Ferrari conferma il motore di Barcellona anche per il Gran Premio del Bahrain

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Ferrari conferma il motore di Barcellona anche per il Gran Premio del Bahrain

Nel Bahrain, la Ferrari affronta la fase di verifica della power unit 067/6, replicando l’approccio del precedente shakedown di Barcellona per valutare la durabilità e l’affidabilità di una componente cruciale nell’era delle monoposto leggere e performanti. L’obiettivo è misurare la resistenza del propulsore in condizioni representative, prima di proseguire con la preparazione alle prime uscite ufficiali. La gestione tecnica punta a consolidare il lavoro sull’unità disponibile senza introdurre varianti, mantenendo un monitoraggio rigoroso dell’usura e delle prestazioni durante i giorni di prove.

ferrari sf-26 in bahrain: utilizzo del motore 067/6

In Bahrain la Scuderia adotterà lo stesso motore utilizzato nello shakedown di Barcellona, con l’intento di verificare la vita utile della configurazione 067/6. Non sono previste, per la prima delle due sessioni ufficiali a Sakhir, sostituzioni di unità: l’obiettivo è completare la prima fase di test con una sola power unit, compatibilmente con le norme che regolano i programmi di collaudo.

La situazione è coerente con la volontà di conoscere il reale potenziale dell’unità durante i tre giorni di lavoro previsti in Bahrain, concentrandosi sull’affidabilità a lungo termine e sulla gestione termica, elementi fondamentali per l’andamento della stagione all’interno dell’era delle propulsioni ibride.

067/6: potenza, affidabilità e durata

La nuova genealogia dei propulsori prevede una ripartizione identica tra le due parti principali: 50% di potenza deriva dall’endotermico a sei cilindri e 50% dal motogeneratore elettrico. In tale contesto, la FIA ha anche rinnovato i vincoli di durata delle PU: fino al 2025 ciascun pilota poteva utilizzare quattro unità, coprendo sei GP con un motore; dal 2026, con la riduzione a tre PU, la durata massima sale a otto GP per unità.

Questo allunga l’attenzione sull’affidabilità delle unità in contesto di gestione delle risorse e delle prove, con l’obiettivo di evitare problemi lungo il calendario che rimane ricco di appuntamenti e sprint. Il contesto tecnico coinvolge la necessità di bilanciare prestazioni e resilienza, mantenendo una strategia di utilizzo mirata alle gare iniziali.

impostazioni di test e tempistiche

Durante i tre giorni di lavoro a Sakhir è cruciale valutare l’effettivo potenziale dello 067/6, con l’attenzione rivolta a durata, affidabilità e gestione energetica. L’attuale discussione regolamentare riguarda la modalità di verifica del rapporto di compressione: si sta valutando una verifica a caldo, non più a temperatura ambiente, come parte di una revisione mirata a chiarire l’allocazione delle risorse e l’esecuzione dei test.

Nella cornice della F1 Commission, oltre ai costruttori di PU saranno presenti anche le scuderie, con l’obiettivo di bilanciare interessi tecnici e regolamentari. La proposta di modifica, nata dall’insieme di proposte tra costruttori come Honda, Ferrari, Audi e Red Bull Powertrains, riguarda l’eventuale introduzione di misure che possano togliere elementi di vantaggio, come una micro camera di combustione aggiuntiva della Mercedes, ed è oggetto di attenta valutazione. Il coinvolgimento della FIA sarà decisivo nella fase di discussione, in modo da avviare il mondiale 2026 senza controversie aprioristiche al termine della gara inaugurale.

La gestione sportiva punta a definire con chiarezza se lo 067/6 possa offrire un margine di potenziale significativo nei tre giorni di lavoro, e quali passi saranno necessari per trasformare tali riscontri in un programma di sviluppo affidabile per la stagione.

dibattito regolamentare e scenario per il 2026

Il contesto regolamentare vede la necessità di un dialogo tra le parti interessate per stabilire pratiche di verifica coerenti con l’obiettivo di un Mondiale 2026 competitivo e privo di controversie tecniche. Se la proposta di allineare i parametri di verifica al caldo dovesse prendere corpo, si aprirebbe una fase di confronto tra produttori e squadre, con possibili aggiustamenti che potrebbero incidere sull’architettura delle power unit e sulla gestione delle tre PU disponibili per pilota.

In tale scenario, la Federazione e i comitati associati avranno un ruolo chiave nel definire criteri operativi e nel garantire una fase di transizione trasparente, permettendo al campionato di iniziare senza conflitti disciplinari dopo la prima gara in Australia e con un quadro regolamentare chiaro per le stagioni a venire.

Nel frattempo, la gestione tecnica resta focalizzata sull’analisi del potenziale dello 067/6 durante le giornate di Bahrain, per definire se la strategia di utilizzare una sola unità per l’avvio della stagione possa reggere in un contesto di sviluppo internazionale e di calendario sempre più impegnativo.

persone chiave

  • Enrico Gualtieri
  • Vincent Pereme
Charles Leclerc, Ferrari

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