Figc presidenza: cosa ha detto malagò sui contatti avuti prima della bosnia e sul possibile ex calciatore nella sua squadra
Giovanni Malagò torna a parlare della propria candidatura alla presidenza FIGC dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, chiarendo tempi, modalità dei contatti e visione sul futuro della Federazione. Nel corso dell’evento “Il Foglio a San Siro”, organizzato dal quotidiano Il Foglio, l’ex presidente del CONI affronta anche il tema del rapporto tra calcio e politica, oltre a descrivere il percorso che, in caso di avanzamento, dovrebbe portare al coinvolgimento delle diverse componenti del sistema federale.
giovanni malagò e presidenza figc: contatti e tempistiche
Malagò chiarisce che le interlocuzioni non sarebbero iniziate dopo il dibattito seguito alle dimissioni, ma sarebbero partite già prima della Bosnia. Secondo quanto dichiarato, l’attenzione verso il suo nome sarebbe emersa con ripetute richieste e incontri nel giro di pochi giorni, trasformandosi in una serie di contatti che, nel suo racconto, hanno contribuito a delineare un quadro di credibilità e rispetto da considerare.
cambio di sistema e ruolo del calcio: malagò tra abodi e riflessioni federali
Nel commentare il tema del cambio di sistema, Malagò sostiene che, tra le posizioni emerse nel dibattito, ve ne sarebbe una definita condivisibile da Abodi. L’ex presidente del CONI ricorda inoltre come il proprio profilo, rispetto a chi vive il calcio da dentro, non rappresenti un curriculum tradizionale legato al percorso da calciatore.
malagò e il confronto sul passato: binaghi, coni e aspetti statutari
All’interno delle dichiarazioni compare anche un riferimento a quanto detto da Binaghi in relazione a precedenti accadimenti “otto anni fa”. Malagò afferma di non comprendere il riferimento sotto il profilo tecnico e richiama un principio relativo al funzionamento delle federazioni quando vengono commissariate. In assenza, nel suo racconto, di irregolarità amministrative, non sarebbe possibile modificare aspetti statutari senza passare da assemblee straordinarie delle componenti.
La valutazione personale citata riguarda un riconoscimento ricevuto: Malagò indica che, tra le osservazioni di Binaghi, sarebbe arrivato per la prima volta anche un complimento definito come un apprezzamento sulla sua simpatia.
candidatura e preparazione: malagò non si definisce candidato
Malagò precisa che non è corretto descriverlo come candidato alla Federcalcio. Il suo atteggiamento viene definito come una riflessione in corso, legata alla presenza reiterata di società che lo avrebbero cercato più volte, prima e dopo la partita con la Bosnia, fino a un numero di contatti che arriva a 19. Il senso attribuito a questi elementi è quello di una disponibilità maturata sul piano della conoscenza del tema e della necessità di tener conto di aspetti relazionali e istituzionali.
contatti e preoccupazioni sui playoff: il sistema va rivisto
Rispondendo alle domande sui contatti maturati in prossimità dei playoff, Malagò afferma di non ritenere di aggiungere novità: nel racconto resterebbe infatti una preoccupazione diffusa. L’idea centrale resta che il sistema debba essere rivisitato, senza arrivare a sostenere che tutte le persone coinvolte finora abbiano agito in modo esclusivamente negativo.
prossimi passi nella figc: incontri con componenti tecniche e programma
Guardando al futuro, Malagò indica che il passo successivo sarebbe quello di interpellare le altre componenti. Nel suo racconto, l’iter sarebbe già avviato con un incontro avvenuto con allenatori e giocatori, con la previsione di confronto anche con altri presidenti. L’impressione emersa, secondo le dichiarazioni, è che le componenti tecniche mostrino un orientamento propositivo nel parlare.
Se la scelta dovesse concretizzarsi, Malagò dichiara l’intenzione di mettere nero su bianco un programma basato sull’ascolto di suggerimenti e richieste.
ex calciatori e ruoli federali: valore aggiunto dell’esperienza sul campo
La questione relativa a un calciatore nella propria squadra viene trattata con un approccio di metodo: Malagò afferma di non aver pensato a nulla di specifico e chiarisce di non avere impegni personali con sé stesso o, di conseguenza, con persone da coinvolgere. Pur non ricordando nomi precisi, sostiene che in un contesto come quello del calcio un calciatore possa portare un valore aggiunto, da inserire in un ruolo più o meno importante nelle Federazioni.
politica e calcio: collaborazione e gestione dei problemi
Sul rapporto tra calcio e politica, Malagò ribadisce che sia indispensabile che la politica si occupi del calcio. Nel suo racconto, a livello collegiale sarebbero stati mantenuti rapporti importanti e positivi con persone impegnate in politica a livelli elevati. La linea indicata è quella di adeguarsi, senza perdere la possibilità di far emergere i propri problemi, evitando che l’accettazione senza confronto venga interpretata come una strada capace di risolvere ogni questione.
Il passaggio conclusivo riguarda la necessità di puntare alla collaborazione, mantenendo al tempo stesso una volontà concreta di allineamento su più aspetti.
figure citate nelle dichiarazioni
- Giovanni Malagò
- Gabriele Gravina
- Abodi
- Binaghi
- allenatori e giocatori
- altri presidenti
