbe arrivato in modo rilevante, con quantità inferiori anche rispetto alle basse attese di Pirelli.

In Australia, invece, la gestione gomme si era rivelata problematica: le monoposto papaya avevano sofferto il graining e, per uscire da una crisi prestazionale, era stato necessario anticipare un pit stop. In quel contesto, la mancanza di carico aerodinamico rispetto ai rivali era risultata particolarmente penalizzante, con un impatto immediato e severo sulla velocità.

Conferme in arrivo: motore Mercedes e strategie per la downforce

A Suzuka si è visto un miglioramento che mette in prospettiva le preoccupazioni espresse da Hamilton, ma la conferma definitiva richiede ulteriori prove su altre piste. L’obiettivo indicato è duplice: capire se McLaren abbia realmente consolidato la comprensione del motore Mercedes e, soprattutto, ottenere una gestione gomme più stabile, anche attraverso novità capaci di aumentare la downforce. Il fine ultimo resta evitare che le gomme scivolino in curva, limitando la perdita prestazionale che in passato aveva pesato in modo significativo.

personaggi citati

  • Lewis Hamilton
  • Oscar Piastri
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