F1 Red Bull Hadjar durissimo RB22 inguidabile e pericolosa: il telaio è terribile

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F1 Red Bull Hadjar durissimo RB22 inguidabile e pericolosa: il telaio è terribile

Il ciclo iniziale dei gran premi della stagione 2026 di Formula 1 si è chiuso con un segnale netto per la Red Bull: il bilancio non combacia con le aspettative e, in particolare, fotografa un gap che pesa sul rendimento complessivo. Dopo le tappe di Australia, Cina e Giappone, la squadra si ritrova dietro a Mercedes, Ferrari, McLaren e anche Haas nella classifica mondiale, con un numero di punti contenuto e poco confortante.

red bull 2026: primo ciclo di gran premi e classifica del mondiale

La chiusura del primo segmento della stagione 2026 porta la Red Bull a un risultato complesso: la squadra, infatti, si colloca dalla quinta posizione in giù nel confronto per forza nel Mondiale, restando alle spalle di quattro avversari indicati esplicitamente. Il dato numerico rende ancora più evidente il problema: sono stati raccolti solo 16 punti tra Australia, Cina e Giappone.

Il quadro complessivo della campagna asiatica viene descritto come deficitario, soprattutto sotto il profilo delle prestazioni. Le RB22 a Suzuka riescono a portare a casa punti grazie a un solo pilota: Max Verstappen. L’altro pilota, Isack Hadjar, vede la propria gara interrompersi per problemi alle batterie proprio mentre stava combattendo nella parte centrale del gruppo, in lotta con Pierre Gasly e con il proprio compagno di squadra.

rb22 a suzuka: punti solo con verstappen e stop di hadjar

A Suzuka la dinamica racconta un’affermazione parziale: Verstappen porta punti, mentre Hadjar chiude fuori dalla zona punti nonostante un’efficacia in pista che viene riconosciuta come sufficiente per stare nel ritmo della competizione. L’attenzione, dopo la gara, si sposta sul momento in cui Hadjar perde la possibilità di lottare: la batteria scarica arriva quando la strategia prevedeva proprio un confronto diretto con Gasly.

isack hadjar: sfogo dopo il gran premio del giappone

Al termine del Gran Premio del Giappone, Isack Hadjar dà voce a un disagio molto marcato. Il tono del pilota sottolinea che la gara viene percepita come estremamente negativa, fino a ridurre la situazione a una questione tecnica e di responsabilità operativa: l’elemento decisivo, per lui, riguarda la rapidità con cui il problema di batteria si manifesta durante una fase in cui il pilota si sente pienamente a proprio agio.

batteria, impotenza in gara e obiettivo di lotta con gasly

Hadjar collega l’evento al piano iniziale: in ottava posizione l’obiettivo era lottare con Pierre Gasly, una dinamica che stava effettivamente sostenendo prima che tutto cambiasse in modo improvviso. Nel racconto emerge il senso di impotenza una volta che la batteria scende e la vettura non consente più continuità prestazionale.

telaio e grip: la critica di hadjar alla rb22

Superato il riferimento alle batterie e alla lotta che si interrompe, Hadjar orienta lo sfogo anche su un aspetto diverso. L’attacco non è centrato sulla power unit, valutata come buona, bensì sul telaio. Secondo le sue parole, un fattore determinante è la difficoltà di guidare una macchina che risulta inguidabile e addirittura pericolosa, con una sensazione di controllo compromessa.

inguidabile e pericolosa: passo insufficiente e peggioramento rispetto al weekend

Nel bilancio della prestazione, Hadjar indica che ci si aspettava un passo non positivo, ma la realtà sarebbe stata peggiore rispetto ai giorni precedenti del weekend. L’immagine centrale è quella di una vettura senza stabilità e, soprattutto, con una risposta difficoltosa che rende la guida incerta.

mancano indicazioni per migliorare e la lentezza in curva pesa

Tra gli elementi citati come contraddizione c’è il lato positivo: una volta superata la fase critica, Hadjar afferma di poter guidare anche una macchina definita “veloce”. Nel contempo, però, viene ribadito che il gruppo non fornisce indicazioni su come renderla più rapida. La chiave del problema viene così riassunta: la power unit sarebbe adeguata, mentre il nodo centrale resta il comportamento del telaio.

fine settimana e conclusioni di hadjar: motore ok, grip insufficiente

Le parole finali del pilota mettono in evidenza una lettura precisa del quadro tecnico. Hadjar chiude sottolineando che esiste una buona power unit e che il motore è buono. La difficoltà, invece, viene spostata sul telaio, descrivendo un livello di prestazione insufficiente legato a grip mancante e alla lentezza in curva, con un sistema che non riesce a generare l’aderenza necessaria per essere competitivi.

Nico Hulkenberg, Audi F1 Team, Isack Hadjar, Red Bull Racing

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