F1 Russell problemi di deployment due radici: energia presente ma distribuita male
George Russell lascia Spa con una scia di incertezze, più domande che risposte. Il nodo centrale non ruota soltanto attorno all’episodio legato allo zero in classifica derivante dall’incidente con Lewis Hamilton, evento che pesa su morale e posizionamento. La difficoltà principale riguarda il divario di performance che si è ampliato rispetto al compagno di squadra, soprattutto nelle sezioni in cui il ritmo sui rettilinei dovrebbe rendere tutto più prevedibile.
george russell a spa: distacchi in qualifica e deployment fuori controllo
Analizzando i dati disponibili in Gran Bretagna e in Belgio, emerge che in qualifica Russell ha perso decimi sugli allunghi nella parte finale del giro. Un andamento giudicato anomalo, perché la vettura risulta la stessa. A Spa si è anche provato a cercare una possibile chiave interpretativa nel motore fresco montato sulla vettura di Andrea Kimi Antonelli, ipotesi che, secondo quanto riportato, non sarebbe sufficiente a spiegare un divario così marcato.
power unit e sensibilità ai dettagli: perché riprodurre il problema è complesso
Le Power Unit attuali risultano estremamente sensibili a variabili esterne. Quando la condizione non resta dentro l’intervallo ideale di funzionamento, diventano complicati sia la riproduzione del fenomeno sia l’identificazione delle sue cause, persino in simulazione. Andrea Stella ha chiarito che l’attività di previsione passa attraverso modelli e ottimizzazioni, ma la modellazione non sempre riesce a catturare tutta la complessità fisica delle vetture.
La logica descritta porta a un punto chiave: se le PU non reagissero così in modo amplificato a piccole differenze, la situazione sarebbe gestibile. Invece, una minima variazione in input di guida può generare un cambiamento molto ampio nell’esito finale; lo stesso vale per piccole variazioni nel comportamento fisico dei componenti della Power Unit.
due episodi separati: silverstone e spa raccontano dinamiche diverse
La lettura dei tecnici separa la vicenda in due fronti. A Silverstone il distacco è quantificato attorno a un decimo e mezzo sull’allungo dell’Hangar Straight. A Spa, invece, il gap sulla zona di Blanchimont diventa decisamente più evidente. Per il GP di Gran Bretagna, Mercedes ha ricondotto quel distacco alle differenze nello stile di guida.
a silverstone: problemi di deployment collegati allo stile di guida
Simone Resta, vice-direttore tecnico, ha spiegato che su Russell sono emersi problemi di deployment da analizzare e sistemare. L’origine viene fatta risalire a Silverstone, con l’emersione di differenze di deployment tra le due vetture, attribuite in misura significativa a due stili di guida distinti.
La necessità di riadattamento è emersa già prima dei due appuntamenti citati, quando Russell aveva sottolineato come il proprio stile non stesse funzionando al meglio con questa tipologia di vetture. Alla vigilia del GP del Belgio, il messaggio è stato confermato: la modifica dell’approccio è in corso, pur essendo un processo che richiede tempo.
automatismi e differenze operative tra russell e antonelli
Il cambio di stile non è riducibile a un aggiustamento immediato: richiede modifiche agli automatismi. Secondo quanto riportato, Antonelli e Russell impiegano la vettura in modo diverso. Kimi Antonelli risulta più aggressivo, soprattutto in entrata e percorrenza, con l’obiettivo di stabilizzare il posteriore di una vettura definita più “sincera” rispetto al ciclo tecnico precedente.
La guida incide anche sulla gestione energetica, dalla scelta delle marce all’uso dell’acceleratore. Su piste molto veloci, posticipare l’applicazione dell’acceleratore può rappresentare un vantaggio: consente di usare l’energia più avanti sul rettilineo invece di impiegarla in trazione. Per questo, sia a Silverstone sia a Spa, diverse squadre hanno enfatizzato la strategia di massimizzare l’ingresso spingendo in entrata e poi ritardare l’uscita.
spa e la gestione energia: il problema non è solo deployment
A Spa, però, lo scenario descritto si discosta. Pur con l’adeguamento compiuto prima dell’appuntamento belga, vengono osservate ancora differenze in termini di deployment tra le due vetture. Viene ricordato che l’intera fase della stagione, con il regolamento già in vigore ma ancora nelle prime gare, comporta difficoltà per ciascun team nel comprendere ogni fattore che contribuisce al fenomeno.
deployment anomalo anche in altri team: mclaren e ferrari
Mercedes non è l’unica a riscontrare differenze di deployment anomale. Il medesimo tipo di criticità viene riportato anche in McLaren e in Ferrari. Per la scuderia di Maranello, il box è riuscito a individuare il problema e a intervenire prima della qualifica, riducendo le anomalie sperimentate da Leclerc.
flussometro sostituito in fp1, deficit riapparso in fp2
Già in FP1 a Spa gli ingegneri di Mercedes avevano rilevato un gap sulla vettura di Russell, riconducendolo a un malfunzionamento del flussometro standard. Successivamente il componente è stato sostituito. In FP2, però, il deficit si ripresenta. Dalle analisi emerge che, per ragioni non ancora chiarite, Russell non riusciva a ricaricare correttamente la batteria alla staccata di curva 14, l’ultima occasione prima dell’allungo di Blanchimont. Il gap risultava distribuito lungo l’intero giro.
in qualifica: energia all’inizio del giro alta, poi calo marcato
Dopo ulteriori interventi nel tentativo di colmare il divario, il problema si ripresenta comunque. Wolff, dopo la corsa, ha spiegato che in modalità qualifica era stato individuato un comportamento per cui, dopo curva 18, Russell disponeva di meno energia da utilizzare a Blanchimont. Il dato viene collegato all’importanza dell’identificazione a Spa, perché a Budapest sarebbe stato più difficile riconoscere il fenomeno.
Il quadro tecnico riportato specifica che l’impatto non consiste in una semplice mancanza totale di energia: Antonelli risulta ancora più efficace in curva. La sintesi fornita descrive un effetto temporale: Russell dispone di più energia all’inizio del giro e meno energia alla fine. Ciò implica che l’energia è presente, ma viene mal distribuita lungo il giro, causando un taglio anticipato dell’MGU-K di Russell a Blanchimont. Questo aspetto non sarebbe imputabile direttamente al pilota, restando oggetto di studio da parte della squadra, e avrebbe comunque pesato su decimi relativi all’ottimizzazione.
prossima parte di stagione: obiettivo risalire alle cause prima della pausa estiva
La criticità pesa soprattutto in qualifica, dove la quantità di energia disponibile risulta più limitata per via dei vincoli di ricarica imposti dalla FIA. Il lavoro di Mercedes mira a risalire alle cause del problema: a Spa, dalle analisi interne, l’impatto viene indicato in oltre due decimi e mezzo. La priorità è trovare spiegazioni e soluzioni prima dei prossimi appuntamenti post-pausa estiva, con piste più veloci, perché diventa fondamentale ridurre l’incertezza prima che la finestra di comprensione si restringa ulteriormente.
Persone citate:
- George Russell
- Lewis Hamilton
- Andrea Kimi Antonelli
- Andrea Stella
- Simone Resta
- Toto Wolff
- Charles Leclerc
