F1 mercedes scende al limite per guadagnare tre decimi: la W17 spaventa con le novità
La stagione di Formula 1 entra nella fase decisiva e, in parallelo, la Mercedes W17 sembra aver riacceso la scintilla tecnica che aveva caratterizzato l’inizio dell’era ibrida. Dopo una lunga finestra di sviluppo che si estende fino al 2021, con una vettura costruita attorno a una chiara superiorità tecnica, la squadra di Brackley ha ricondotto la propria competitività a un modello concreto di crescita: risultati immediati e modifiche mirate, capaci di incidere dove gli avversari vanno più spesso in difficoltà.
Il passaggio a Montreal segna un punto di svolta per l’evoluzione della monoposto. A fronte di simulazioni che promettevano margini importanti, i piloti Kimi Antonelli e George Russell hanno trasformato l’aspettativa in prestazioni reali, rifilando tre decimi alla concorrenza. In parallelo, la McLaren MCL40 arriva al GP del Canada con numerose novità, intensificando l’interesse attorno a un confronto diretto che passa attraverso aggiornamenti su aerodinamica e prestazioni di pista.
Mercedes W17: evoluzione aerodinamica e filosofia dell’ala anteriore
La W17 si distingue per un cambio di impostazione che parte dall’ala anteriore, attribuito a una modifica di filosofia legata a Simone Resta. A colpire nel paddock di Montreal è soprattutto il marciapiede del fondo davanti alle ruote posteriori, considerato un elemento centrale per la gestione dei flussi e per l’effetto complessivo sul carico.
ala anteriore e flusso verso il fondo: forma e ricollocazione del profilo
All’anteriore, la Mercedes introduce un profilo principale che richiama l’approccio adottato dalla Red Bull. L’andamento perde la configurazione “cucchiaio”, orientandosi verso un tracciato quasi rettilineo. La struttura si prolunga oltre la paratia laterale con l’obiettivo di aumentare la portata d’aria che lambisce la parte inferiore della monoposto, spostando il ricciolo più verso il footplane.
Di conseguenza, la zona del footplane non resta piatta: assume una forma concava, che diventa convessa nella porzione arcuata esterna. Questa parte, progettata per convogliare meglio il flusso, risulta capace di ottenere una maggiore portata d’aria.
paratia laterale, out wash e diveplane ridisegnato
Anche la paratia laterale appare nuova, con una geometria concepita per potenziare l’effetto out wash: l’idea è spingere il flusso all’esterno della ruota anteriore, così da ripulire la scia. Nel quadro complessivo rientra anche il diveplane, cioè l’elemento rialzato esterno dell’endplate, ridisegnato con una superficie che sembra maggiorata e con una inclinazione finale più evidente verso il basso.
Mercedes W17: micro-aerodinamica, bargeboard e controllo dei vortici al fondo
Una volta modificata la portata dell’out wash, la logica impone adattamenti lungo la carrozzeria, soprattutto in corrispondenza dei canali che lavorano sui flussi vicino alle turbolenze generate dalla ruota. Per questo motivo, sul bargeboard nella parte bassa vengono introdotti aggiustamenti che rientrano nella sfera della micro-aerodinamica.
bargeboard e riduzione delle perdite da turbolenze ruota
Gli interventi puntano a allontanare le perdite dovute alle turbolenze della ruota rispetto al corpo vettura, specialmente nella sezione dove la gestione delle interazioni tra pneumatico e flusso risulta più critica.
freni e termoregolazione: presa raffreddamento e sfogo calore
Per le staccate tipiche di Montreal, la Mercedes rivede anche l’area dedicata al raffreddamento: viene aggiornata la presa che raffredda i freni e lo sfogo del calore, posizionato più a monte del corner. L’intento è garantire coerenza di temperatura nei momenti in cui la vettura lavora con carichi elevati.
Mercedes W17: fondo rivisto con sequenza di slot e flap sul bordo esterno
La maggiore curiosità si concentra sul fondo, con l’attenzione focalizzata su un’area strategica in grado di controllare la dinamica del vortice generato dal contatto pneumatico-asfalto. In questo contesto si parla di “tyre squirt”, cioè il flusso legato al contatto della gomma con l’asfalto.
quattro slot arcuati e soffiaggi per muovere il flusso
Sul fondo della W17 compare una sequenza di quattro slot arcuati che muove il flusso tramite soffiaggi complessi. L’impostazione rimane coerente con un filone stilistico legato alla RB22, con la presenza di un elemento sul bordo esterno: un flap che sigilla un’area composta da passaggi d’aria e piccoli deviatori di flusso, organizzati in modo sofisticato.
diffusore e cascata esterna dei flap
Il lavoro sul fondo non si limita agli slot. Risultano modificati anche il gomito del diffusore e la cascata esterna dei flap, pensati per generare un buon carico locale e per sostenere la trasformazione del flusso in efficienza aerodinamica.
software e partenze: focus su gestione dell’uscita e competitività
Oltre alla parte visibile, viene indicata un’area più legata al controllo. Anche se non direttamente osservabile, risulterebbe rivisto il software con l’obiettivo di migliorare le partenze. Il confronto tecnico emerge in modo chiaro: la McLaren, a parità di power unit, riesce a garantire agli equipaggi uno scatto più redditizio rispetto a quello della W17.
Mercedes W17: contesto competitivo con McLaren MCL40
Il GP del Canada diventa quindi un banco di prova in cui l’evoluzione della Mercedes si misura contro la spinta della McLaren, supportata da diverse novità introdotte sulla MCL40. La partita si gioca sulla capacità della W17 di trasformare l’aggiornamento in guadagno immediato, dalla gestione aerodinamica dei flussi fino alla reattività in partenza.
personaggi citati
- Kimi Antonelli
- George Russell
- James Allison
- Simone Resta
