Flachi dispiace per gattuso ultimo colpevole italiano o gasperini al suo posto

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Flachi dispiace per gattuso ultimo colpevole italiano o gasperini al suo posto

Francesco Flachi, ex centravanti della Sampdoria, ha analizzato con ampiezza il momento del calcio italiano nel corso di un’intervista rilasciata in esclusiva. Dalla mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale fino alle ricadute sul settore giovanile, passando per valutazioni sul reparto offensivo e sul ruolo degli allenatori, l’ex attaccante ha messo al centro temi come responsabilità, mentalità e stabilità. Un quadro che include anche la Serie A e il duello tra le principali pretendenti allo scudetto.

responsabilità Italia fuori dal Mondiale: l’analisi di Francesco Flachi

Flachi ha impostato la riflessione partendo dal percorso della Nazionale, sottolineando che le responsabilità non possono essere attribuite a una singola figura. Secondo l’ex centravanti, la mancata qualificazione rappresenta un problema che riguarda l’insieme, includendo l’intero cammino tecnico e organizzativo. Nel valutare la fase dall’allenatore Spalletti fino a Gattuso, Flachi ha evidenziato un cambiamento di energia: euforia e motivazione nella gestione iniziale, poi un calo dell’atteggiamento in altre partite.

Tra i fattori possibili, Flachi ha citato anche l’eventualità di problemi fisici che possono generare conseguenze a catena. Il nodo centrale, però, resta la dimensione storica: l’Italia, tra i paesi di maggior successo, per la terza volta non raggiunge il Mondiale. Per Flachi si tratta di una grande sconfitta per tutto il calcio.

L’ex calciatore ha inoltre collegato l’andamento generale alla perdita di entusiasmo: il calcio starebbe raffreddando l’energia e diminuendo l’appartenenza e la passione che in passato venivano trasmesse. Nel ragionamento, il maggior contraccolpo sarebbe sui giovani, perché chi non vede l’Italia competere smette di avvicinarsi e orienta lo sport verso altre attività. Da qui la necessità di cambiare rotta.

reparto offensivo e creatività: manca la qualità secondo Flachi

Approfondendo la situazione nel reparto offensivo, Flachi ha osservato che l’infortunio o la presenza di alcuni interpreti non sarebbe stato l’elemento determinante, riferendosi al ruolo di Kean. Il punto principale, a suo parere, riguarda la carenza di qualità complessiva: sarebbero mancati i fantasisti e la capacità di creare superiorità uno contro uno sugli esterni.

Secondo Flachi, oltre al momento offensivo, è stata rilevata anche una mancanza di solidità difensiva, segnalando che la preparazione complessiva non ha espresso motivazioni e carattere nei momenti decisivi. Nel collegare questi aspetti all’evoluzione del gioco, l’ex attaccante ha affermato che il calcio attuale vede calciatori spesso troppo adagiati rispetto ai suoi tempi. Questo, sul piano mentale, finirebbe per pesare proprio nelle partite che contano.

Gattuso dopo le dimissioni: responsabilità e possibili nomi per Flachi

Quando è stata affrontata la questione relativa alle dimissioni di Gattuso, Flachi ha espresso dispiacere, ma ha anche ridimensionato il peso delle colpe attribuibili all’allenatore. L’ex calciatore ha sostenuto che Gattuso sarebbe tra i meno colpevoli, includendo nella stessa considerazione anche Buffon, descritti come ex giocatori in grado di trasmettere insegnamenti legati al calcio che conta.

Il focus torna ai giocatori: per Flachi, le responsabilità ricadono soprattutto su chi scende in campo. L’appartenenza alla rosa della Nazionale, secondo la sua visione, implica che il singolo sia tra i migliori e quindi sia chiamato a offrire qualcosa in più sul terreno di gioco.

Nel definire una possibile scelta per la panchina, Flachi ha indicato due nomi: Gasperini e Italiano. Secondo lui, sono allenatori capaci di aggiungere valore dal punto di vista calcistico, con squadre che propongono un calcio offensivo e basato sull’uno contro uno, oltre a migliorare i calciatori anno dopo anno. Per quanto concerne l’esperienza, Flachi ha riconosciuto che Gasperini potrebbe averne di più, ma ha aggiunto che Italiano non risulterebbe affatto inferiore, ricordando che con i suoi trascorsi da allenatore avrebbe portato le proprie squadre a risultati rilevanti.

convocazioni e scelte: cosa Flachi cambierebbe in Nazionale

Alla domanda su eventuali errori nelle convocazioni, Flachi ha scelto di non complicare l’analisi con certezze assolute, sottolineando che parlare dopo è più semplice. Ha evidenziato che alcune decisioni possono essere prese anche di petto e che il gruppo aveva comunque raggiunto gli spareggi, aspetto che può aver portato a una scelta di continuità.

Flachi ha però indicato alcuni cambiamenti che, a suo avviso, avverrebbero se ci fosse un ripensamento: non sarebbe stata una priorità inserire Retegui, perché definito un altro giocatore. In parallelo, l’ex attaccante ha ipotizzato l’opportunità di convocare fantasisti e giocatori di fascia. Ha richiamato anche l’idea che la Nazionale non avrebbe dovuto giocare sempre con lo stesso schema, citando l’uso di 3 difensori e la difesa impostata sul portarsi il blocco dell’Inter.

La riflessione di Flachi ha un punto fermo: chi gioca in Serie A deve saper adattarsi a diversi moduli. La Nazionale, nella sua visione, non è tenuta a seguire necessariamente lo stesso assetto con cui operano i club. Per Flachi non deve essere un vincolo far giocare obbligatoriamente elementi come Barella e Tonali in base a un unico modulo. Pur riconoscendo che Gattuso avrebbe potuto fare un’analisi, Flachi ha sostenuto che qualcosa sarebbe stato modificabile.

Sampdoria tra società e campo: stabilità come base dei risultati

Passando alla situazione della Sampdoria, Flachi ha espresso l’auspicio che la squadra possa uscire dalla fase difficile. Secondo la sua lettura, l’organico ci sarebbe, ma la società dovrebbe migliorare su aspetti esterni al campo. Ha richiamato un contesto interno definito incerto: in assenza di stabilità, l’instabilità rischierebbe di riflettersi in modo diretto sulla prestazione sportiva.

L’ex centravanti ha aggiunto che la Sampdoria attraversa da anni acque agitate e che, a un certo punto, diventa necessario individuare la causa e lavorare per risolverla. Dopo un periodo di esperienza, a suo avviso, dovrebbe emergere anche la capacità di evitare scelte sbagliate. Flachi ha collegato il tema ai tifosi, sottolineando che una società blasonata in questa condizione comporta una sofferenza che coinvolge tutto il calcio.

Nel ragionamento, restano anche le responsabilità di chi gioca: secondo Flachi serve fornire basi solide e un’impronta importante, perché per ottenere risultati la struttura di riferimento, cioè la società, rappresenta il punto di partenza. Se i problemi nascono lì, si propagano anche alla squadra.

scudetto in Serie A: Inter favorita, resto aperto fino alla fine

Flachi ha chiesto anche un parere sulla lotta scudetto tra Inter, Milan e Napoli. La posizione indicata come più favorevole è quella dell’Inter, non solo per il vantaggio in classifica, ma anche per la gestione del calendario: secondo l’ex attaccante, le prime tre non devono giocare coppe europee, ottenendo così tempo per preparare le partite.

La fotografia finale proposta da Flachi vede l’Inter in una condizione di pressione: non deve sbagliare e ha partite che arrivano “di corsa”. In questa fase, l’obiettivo sarebbe chiaro: in caso di vittoria, l’Inter costruirebbe un grande campionato; in caso contrario, a suo dire, difficilmente si creerebbero conseguenze eccessive nel racconto pubblico, perché nessuno si sarebbe aspettato diversamente.

Pur riconoscendo che l’Inter sarebbe la squadra con maggiore qualità e la più forte, Flachi ha concluso lasciando il campionato aperto fino all’ultima giornata, indicando che tra fase alta e fase bassa della classifica il quadro resterebbe ancora imprevedibile.

personaggi citati

  • Francesco Flachi
  • Rino Gattuso
  • Buffon
  • Spalletti
  • Gasperini
  • Italiano
  • Retegui
  • Kean
  • Inter
  • Barella
  • Tonali
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