F1 mistero chiarito: non esiste l’ala mercedes bi-fase, il vero problema era altro
Il caso dell’ala della Mercedes che aveva acceso discussioni dopo il GP di Shanghai si è chiuso con una spiegazione tecnica puntuale. La configurazione non sarebbe stata “bi fase”, ma un comportamento anomalo legato a un problema di natura idraulica manifestatosi in Cina. La ricostruzione dei tempi e delle dinamiche di chiusura dei profili mobili ha chiarito il perché di quanto emerso dai filmati e ha riportato la vicenda entro un perimetro considerato non intenzionale.
ala della mercedes “bi fase”: spiegazione e causa tecnica in cina
La questione è stata ricondotta al funzionamento dell’ala in occasione del GP di Shanghai. In particolare, la componente non avrebbe operato secondo quanto atteso, poiché l’esercizio in pista sarebbe stato influenzato da una difficoltà di tipo idraulico. Nel contesto descritto, non risulta la presenza di tentativi mirati ad aggirare il regolamento: il nodo principale sarebbe stato il tempo di chiusura dei flap mobili, valutato in relazione ai valori prescritti.
Secondo la ricostruzione, la difficoltà riguarderebbe la capacità di chiudere i due flap entro il tempo previsto di 400 millisecondi. L’andamento temporale non sarebbe derivato da una strategia volta a modificare il funzionamento, bensì da un errore di calcolo nella definizione della pressione idraulica quando la monoposto superava una certa velocità.
tempi di chiusura e reazione dopo shanghai: cosa hanno mostrato i video
Nei filmati diffusi sul web dopo la gara a Shanghai era emerso che il periodo di chiusura dei profili doppi risultasse diverso da quello previsto dalle norme. Il confronto tra quanto osservabile nelle riprese e i riferimenti regolamentari avrebbe alimentato dubbi sull’effettivo comportamento dell’ala nelle condizioni di utilizzo.
interventi di mercedes tra calendario e gp del giappone
All’interno del quadro temporale indicato, il team avrebbe agito durante la fase di sosta tra il secondo appuntamento del calendario e il GP del Giappone. L’intervento avrebbe coinvolto i tecnici con l’obiettivo di risolvere la questione che si era presentata sulla W17 di Kimi Antonelli.
fIA e valutazione: ragioni accolte e buona fede
La FIA avrebbe ritenuto valide le motivazioni presentate dal team di Brackley, riconoscendo che la situazione era da inquadrare come un caso non intenzionale. In conseguenza di questa valutazione, non sarebbe stata avviata un’investigazione verso la squadra che guida il mondiale.
ferrari e allerta fIA: smentita completa
Nel racconto che ha circondato la vicenda, era circolata l’ipotesi che a portare la FIA in allerta fosse stata la Ferrari. Tale coinvolgimento, però, risulta smentito: la ricostruzione chiarisce che non ci sarebbe stato alcun elemento attribuibile a un’azione diretta nel sollecitare verifiche.
appendice: ritardo dell’ala mobile e impatto prestazionale
La chiusura della questione include un’appendice tecnica importante: il ritardo del tempo di chiusura dell’ala mobile non avrebbe rappresentato un vantaggio. La valutazione riportata indica invece un problema, poiché il ritardo avrebbe compromesso l’equilibrio aerodinamico della vettura prima dell’inizio della frenata, determinando una perdita di prestazioni più che un beneficio.
personaggi coinvolti nella vicenda
Nel contesto descritto compaiono i seguenti nominativi:
- Andrea Kimi Antonelli
- Mercedes
- FIA
- Ferrari
