FIGC futuro e De Laurentiis: perché non serve un ex giocatore e cosa dicono sugli agenti
A Los Angeles, dove è stato presentato il documentario Ag4in dedicato al quarto scudetto del Napoli, Aurelio De Laurentiis ha rilasciato una lunga intervista a CBS. Il presidente azzurro ha toccato diversi aspetti del suo ruolo e della visione futura della società, collegando la gestione economica, le modalità di organizzazione del calcio e i rapporti con gli organismi istituzionali e sportivi. Nel racconto emergono temi ricorrenti: scelte imprenditoriali, pressione competitiva, rischi legati al calendario e necessità di interlocuzioni politiche per superare vincoli fiscali e burocratici.
acquisto napoli e ripartenza: dalle difficoltà alla serie c
De Laurentiis ha ricostruito l’avvio del progetto al Napoli dopo la bancarotta. Ha ricordato che l’operazione doveva passare tramite un’asta, sottolineando come la scelta sia stata tutt’altro che scontata dal punto di vista calcistico. Il presidente ha raccontato che il suo entourage aveva espresso dubbi: suo figlio Luigi e sua moglie Jacqueline gli avrebbero fatto notare l’impreparazione personale sul calcio e, nonostante questo, lui ha rivendicato la volontà di intraprendere una nuova avventura da imprenditore.
Il passaggio successivo è stato la necessità di ripartire con una struttura nuova, descritta come ripartenza dalla Serie C. Nel racconto, l’assenza iniziale di giocatori e l’impossibilità di sapere “da dove iniziare” vengono indicati come elementi che hanno reso il percorso complesso ma anche estremamente formativo. La stagione in Serie C viene definita come il miglior film della sua vita, con un tono legato all’entusiasmo per la sfida intrapresa.
quarto scudetto napoli: emozione, motivazione e intensità
Il presidente ha parlato del quarto scudetto come di un’esperienza intensa e carica di emozioni. Ha descritto la vittoria come “bello” e ha raccontato di come l’adrenalina fosse percepibile fino alla fine, definendo il finale di stagione quasi come vivere “in un casino”.
Nel quadro di questa narrazione, De Laurentiis ha messo al centro l’atteggiamento dei giocatori, ricordando che “tutti i giocatori giocavano per la maglia” e collegando la spinta motivazionale all’allenatore. Viene citato Conte come figura capace di stimolare costantemente la squadra, con un’immagine di grande energia: urlare eccitato a ogni partita e chiedere di non mollare mai.
divario economico con le big: gestione finanziaria come chiave
Un passaggio rilevante dell’intervista riguarda la distanza economica tra Napoli e le principali potenze europee. De Laurentiis ha spiegato che il club guadagna circa un terzo di quanto ottengono Milan e Inter, mentre per la Juventus indica una quota pari alla metà. Per Real, Psg, City e United ha citato una differenza ancora più ampia, con un quarto delle entrate.
Da qui la necessità di una gestione attenta: il presidente ha indicato che, senza controllo economico, diventa difficile restare in competizione. Il punto è mantenere un livello organizzativo capace di “rendere difficile la vita agli altri”, attraverso una strategia finanziaria rigorosa.
agenti e recuperi: un calcio definito “troppo vecchio”
De Laurentiis ha affrontato il tema degli agenti con toni netti, collegandolo al bisogno di rinnovare il calcio. Ha sostenuto che il sistema sarebbe troppo vecchio e che le nuove generazioni avrebbero passione ma non pazienza, evidenziando difficoltà a sostenere tempi lunghi davanti alla tv. Nelle partite, ha indicato l’esistenza di un intervallo di 15 minuti tra i due tempi, definito “stupido”, e ha espresso l’idea che si potrebbero spezzare i momenti di gara con una durata simile a quella del basket.
Secondo la visione del presidente, oggi è soprattutto l’operato degli agenti a incidere anche sul recupero, mentre nel calcio mancherebbe un assetto coerente. Ha affermato di “lottare” con la Figc in riferimento a decisioni arbitrali, descrivendo una situazione di disordine. L’intero contesto viene definito come anarchia, con una critica alla scarsa comprensione del calcio inteso come industria.
Nel merito del ruolo degli agenti, De Laurentiis ha posto l’accento su richieste economiche considerate eccessive, interpretate come remunerazione per attività concentrate sulla firma del contratto. In caso di problemi del giocatore, viene rappresentata una sparizione da parte degli agenti. La conclusione della sua posizione è che, di fronte a problemi reali del calciatore, gli agenti non resterebbero presenti.
troppe partite: calendario esteso e pressione sulle squadre
Un altro tema centrale è la crescita del numero di partite. De Laurentiis ha spiegato che la Uefa mira a ottenere più ricavi rendendo le competizioni più lunghe. A questo si aggiunge, nel racconto, l’arrivo del Re Infantino e l’introduzione del Mondiale per Club, con conseguenze dirette sulla sostenibilità del carico per i giocatori.
Il presidente ha affermato che la stagione non può reggere 70 partite senza conseguenze pesanti, definendo la prospettiva come un “suicidio”. Ha riportato un esempio specifico: Modric viene descritto come un giocatore fantastico, ma con l’idea che nessuno accetterebbe realmente un impegno così esteso. La logica è semplice: l’atleta potrebbe resistere solo per un periodo limitato, non su base annuale.
Per cambiare il sistema, De Laurentiis ha indicato un punto strutturale: i guadagni ottenuti dovrebbero andare ai club e non alla federazione. Ha aggiunto che la distribuzione sarebbe influenzata da Uefa e Fifa, definendo le promesse di redistribuzione come non corrispondenti al vero. Nel suo linguaggio, viene attribuita menzogna su ciò che viene effettivamente affermato.
calcio italiano e nazionali: proposta serie a a 16 squadre
De Laurentiis ha dichiarato di spingere da anni per il ritorno a un campionato composto da 16 squadre invece che da 20. La riduzione del numero di partite, secondo la sua impostazione, permetterebbe di ottenere un periodo di tempo più ampio per l’allenamento della Nazionale, con 2 mesi dedicati.
Nel discorso ha sollevato anche un tema assicurativo: ha chiesto il motivo per cui non esisterebbe un’assicurazione nel caso di infortuni occorsi ai giocatori impegnati con le nazionali. Ha inoltre richiamato il concetto di proprietà: i calciatori, nella sua prospettiva, restano appartenenti ai club e quindi non dovrebbero essere ceduti gratuitamente. Il passaggio ribadisce che, se le nazionali desiderano avere i giocatori, devono farsi carico dei costi.
Ha poi citato un riferimento legato all’Italia eliminata, collegandolo a reazioni descritte come ansia e incertezza. Nella chiusura di questa sezione, ha collegato il successo al requisito di mantenere un atteggiamento rilassato.
futuro figc: interlocuzione politica per problemi fiscali e burocratici
La parte finale dell’intervista riguarda il futuro della Figc. De Laurentiis ha sostenuto che non sarebbe necessario un ex giocatore, ma piuttosto qualcuno in grado di parlare politicamente con il governo per ottenere risultati mai raggiunti in passato. La finalità indicata riguarda la risoluzione di criticità fiscali e burocratiche, con l’obiettivo di affrontare problemi concreti tramite interlocutori dotati di credibilità.
Nel quadro della sua proposta, la priorità è avere persone in grado di confrontarsi con i ministri e muovere le leve istituzionali utili alla soluzione dei problemi segnalati.
personaggi e nomi citati
- Aurelio De Laurentiis
- Luigi De Laurentiis
- Jacqueline De Laurentiis
- Conte
- Gravina
- Gattuso
- Infantino
- Modric
